TOP 3

DETROIT LIONS

La prima partenza 4-0 dal 1980 a questa parte merita la citazione particolare per i Lions: peccato che siano nella NFC North e che quindi qualsiasi sforzo per una vittoria divisionale molto probabilmente sarà affossato dai Packers, ma la squadra di Detroit ha dimostrato di essere combattiva e sicuramente non mollerà.  Chiaro sintomo di questa convinzione sono le due vittorie ottenute con disperate rimonte nelle ultime giornate, prima riprendendo 20 punti ai Vikings per poi domarli nell’overtime poi, questa settimana, addirittura 24 punti ai Cowboys per una vittoria 34-30.

Se vogliamo trovare due nomi che incarnano al meglio lo spirito di questi Lions andiamo sicuri, anche se i meriti sono da dividere tra una squadra intera, composta da giocatori di caratura ottima anche se meno evidenti: il primo è Matthew Stafford, il QB, che ha trovato (per ora…) una buona resistenza agli infortuni e sta dimostrando un’ottima intelligenza. L’altro è chiaramente Calvin Johnson, che sta ricevendo qualsiasi cosa, a qualsiasi altezza ed in qualsiasi posizione del campo, una minaccia offensiva con cui tutti devono fare i conti.

MATT FORTE / DEVIN HESTER

La stagione di Chicago non sta andando stupendamente, il record è 2-2 e la squadra non offre, a mio avviso, quelle prestazioni attese per conferarsi in testa alla NFC North e provare a lottare per quel titolo divisionale conquistato la scorsa stagione. Nella vittoria difficile 34-29 contro Carolina, una delle spaccature della partita è stata causata dal punt return di 69 yards di Devin Hester, che ha portato i suoi sul 24-10 e messo una buona distanza a favore dei suoi.

Ma il vero artefice della vittoria è stato Matt Forte: il RB dei Bears ha prodotto 205 yards in 25 portate, con una media di 8.2 yards ed un TD segnato, ma soprattutto è stato il piede di porco che ha scassinato la difesa Panthers, considerate le difficoltà di Cutler e dei ricevitori a lui inevitabilmente collegati. Per lui, che la settimana scorsa aveva prodotto 2 yards in 9 yards, una bella rivincita: la rinascita dei Bears passa attraverso le sue mani.

BALTIMORE RAVENS

Menzione anche per la seconda miglior difesa NFL dopo i Titans: stiamo parlando dei Ravens che un record di 3-1 sono al comando della NFC North. Chiaro che la division offre avversari o di livello non eccelso (Bengals e Browns) o alle prese con altri problemi come gli Steelers (vedi in seguito), ma le prestazioni offerte proprio contro Pittsburgh e Jets sono state di un valore assoluto per la truppa di coach John Harbaugh.

Proprio quest’ultimo ha lavorato enormemente sulla difesa, la quale ormai è una perfetta macchina in varie statistiche, tra le quali spiccano gli otto fumble forzati da cui sono scaturiti 3 TD. Anche se a volte l’attacco capitanato da Joe Flacco non è stato brillantissimo, vecchietti come Ray Lewis e Ed Reed, con il valido contributo di tutti gli altri, a cominciare da Terrell Suggs, sono stati in grado di blindare le partite.

MENZIONE D’ONORE

AARON RODGERS

Bastano le statistiche per capire che tipo di giocatore è Rodgers per i suoi Packers: 29/38, 408 yards (suo record), 4 TD su passaggio e 2 su corsa in questa partita, anche se un match in casa contro questi Broncos non è un test molto probante. Ma la sicurezza del gioco di Rodgers va oltre le cifre, è stato uno show personale di altissimo livello, quasi alla pari di uno di quelli offerti da un numero 4 gialloverde preso a caso.

SAN FRANCISCO 49ERS

Si conceda che gli Eagles al momento hanno più problemi di Willy Coyote e più buchi di un pezzo di groviera, ma una vittoria esterna dei 49ers sul campo di un top team (nonostante tutto, mi sentirei in errore a non considerare così Philadelphia), e per di più in rimonta da – 20, non si vedeva da un bel po’. Che Jim Harbaugh stia riuscendo a instillare nei suoi un po’ di sicurezza e determinazione? Tampa Bay sarà una bella risposta.

WORST 3

PHILADELPHIA EAGLES

Non sarò politicamente corretto, ma sparo ad altezza d’uomo sulla croce rossa, che in questo caso è rappresentata dagli Eagles: non sto a ricordare le premesse e le promesse che portava con sé l’inizio della stagione, ma fatto sta che il record attuale è 1-3, e la prossima trasferta a Buffalo può in realtà essere l’anticamera del numero 4 alla voce “sconfitte stagionali”; la strada per i playoff è in salita, e le statistiche non sono favorevoli (solo 21 squadre nella storia NFL partite con 1-3 sono arrivate ai PO e solo una ha vinto poi il Superbowl).

