E’ dal 2002 che i Raiders non hanno un bilancio vincente, ovvero dall’ultima stagione che li ha visti giocare nei playoff e perdere il Super Bowl. Solo l’anno prima i Raiders avevano perso l’AFC Championship per colpa del Tuck Rule, decisione arbitrale che ha anche aiutato l’inizio della dinastia Belichick e Brady.

Dopo l’AFC Championship perso nel 2001 tutto e` cambiato, Jon Gruden venne ceduto a Tampa Bay, squadra che nel 2002 guarda un po’ ando’ a vincere il Super Bowl proprio contro i Raiders in modo schiacciante. Da lì, finì tutto.

La squadra era veterana e serviva fare re-bulding, ma come siamo finiti qui? Nelle ultime 11 stagione 9 sono state perdenti, l’uniche note di decenza sono i due anni da 8-8 (2010-2011). I miglioramenti non sembrano vedersi neanche quest’anno, dove non solo vediamo una rosa inesperta e per niente al livello necessario per essere competitivi in NFL, ma stiamo anche vedendo la possibile nuova faccia della franchigia, il rookie QB Derek Carr esser buttato nel fuoco all’interno di un roster molto debole.

E da qui che vorrei cominciare, dal discorso Carr. I Raiders al draft erano l’unica squadra nelle prime 5 scelte ad aver dichiarato di non scegliere un QB, il ragionamento si spiegava, era basato sul fatto che i Raiders avevano già acquisito il loro QB, ovvero il veterano Matt Schaub. Quindi nel primo giro hanno avuto il lusso di scegliere il miglior giocatore disponibile, e quindi scelsero il LB rushatore Khalil Mack (fino ad ora ha totalizzato 12 tackle nelle sue prime due partite).

Nel secondo giro, i Raiders si sono permessi di andare a prendere il QB del futuro. Derek Carr al draft arrivava anche con possibilità di esser scelto al primo giro, c’era chi lo riteneva prospetto più forte di Manziel (il sottoscritto per esempio) e chi lo descriveva come il prospetto più boom or bust dell’intera classe.

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Derek Carr

Carr arrivava col biglietto da visita di gunslinger puro, un braccio veramente speciale, non solo per potenza ma anche per un accuratezza invidiabile, nella stagione 2013 NCAA non c’è stato un altro QB che regolarmente riusciva a piazzare la palla in finestre piccolissime.

Il difetto principale di Carr stava nel footwork soprattutto in situazioni di pressione. Per questo l’etichetta di giocatore da boom or bust, l’abilità da lanciatore gli dà un potenziale altissimo, ma i difetti lo rendono anche un prospetto grezzo con elementi molto essenziali del ruolo da pulire.

Considerando tutto questo, la scelta Raiders di farlo partire titolare già dalla week 1 era abbastanza sorprendente. Ma dopo una pre-season buona, e dopo aver battuto Schaub in allenamento sembrava anche aversi meritato il posto, e se e` veramente questa la ragione per cui è partito titolare non si può criticare più di tanto la dirigenza di Oakland.

Nelle prime due weeks Carr ha dovuto affrontare difese molto difficili, soprattutto per un QB che non e` al meglio con la pass rush in faccia. Eppure si è visto un Carr molto più presente nella tasca, con footwork migliorato in modo pazzesco da quando giocava a Fresno State.

Si sono visti anche dei bei lanci, ma che troppo spesso vengono fatti cadere, come successo nella partita contro Houston, con WR che fanno la reception ma che poi perdono palla. Ci sono anche degli errori da rookie, come un paio di INT evitabili, ed anche il piazzamento della palla un attimo indietro su certi lanci. Tutte cose che ci si può aspettare da una matricola, o un qualunque QB alle prime partite in un nuovo sistema giocando con nuovi WR.

Considerando le red flag che aveva da prospetto al Draft, devono esser considerate molto positive queste prime due week sotto questo aspetto. Nonostante le statistiche non lo mostrino, penso sia stato abbastanza evidente che nelle prime due settimane, Carr è stato una delle poche note positive per l’attacco Raiders a questo punto.

Il dibattito più importante qui sta più nel; se far giocare Carr titolare così presto sia la scelta giusta per lui . Soprattutto quando consideriamo l’inferiorità della rosa in attacco dei Raiders. La debolezza della linea offensiva, l’inesperienza dei ricevitori e l’incapacità dell running game sono tutte vere preoccupazioni.

Abbiamo visto tanti QB impreparati per esser titolari a questo livello esser comunque spinti nel ruolo, fallire completamente e non riuscire più ad uscirne fuori. L’esempio più recente e` Blaine Gabbert, ma ce ne sono mille, troppi per stare qui a listarli tutti.

