Quanto ancora rimarrà CP3 a New Orleans?

Immaginatevi un matrimonio. Un matrimonio sfarzoso, di un multimilionario, in una città universalmente riconosciuta come uno dei maggiori centri culturali e finanziari del mondo, New York.

Immaginatevi uno degli invitati, che si alza in piedi, batte la classica posata sul bicchiere di cristallo per catturare l’attenzione, e propone un brindisi (ok lo ammetto, qui c’è un po’ di licenza poetica), nel quale si augura che in un futuro molto prossimo lui, lo sposo, ed un altro degli invitati “possano formare il loro proprio Big 3”, proprio a New York.

Cosa c’entra questa premessa con la preview degli Hornets?
Il fatto che colui che ha lanciato il brindisi fosse Chris Paul, tendenzialmente il miglior playmaker della Lega e stella indiscussa della squadra della Lousiana.

Il matrimonio era quello di Carmelo Anthony, stella dei Nuggets, ed il terzo vertice del triangolo a cui ci si riferiva è Amar’e Stoudemire, l’unico che al momento ai Knicks ci è finito per davvero.

Adesso è facile capire come questo momento sia stato, seppur indirettamente, il punto focale su cui si è basata tutta l’estate degli Hornets.

CONFERENCE: Western Conference

DIVISION: Southwest

ARRIVI: Joe Alexander (Free Agent), Trevor Ariza (Houston Rockets), Marco Belinelli (Toronto Raptors), Craig Brackins (Oklahoma City Thunders), Willie Green (Philadelphia 76ers), Pops Mensah – Bonsu (Free Agent), Jannero Pargo (Free Agent), Quincy Pondexter (Oklahoma City Thunders), Mustafa Shakur (Free Agent), Jason Smith (Philadelphia 76ers), DJ Strawberry (Free Agent), Darryl Watkins (Free Agent).

PARTENZE: Craig Brackins (Philadelphia 76ers), Darren Collison (Indiana Pacers), James Posey (Indiana Pacers), Cole Aldrich (Oklahoma City Thunder), Morris Peterson (Oklahoma City Thunder), Julian Wright (Toronto Raptors), Darius Songaila (Philadelphia 76ers).

SCELTE AL DRAFT: Cole Aldrich (11° Scelta)

PROBABILE QUINTETTO BASE:

PG: Chris Paul

SG: Marcus Thornton

SF: Trevor Ariza

PF: David West

C: Emeka Okafor

ROSTER:

Guardie: Marco Belinelli, Willie Green, Jason Hart, Chris Paul, Jannero Pargo, Mustafa Shakur, DJ Strawberry, Marcus Thornton;

Ali: Joe Alexander, Trevor Ariza, Pops Mensah – Bonsu, Quincy Pondexter, Peja Stojakvoic, David West;

Centri: Aaron Gray, Emeka Okafor, Jason Smith, Darryl Watkins.

HEAD COACH: Monty Williams

Dopo l’eliminazione alla 7° partita delle Semifinali della Western Conference ad opera degli Spurs nel 2009, gli Hornets entravano nella scorsa stagione con molta fiducia. Chandler, perseguitato dai problemi fisici, era stato scambiato con Okafor, e le scelte al draft (Collison e Thornton) sono subito sembrate ottime e sarebbero servite ad allungare la panchina, uno dei principali problemi della stagione precedente.

In realtà, sappiamo tutti come è andata a finire. Record 37 – 45, 11° posto ad Ovest, coach Byron Scott licenziato dopo 9 partite e rimpiazzato dal GM Bower e Chris Paul costretto a saltare 37 partite per un infortunio al ginocchio.

Unica nota positiva, come pronosticato, i due rookie: Darren Collison, che ha avuto la sua occasione proprio durante l’infortunio di Paul, ripagando pienamente la fiducia accordatagli, e Marcus Thornton, guardia tiratrice che ha fatto subito capire di poter occupare lo spot di titolare del ruolo, con la sua capacità di segnare in molti modi.

L’off season comincia, dunque, con la scelta del nuovo coach. Inizialmente il favorito sembrava il nativo della Louisiana Avery Johnson, ma le sue richieste di diventare anche GM non sono state accettate.

La scelta è quindi ricaduta su Monty Williams, 38 anni, ex giocatore NBA e da 5 anni assistente alla panchina di McMillan ai Blazers, alla sua prima possibilità da Head Coach nella NBA, e riconosciuto tra gli addetti ai lavori come uno dei coach più promettenti vista anche la giovane età (è infatti attualmente il più giovane coach della NBA).

Dopo questo annuncio, è arrivato il momento del Draft. Gli Hornets, come da previsioni, scelgono con l’11° scelta Cole Aldrich, centro bianco da Kansas, che fa appena in tempo ad infilarsi il cappellino degli Hornets per le foto di rito che viene immediatamente scambiato, spedito ai Thunder insieme a Morris Peterson (ed il suoi 6 milioni in scadenza), in cambio di due scelte al primo giro, la n° 21, che si traduce in Craig Brackins, ala grande da Iowa State, e la n° 26, Quincy Pondexter, ala piccola da Washington.

