Nei giorni di avvicinamento al Super Bowl i New England Patriots erano convinti di doversi concentrare sul gioco, di prepararsi mentalmente a disputare una partita perfetta e concentrarsi sul proprio lavoro. Nessuno si sarebbe aspettato invece che l’argomento topico di questo periodo sarebbe stato la giusta misura di gonfiore dei palloni usati in finale. L’accusa, pesante, mossa contro i Patriots è quella di aver usato palloni sgonfi durante AFC Championship. Finchè la NFL non si pronuncia in modo definitivo e ufficiale si viaggia solo di pure speculazioni, ma se la lega ha aperto un’inchiesta ufficiale è perché qualcosa dev’essere successo e si vuole fare chiarezza.

belichickapTutto però fa pensare all’innocenza da parte della squadra. Innanzitutto “truccare” i palloni per facilitare una partita decisamente alla portata mi sembra un’idea stupida. Giocarsi questo “superjolly” in altri incontri è una mossa schifosa, giocarsela in partite facili è schifosa e pure stupida, nonché inutile. Inoltre il sistema di controllo sui palloni rende molto difficile imbrogliare: la squadra deve consegnare i palloni agli arbitri 2 ore prima della partita, gli arbitri poi controllano tutto e li danno al personale di campo. In questo schema una manomissione volontaria mi sembra un’ipotesi davvero un po’ ardita, vedremo cosa dirà la NFL. Da parte loro Brady, Belichick e Kraft si dicono innocenti e disposti a collaborare per far luce sul mistero. Di certo c’è che il 45-7 e lo stradominio mostrato sul campo non sono figli di qualche atmosfera in meno dentro i palloni.

Gonfiori a parte, il prossimo Super Bowl sarà il sesto giocato da Brady, il primo qb nella storia a giocarne un numero così alto, con la possibilità di vincere il suo quarto e raggiungere Montana come numero di anelli. In pochi si sarebbero immaginati di vedere i Pats in campo a Phoenix quest’anno soprattutto dopo la week 4 e la sonora sconfitta per 41-14 subita contro Kansas City. Se già a inizio stagione i Pats non erano molto considerati, con un record di 2-2 alla 4 settimana erano talmente fuori dai giochi che già si parlava di mettere in panchina Brady, si parlava di una fine di un ciclo e si tiravano le somme sulla legacy lasciata dal duo b&b. La conferenza stampa seguita a quella partita è stato il momento di svolta: i Pats con tutti contro e un gioco espresso fino a quel momento che lasciava proprio a desiderare erano invece ben consapevoli delle proprie possibilità e non si sono dati per vinti. Un poco alla volta hanno recuperato gli infortunati, hanno trovato la forma giusta e sono state solo vittorie a parte la difficile trasferta nella gelata Green Bay e l’ultima giornata inutile però ai fini della classifica.

tom-brady-patriotsIl sistema offensivo creato da Belichick, McDaniels e Brady è tanto semplice quanto efficace: muovere la palla velocemente e con guadagni brevi in modo da minimizzare gli errori e impedire alle difese avversarie di organizzarsi. Ovviamente il meccanismo funziona perché è imbastito su giocatori in grado di portare a casa egregiamente il proprio lavoro. Innanzitutto il qb Brady. Non credo che abbia bisogno di presentazioni. Vada come vada è da tempo uno dei più grandi della storia, un qb come ne abbiamo visti altri 2 o 3 al massimo e un sicuro hall of famer. Le cose che più impressionano delle sue prestazioni sono l’agonismo e la freddezza mentale. Non lo si vede mai di fretta, mai agitato e se gli lasci il tempo prima o poi un ricevitore libero lo trova. Un sistema di gioco che riduce gli errori è vincente in molti casi, ma se lo applichi con Brady quello che i Pats di quest’anno hanno messo in piedi è una macchina macina yard la cui costanza e quantità di guadagni sono uno stillicidio per tutte le difese. In poco tempo ti ritrovi senza fiato, senza campo alle spalle e continui a non poter fare nulla.

new-england-patriots-darrelle-revis-81914Se i Pats sono arrivati fin qui è anche grazie al contributo di difesa e special team. Se la difesa non è stata produttiva a livello di punti ha però regalato a Brady tempo sul campo e ottime posizioni di partenza grazie a molti turnover e limitando gli avversari a soli 19.8 punti per partita. Come già detto qualche tempo fa il nome di svolta è quello di Revis che grazie alle sua presenza è in grado di spostare gli equilibri dell’intero reparto. Al di là del contributo delle sue giocate personali, Revis è un trascinatore e permette a tutta la difesa di concentrarsi meglio su altre cose, e con meno pensieri i risultati di tutti sono migliori. Hightower sta giocando una stagione da Pro Bowler e Browner sta vivendo probabilmente la sua migliore annata. Come la difesa, anche lo special team sa il fatto suo e da un importante contributo. Se a inizio stagione quasi nessuno avrebbe scommesso sui Patriots, già a metà stagione gli estimatori erano aumenti e ora sono da tutti incoronati come l’unica squadra in grado di fermare lo strapotere dei Seahawks.

Se il mio cuore è con New England perché sarebbe giusto che nessuno avesse più anelli di Brady e per una personalissima antipatia per Seattle, la ragione però mi fa dubitare di un esito positivo per i Pats. Green Bay ha mostrato qual è la strada per vincere contro Seattle e bisogna replicarla, errori esclusi. Gioco di corse e pochi ma giusti lanci per colpire una secondaria altrimenti impenetrabile. Con il gioco di corse sposti l’attenzione dei linebackers verso la linea di scrimmage e quando si sbilanciano troppo in avanti a quel punto li colpisci con dei lanci precisi. Il gioco di corse di New England però non è quello di Green Bay, e Blount non è Lacy. Non me ne vogliano i tifosi ma non nutro alcuna fiducia in Blount per la partita di domenica perché non penso abbia la capacità di impensierire per davvero KJ Wright e Bobby Wagner e distogliergli dalla copertura su Gronkowski ed Edelman. Potrà essere solo l’incredibile abilità di Brady a trovare le mani dei ricevitori che saranno seguiti per tutto il tempo.

Dal punto di vista difensivo invece dovrà esserci una prestazione super della secondaria che non dovrà mai lasciare libertà a Wilson di decidere se lanciare o correre così che Ninkovich e Jones potranno preoccuparsi di Lynch tenendo d’occhio le corse di Wilson.

La difesa di New England può spuntarla, ma in attacco sarà solo un grande Brady che potrà portare a casa un altro Lombardi Trophy. Al cento per cento sarà uno spettacolo.

Post By Michele Comba (46 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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