Eppure negli ultimi anni stiamo vedendo un cambio di tendenza, le classi del 2011 e 2012 hanno prodotto QB veramente fenomenali considerando la produttività ad un eta` così giovane, Newton, Dalton, Wilson, Luck e RG3 hanno fatto annate da rookie veramente rare e in certi casi addirittura storiche.

Ma usando questi come esempio principale non sta bene, visto che stiamo parlando di due tra le migliori classi di QB mai viste ad un Draft, e non penso si possa presumere che questo movimento possa diventare la norma e non l’eccezione. Carr ed il suo sviluppo da rookie sara da tener d’occhio l’intera stagione. Va detto che decidendo di farlo giocare da subito i Raiders e la dirigenza del GM Reggie McKenzie e del Coach Dennis Allen si stanno prendendo un bel rischio con uno dei maggiori pezzi del futuro della franchigia.

Ma non c’è solo Carr in questo progetto Raiders. Per capire bene le prospettive presenti e future della franchigia dobbiamo prima fare un passo nel passato e tornare a quel Super Bowl perso nel 2002.

Si deve cominciare da Al Davis, una delle figure più controverse nella storia dell’NFL. Un uomo su cui si potrebbe scrivere diversi libri, e su cui non potrei cominciare a spiegare tutto quello di buono fatto nei primi 30 e passa anni coi Raiders (dal 1966 al 2002) e tutto quello di pessimo fatto negli ultimi 10 anni.

Si può riassumere così, nei primi 30 e passa anni e stato capace di vincere 3 Super Bowls, 13 titoli di division, e di condurre i Raiders a giocare nel SB in 4 decenni diversi. Negli ultimi 10 anni ha portato la squadra ad essere in questo stato, con troppe mosse che sinceramente sembravano disperate, fatte da un uomo che stava ipotecando il futuro della squadra pur di vederli giocare ai playoff un’ultima volta prima di morire.

Nel 2012 quando Reggie McKenzie è stato preso come nuovo GM dal figlio ed ora proprietario Mark Davis, la squadra era $22 milioni sopra il Cap. Cosa praticamente inconcepibile per una squadra che aveva appena finito l’anno 8-8 con il terzo posto nella division.

In più i Raiders non avevano scelte nei primi tre giri, colpa principalmente della trade fatta dall’ex coach Hue Jackson, che dopo la morte di Davis decise di eseguire uno scambio assurdo per Carson Palmer dando un primo ed un secondo giro per il QB veterano che ha giocato solo una stagione e mezzo con Oakland. Per questo a McKenzie ed Allen e stato concesso un primo anno di sviluppo senza pressioni o aspettative di vittorie.

Nel 2013 i problemi di Cap sono continuati, sempre per colpa della vecchia dirigenza, pensate che Oakland la scorsa stagione stava pagando $49 milioni in quello che si chiama Dead Money (ovvero soldi del Cap salariale che vanno a giocatori non più in rosa ma che hanno ancora da esser pagati soldi garantiti o altre frazioni del contratto che gli sono dovute) questo era il 38% del Cap salariale usato verso giocatori che non potevano esser messi in squadra.

Un’altra situazione improponibile, che dava ancora una volta una specie di stagione persa, un’altra situazione di difficoltà per la dirigenza Raiders, che hanno comunque mostrato pochissimi miglioramenti in campo, finendo ancora una volta a quota 4-12.

Khalil Mack

Khalil Mack

In offseason il ritorno del GM ed allenatore non era certo, ma Mark Davis ha dato loro un altro anno, probabilmente facendosi convincere dal fatto che finalmente avevano quasi tutte le scelte al draft e anche per la prima volta in questa nuova gestione molto spazio salariale.

Eppure le mosse in free agency sono state poco convincenti. Con le aggiunte di veterani molto utili come WR James Jones, RB Maurice Jones-Drew, CB Carlos Rodgers, DE Antonio Smith, DE Justin Tuck, LB LaMarr Woodley, OT Donald Penn e Austin Howard. La squadra si e` migliorata, non ci sono dubbi, ma con tutto il Cap aggiuntivo questo era il minimo considerando sopratutto lo stato orribile in cui era la rosa prima.

La strategia di aggiungere giocatori veterani è sicuramente  molto giusta per questa squadra, ma per un progetto di rebuilding in tanti si sono chiesti se la mossa giusta per il futuro della squadra era veramente firmare tutti questi veterani, o se sono più mosse fatte per mostrare miglioramenti immediati in campo e salvare il posto al GM.

In più i Raiders sono stati incapaci di ri-firmare i due migliori tasselli dell’attacco e difesa. Perdendo il LT del futuro Jared Veldheer (nella mia umile opinione immensamente più dotato di Penn e Howard) e il DL Lamarr Houston, uno dei linemen più sottovalutati nella lega, visto il suo grande rendimento contro la corsa e l’abilità anche di creare pressione (6 sacks l’anno scorso). Quando sei in uno stato di ricostruzione e pieno di Cap, perdere i due migliori giocatori in squadra ad età ancora giovane pesa tantissimo, un passo indietro molto ma molto costoso.