L’attività degli Hornets sul mercato, però, ha subito una brusca frenata ad inizio Luglio, quando è stato annunciato che la dirigenza ed il GM Jeff Bower decisero di separare le loro strade di comune accordo. In realtà, si cominciava a vociferare di screzi con la dirigenza sulla gestione di Chris Paul, che Bower si rifiutava di cedere. Nel frattempo, Bower aveva trovato un accordo con Luther Head, ma una volta dato il benservito al GM l’accordo non è stato concluso, adducendo problemi fisici che sono poi stati smentiti dall’agente del giocatore. L’ennesima figuraccia del duo Shinn.

Durante i suoi ultimi giorni come GM degli Hornets, Bower aveva anche intavolato una discussione con Shaq, che in Louisiana ha fatto il college, ma alla fine, come tutti sappiamo, ha firmato per i Celtics.

Le ricerche per un nuovo GM sono iniziate subito. Dopo un forte interessamento per Kevin Pritchard (ex Blazers), la scelta è invece caduta su Dell Demps, vice presidente delle “basketball operations” agli Spurs.

Appena arrivato, Demps si è trovato immediatamente a gestire la grana Paul. Oltre al brindisi di cui ho parlato in fase di presentazione (si dice che Spike Lee, ovviamente presente al matrimonio, sia quasi svenuto dopo le parole di CP3!), varie testate hanno riportato una presunta dichiarazione di Paul che si diceva “disposto ad essere ceduto se gli Hornets non costruiscono una squadra capace di aspirare al titolo”. La bomba era ufficialmente esplosa.

Nei giorni seguenti, le solite fonti giornalistiche riportarono che Paul aveva presentato alla dirigenza una lista di squadre “gradite” per una sua eventuale cessione. Questa lista comprendeva (in ordine di preferenza): New York, Orlando, Portland, Dallas.

I Knicks si sono subito dichiarati disponibili a cedere chiunque tranne Stoudemire pur di arrivare al playmaker che tanto bene sembra adattarsi al gioco di D’Antoni, ma le contropartite non sono mai sembrate comunque all’altezza: data l’impossibilità di cedere Felton fino a Dicembre, si parlava di Gallinari, Randolph ed il contratto in scadenza di Curry, troppo poco per convincere Demps e la dirigenza a cedere Paul.

Più avanzata è sembrata la trattativa con Orlando, che offrivano Nelson + Carter (in scadenza) + Gortat per Paul ed Okafor, ma anche qui alla fine non se ne è fatto nulla. Idem con Portland, che a livello di contropartite sembrava essere la squadra favorita, e Dallas.

Dopo questa ridda di voci, era arrivato il momento per Chris Paul di incontrare il presidente Weber, il nuovo GM Demps ed il nuovo coach Williams. Il meeting, secondo le stesse parole di Paul, “è andato bene. Ho espresso il mio desiderio di vincere e mi è piaciuto quello che hanno detto riguardo alla direzione che vogliono dare al team. Sono stato un Hornet per tutta la mia carriera e spero di rappresentare la città di New Orleans e lo stato della Louisiana per molti anni a venire”.

Solite dichiarazioni di facciata, ma per il momento la situazione di Chris Paul sembra essersi stabilizzata. Difficile ipotizzare che rappresenterà la città di New Orleans per molti anni a venire, come dichiarato, a meno che, appunto, non si riesca a costruire una squadra da titolo in questi due anni di contratto che gli rimangono. Era quindi il momento di Demps di fare la sua mossa.

Mossa che non ha tardato ad arrivare. Pochi giorni dopo, è stata imbastita una trade a 4 squadre: da New Orleans, vanno ad Indiana Darren Collison e James Posey; da Indiana a New Jersey Troy Murphy; da New Jersey a Houston Courtney Lee; per concludere, da Houston a New Orleans Trevor Ariza.

Dal punto di vista tecnico, l’acquisizione di Ariza permetteva di retrocedere Peja a sesto uomo dalla panchina, ruolo che appare sicuramente più congeniale visto il calo fisico e tecnico patito negli ultimi anni. Rimane comunque un giocatore che se viene preso in serata giusta, uscendo dalla panchina può spaccare una gara con le sue triple.

Al di là delle motivazioni tecniche, questa trade ha avuto lo scopo di mandare un segnale forte a Chris Paul: cedere il rookie Darren Collison è stato un chiaro segnale che la dirigenza puntava completamente su di lui. Collison aveva fatto molto bene mentre Paul era infortunato, al punto tale che molti tifosi auspicavano che Paul fosse ceduto, avendo Darren come sostituto, cercando di rinforzare gli altri ruoli.

Molti sostenevano che si potesse ottenere di più dalla cessione di Collison (anche se non è da sottovalutare il contestuale “scarico” di Posey, mai voglioso e decisivo come a Boston), ma bisognava muoversi subito e dare un segnale forte, prima che si tornasse a parlare della futura destinazione di Paul.