Difficile trovare colpevoli quando forse buona parte dei tifosi manderebbe tutti nelle miniere di salgemma, ma parto da coach Reed, che non riesce a motivare i suoi come dovrebbe, arrivando ad una linea di difesa che ha concesso quasi 300 yards ad Alex Smith e più di 120 a Frank Gore. Chi si salva è Vick, che lancia 416 yards, ma predica nel deserto. Un simpatico pensiero finale a Howard Eskin, della CBS di Philadelphia, che prima della partita aveva detto che sarebbe andato a San Francisco in bicicletta se i 49ers avessero vinto: pedala!

PITTSBURGH STEELERS

Nella parte meno positiva della rubrica inserisco gli Steelers, non tanto per la sconfitta contro i Texans in sé (perdere al Reliant Stadium può capitare a chiunque), ma per le lacune che una squadra come questa non dovrebbe avere, considerando che ad inizio stagione gli uomini di Mike Tomlin erano accreditati come in grado di arrivare almeno alla postseason. Ma forse, invece che per i Ravens, l’età di alcuni giocatori inizia ad essere un peso.

La OL è un colabrodo (Ben Roethlisberger ha già subito 14 sacks ed è sempre sotto pressione), il backfield non offre garanzie, con Mendenhall che vanta 3 yards di media a portata ed il secondo anno Redman che sta provando a dagli una mano ed un gruppo di ricevitori restringibile a Mike Wallace e poco altro. Sia ringraziata la difesa, sempre una delle migliori della lega, altrimenti non saremmo parlando di un record in pareggio.

ADDETTI AL CAMPO DI JACKSONVILLE

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Serve altro?

DAMNATIO MEMORIAE

DALLAS COWBOYS

Ho già inserito i Lions tra i migliori, ma non posso esimermi dal mettere i Cowboys tra i peggiori purtroppo. Dopo i Jets, ecco un’altra sconfitta idiota (passatemi il termine, è il migliore) causata solo da sè stessi. Colpevole, nuovamente, è Tony Romo, che lancia tre intercetti e fa fare una figura spettacolare alla difesa di Detroit, che pur fin lì era riuscito a punire costantemente. La settimana di bye può tornare assai utile.

MARK SANCHEZ

Nella sconfitta di Baltimore, il prodotto di USC è stato a mio avviso imbarazzante: 11/35 con 119 yards ed un intercetto, che porta a 5 il suo computo stagionale. Parafrasando una famosa frase, verrebbe da dire “forte con i deboli, debole con i forti”, visto che quando gli avversari erano Jaguars o i Cowboys versione suicidio della week 1 andava tutto bene, ma quando gli avversari sono stati di livello lui è sparito dal campo. Cercasi risposte domenica nel New England.

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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6 thoughts on “NFL Week 4: Top & Worst

  1. Dopo le ultime 10yards standard, ce ne sono altre 5 “bonus” ahahahah!!!!

    Quello che ha fatto Romo non l’ho mai visto in 13 anni che seguo la NFL. Giocatore misantropico se ne esiste uno.

    Menzione d’onore però anche per i miei piccoli tigrotti. Bella rimonta contro i Bills e vittoria tutta grinta. Ottima ancora la difesa che ferma a 20 una squadra che ne segnava quasi 40 di media! I Bengals non andranno mai ai playoff, ma forse il futuro con greisham, dalton, green etc non è così buio….

  2. ma come si fa a fare le frecce al contrario?
    Non pensavo che anche in America facessero degli errori del genere!!!!
    p.s.: devo dire che ci ho messo un pochino per capire….:-)

  3. Concordo con Fabio r: non ho mai visto o sentito di un giocatore Nfl che si metta a compiere tutte le scelleratezze che ha compiuto Romo in un a partita! Nello spogliatoia avrà dovuto guardarsi dai compagni inferociti! In ogni caso non è una novità pe rlui essere così altalenante.
    Grandi Lions comunque!
    Concordo anche su Sanchez: quando la squadra gira lui va alla grande,ma quando c’è da portare la squadra al successo lui si perde…

  4. Concordo su Sanchez, molto impreciso e nervoso nella tasca, ma devo anche dire che i ricevitori non lo hanno aiutato molto, ho visto almeno 4-5 passaggi ricevibili droppati. Non hanno proprio trovato il ritmo, grazie anche alla splendida difesa dei Ravens. Anche Flacco, in effetti, non è stato un granchè, ma la differenza l’hanno fatta i turnovers (infatti record NFL di TD riportati, ben 5!).
    Non vedo l’ora di assistere a GB-ATL e di vedere di nuovo i Lions cosa combineranno con questa “pressione” addosso…

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