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I postumi della sbornia post Halloween a Pittsburgh sono devastanti, in preda all’onnipotenza alcolica nella città della Pennsylvania anziché paragonare il quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel a Schumacher fanno molto, ma molto meglio, dicono che Sidney Crosby è meglio di Mario Lemieux.

Ma si, in ogni sport bisogna giudicare qualcuno prendendo come paragone un altro, Senna aveva Prost (la Formula 1 sono loro 2, con buona pace tedesca), Jordan aveva Magic, ma Magic aveva Bird e ora è LeBron ad aver sua maestosità MJ come metro di paragone.

Cosi, incantato dal paragone e addirittura da tale superiorità del Next One 87 proviamo a spiegare la base di tale affermazione sotto sbornia.

Sidney sta incantando ancora una volta la Nhl, è sicuramente il numero 1, il miglior giocatore attuale e finche è sano nessuno compete con lui.

Le parole che hanno scatenato la gioia nei Pinguini son state proprio di Mario Lemieux quando anni fa ha dichiarato che Sid domina molto di più rispetto a lui ed è sicuramente più impressionante.

Benissimo, diamo ragione al proprietario dei Penguins ma dopo andiamo ad analizzare chi è Sidney Crosby.

Partiamo dalla sfortuna, colei che ha colpito sia Lemieux che Crosby, con particolare accanimento nel primo con ernia del disco, morbo di hodgkin e aritmia, il secondo doppia commozione cerebrale.

In entrambi i casi parliamo di grandi ritorni sul ghiaccio, con Crosby che ha avuto l’intuizione di studiare Lemieux, addirittura vivendo nella stessa casa nei primi anni Nhl (Lemieux ha aiutato anche Jagr e con meno successo Fleury), poi piano piano con l’evoluzione del pianeta Penguins è diventato leader e ha vinto una Stanley Cup.

Dalla Stanley Cup conquistata partono i paragoni veri, Crosby l’ha vinta dopo aver battuto i record di precocità su punti realizzati (a 19 anni ne conta già 200), su gradi di capitano di una squadra e ovviamente il più giovane a sollevare una Stanley Cup e, a differenza di Lemieux, la coppa la vince dopo appena 4 stagioni.

In nazionale la soddisfazione è leggermente favorevole a Sidney, suo il gol che vale l’oro Olimpico a Vancouver 2010, Lemieux ha dal canto suo il gol decisivo nella Canada Cup 1987 nella battaglia contro l’Urss.

Mario Lemieux impiega 7 stagioni per portare Pittsburgh al primo trionfo, bissato poi l’anno successivo quando rientra nei playoff giusto per condurre i suoi al trionfo.

Condurre, che bella parola, mi ha sempre dato l’idea di un gladiatore che trasforma i suoi con discorsi da ultimo giorno sulla terra e poi dove passa vince, anzi stravince, Lemieux è stato cosi, Crosby no.

La Stanley Cup 2009 vinta non ha un giocatore che più di altri ha dominato, Malkin è stato l’eroe di tutta la cavalcata, premiato anche con il Conn Smythe Trophy, Max Talbot (oggi relegato agli Avalanche) ha siglato la meravigliosa doppietta nella decisiva gara 7, addirittura Fleury (quando ricordadi essere una prima scelta nel draft) è stato esemplare con la parata decisiva su Lidstrom.

Invece Crosby non ha avuto l’apice per dire “guarda cosa ho fatto”, certo ci si ricorda di lui perché è sua la copertina sollevando la Stanley Cup ma la differenza con Lemieux è abissale, dal gol meraviglia che Super Mario ha consegnato alle memorie contro i North Stars nella prima finalissima, al decisivo gol contro i Blackhawks in gara 1 nella vittoria per 5-4 (gli Hawks conducevano 4-1) spartiacque immenso per la seconda cavalcata gloriosa.

A Crosby viene dato atto di una cosa, è riuscito a salvare i Penguins una volta, quando la disastrosa squadra del 2003/04 ha mancato i playoff per il terzo anno consecutivo e, nonostante Lemieux, continua a perdere pezzi pregiati e con una media bassissima di spettatori (circa 11.877 su un impianto di 17.181) ed è per l’ennesima volta sull’orlo del fallimento, con Kansas City e Portland pronte a prenderne il posto.

Poi arriva Crosby, (e un draft benevolo con Malkin, J.Staal e anche Fleury) e l’evoluzione dell’esperienza riporta a Pittsburgh la voglia di respirare hockey con una squadra finalmente all’altezza della Nhl.

Dunque se Crosby è il vero Salvatore della Patria per Lemieux non c’è speranza?

Bene, Lemieux è approdato ai Penguins nel 1984 come prima scelta del draft, scelta poco gradita alla futura leggenda che nonostante la promessa di giocare indifferentemente in qualsiasi franchigia con Pittsburgh interrompe le trattative ancor prima di approdarci, tanto da rifiutare di indossare la maglia come da tradizione nella notte del draft.

Poi tutto cambia, scocca l’amore, e la media di 7.000 spettatori dell’anno prima cambia radicalmente, ai posteri i gol leggendari (all’esordio al suo primo tiro) infortuni e magici rientri (Lemieux gioca solo 915 gare su un massimo di 1428), Lemieux compie un atto d’amore estremo quando diventa proprietario dei Penguins nel 1999, periodo del suo primo ritiro, salvando la franchigia dalla bancarotta, riuscendo a strappare, con l’ennesima prodezza, un accordo per una nuova arena (l’attuale Consol Energy) senza che i Penguins vengano trasferiti altrove.

Se ci mettiamo 2 Stanley Cup contro 1 il paragone è già inaccettabile.

Entrambi odiano le difese ma Mario Lemieux è stato più efficace di Crosby nella fase difensiva e in questo al Magnifico si avvicina tanto Evgeni Malkin, Lemieux ha segnato tanto, Crosby pure, con uno stile tutto suo dove in ogni modo il disco o lo prende lui o lo manda ad un compagno.

Lemieux supera qualsiasi difensore magari grazie ad un disco tra le gambe o alla sua stazza da gigante, Crosby non ha lo stesso fisico né le sue caratteristiche dunque per il tifoso attuale il paragone è azzardo.

Invece tendiamo ancora una mano a Crosby, la sua etica del lavoro è anche più potente di quella di Super Mario a cui bastava non esagerare con le patatine fritte e fumare solo mezzo pacchetto di sigarette, Sidney fa dell’allenamento il suo segreto, sa che può migliorare ancora e lavora per riuscirci.

Crosby ha la visione di gioco di Gretzky e, a detta del quotidiano locale, la tenacia di Forsberg unita all’istinto da goleador puro e per la classe che ha può ancora vincere una Stanley Cup, anzi due, tre, quattro, cinque e poi richiedere in giro chi è il migliore della storia dei Pinguini.

 

Insomma a questo punto l’avrete capito, il migliore tra i 2 è uno solo, quello che ha uno stile unico, fatto di equilibrio perfetto, precisione, potenza, presenza ovunque, goleador, carismatico, classe, gloria, colui che ha fatto innamorare tanta gente per uno sport meraviglioso, l’altro è Sidney Crosby.

Post By Francesco Fiori (172 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell’ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E’ nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l’amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire.
Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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