Ma gli ultimi due anni non sono stati del tutto negativi. Col ritorno delle scelte al draft (nel 2013 hanno sempre dato via il secondo giro ai Bengals come ultimo pezzo della Trade per Palmer, per la cronaca Cincinnati scelse Giovanni Bernard) le ultime due offseason hanno visto due classi molto interessanti.

Nel 2013 McKenzie ha scelto di fare trade down coi Dolphins aggiungendo un secondo giro che mancava. Col primo giro ha scelto DJ Hayden, un CB con buonissima abilità nel marcare a uomo ma che non ha ancora spiccato il volo in NFL, e nel secondo hanno scelto Menelik Watson OT di Florida State, parecchio grezzo, che gioca a football da pochissimi anni visto che e` britannico.

Il resto della classe ha prodotto due altri giocatori che sono già diventati titolari il LB Sio Moore, che questa stagione si sta comportando molto bene, ed il TE titolare Mychal Rivera. In quest’ultimo draft hanno scelto Mack e Carr senza dover fare trade. Nel terzo giro hanno anche preso Gabe Jackson OG con gran fisico che dovrebbe dare un contributo importante molto presto, ed anche il CB grosso Keith McGill.

Stranamente McKenzie al contrario del suo mentore Ted Thompson (il grande GM dei Packers) ha troppo spesso avuto una mentalità alla Davis andando a scegliere giocatori con tanto potenziale ma poche garanzie, ricetta che può portare a tanti problemi quando si hanno già così tanti buchi in rosa.

Ed e` con tutto questo che siamo arrivati a questo punto, e diciamo che il 2014 non ostante un offseason piena di miglioramenti non e` iniziato in modo sperato. Le sconfitte contro Jets e Texans sono state poco competitive, sia l’attacco che la difesa hanno dato poche note positive su cui si può avere ottimismo.

La difesa è stata capace di limitare gli attacchi avversari visti fino ad ora al secondo miglior totale (164 yd passate di media) per difesa di passaggio, ma questo e` quasi sicuramente più sintomo dei due QB affrontati fino ad ora (Geno Smith e Ryan Fitzpatrick ) che delle secondarie di Oakland. Settimana prossima le cose non diventano più facili, dovendo giocare una partita di mattina a New England (sembra una trasferta qualunque, ma andare dalla costa ovest a quella est costa 3 ore, quindi giocare alle 13 è l’equivalente di giocare una partita alle 10 del mattino).

Al-Davis-RIPDifficile dire come si esce veramente da questa crisi che sta durando veramente troppo per una delle franchigie storiche dell’NFL.

Da quanto visto fino ad ora penso che McKenzie e Allen non siano gli uomini giusti per il lavoro, niente da togliere ai due, che per quello che avevano hanno cercato di fare il meglio possibile. Ma stiamo parlando di una situazione di rebuilding profonda e molto unica, non basta un uomo qualunque ma servirà una persona speciale. Fossi io Mark Davis, cercherei in tutti i modi di prendere un Coach veterano che ha già esperienza NFL e attrarlo con l’incentiva di farlo diventare anche GM e dargli tutto il controllo.

Ovviamente con la reputazione e la mancanza di talento che hanno non sara` facile attrarre un candidato di primissimo calibro, ma offrirgli la doppia carica di GM/HC potrebbe essere un inizio.

Un’altra idea sarebbe di offrire lo stesso tipo di posizione a un Coach del College dalla grande reputazione, anche se uno alla Nick Saban non sarebbe raggiungibile. Chissà invece se uno Stoops o altri candidati di questo tipo potrebbero essere interessati in questa nuova opportunità.

La situazione Raiders ha tra le altre complicazioni uno stadio vecchissimo, che si dividono ancora con la squadra di baseball locale gli A’s. Mark Davis negli ultimi tempi ha cominciato a parlare di spostare la franchigia se non si troverà una soluzione prossimamente per lo stadio, si sta vociferando di uno spostamento a San Antonio, e la sempre appetibile Los Angeles.

Fatto sta che lo sviluppo di Carr ed altri giovani rookie o sophomores sara essenziale non solo nel mantenere McKenzie e Allen ma anche nel dare una vera speranza per il futuro di questa squadra, qualcosa che manca da troppo tempo.

 

Post By Andre Simone (19 Posts)

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One thought on “Oakland Raiders, Committed To Excellence?

  1. Complimenti Andre, da tifoso Raiders condivido il tuo pensiero: sfiga nella sfiga, Al Davis è pure morto al momento sbagliato, permettendo quella folle trade a Hue Jackson: che poi i Raiders del 2011erano veramente una signora squadra…

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