Contemporaneamente, si chiudeva un’altra trade in casa Hornets: Julian Wright, giocatore che non ha mai mantenuto le attese, viene mandato a Toronto, percorso inverso per Marco Belinelli, che porta un po’ di Italia nella città della Louisiana.

A metà Agosto, quindi, New Orleans si ritrovava con 13 giocatori a roster. In particolare, si sentiva la mancanza di un cambio per Chris Paul. Si era ipotizzato anche che a cambiare Paul fosse proprio Belinelli, personalmente ritengo che Marco sarebbe più adatto a vivere sugli scarichi che le incursioni di Paul inevitabilmente creano.

Nei giorni successivi gli Hornets hanno firmato una serie di giocatori che disputeranno il training camp, anche se ovviamente non tutti “faranno” la squadra, come si suol dire. Mustafa Shakur, playmaker proveniente dalla D-League, DJ Strawberry, guardia vista anche in Italia, Darryl Watkins, centro che ha giocato anche in Cina dopo essere stato draftato dai Kings nel 2007, Joe Alexander, ala, Pops Mensah – Bonsu, ala, ed infine un gradito ritorno, quello di Jannero Pargo, che ha già vestito la casacca degli Hornets dal 2006 al 20008.

Gli Hornets avevano anche provato a firmare Louis Amundson, che però si è accasato ai Warriors. Nel mezzo di tutte queste firme, Demps ha chiuso un’altra trade: Songaila e Brackins a Phila, Wille Green e Jason Smith a a New Orleans.

Il senso di questa trade sinceramente sfugge un po’, se non nell’abbassare il cap di circa 1 milione. Songaila innanzi tutto poteva sicuramente far più comodo di Smith durante la stagione ed in ogni caso poteva facilmente essere ceduto a Febbraio visti i suoi quasi 5 milioni in scadenza.

Brackins sicuramente non aveva brillato durante la Summer League, ma rimaneva comunque una 21° scelta a cui si poteva dare una possibilità.

Green, d’altro canto, ha sollevato molti dubbi dal suo arrivo in NBA: difficilmente indovina una serata al tiro, difende poco, manca di atletismo. Il tweet di Hollinger racchiude perfettamente l’opinione che si è fatto Green nella Lega: “Willie Green ha solo 72 ore per trovare foto compromettenti dei dirigenti Hornets. Questa è la teoria dominante sul perchè giocasse così tanto a Philadelphia”.

Smith, oltretutto, sembra essere un injury prone come pochi. Scelto nel 2007, ha interamente saltato la stagione 2008/2009 per un infortunio ai legamenti del ginocchio, ed anche nell’ultima stagione ha giocato solo 56 partite, per 11 minuti di media.

Dopo tutti questi movimenti, la squadra al training camp si presenterà così:

PG: PAUL – Pargo – Green – Shakur

SG: THORNTON – Belinelli – Strawberry – Hart

SF: ARIZA – Stojakovic – Pondexter

PF: WEST – Alexander – Mensah-Bonsu

C: OKAFOR – Gray – Smith – Watkins

Dai 18 giocatori attuali verosimilmente si scenderà a 15 (maggiori indiziati per il taglio: Hart, Strawberry e Watkins). Se il quintetto titolare appare comunque competitivo, seppur non da titolo, qualche dubbio rimane sulla panchina.

Tra gli esterni, gli Hornets potranno contare su delle seconde linee che con il loro tiro da fuori potrebbero spaccare in due le partite: Pargo – Belinelli – Peja, senza dimenticare il rookie Pondexter, per il quale bisognerà trovare un minutaggio adeguato. I dubbi rimangono sul reparto lunghi: Alexander, Mensah – Bonsu e Gray rappresentano probabilmente il reparto lunghi di riserva più scarso di tutta la Lega.

Cosa ci dobbiamo aspettare quindi da questi Hornets? Secondo la mia opinione, molto dipenderà dalle capacità che dimostrerà coach Williams.

Se riuscirà a mantenere la buona nomea che si porta dietro, creando un gioco basato su (e non dipendente esclusivamente da) Paul, sfruttando l’atletismo degli esterni Thornton e Ariza, la letale costanza di West e la solidità di Okafor (che coach Williams ha dichiarato che vuole più coinvolto offensivamente) verosimilmente gli Hornets potrebbero aspirare ad uno degli ultimi posti dei playoffs.

Difficile ipotizzare qualcosa di più di una precoce eliminazione al primo turno, soprattutto vista la scarsa profondità della panchina nel reparto lunghi, imbarazzante se confrontata con le altre corazzate dell’ovest.

Questa sarà verosimilmente l’ultima stagione in cui potremo godere delle magie di Chris Paul in maglia Hornets. Se la situazione rimane quella attuale, sarà probabilmente ceduto la prossima estate per non perderlo quella successiva per niente in cambio essendo free agent. Contestualmente, scadrà il contrattone di Peja (se non viene ceduto prima, il suo nome è sempre inserito in qualsiasi trattativa).

Probabilmente sarà l’inizio di una nuova epoca (l’ennesima) della storia degli Hornets.

Post By maffu83 (1 Posts)

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13 thoughts on “New Orleans Hornets: Preview

  1. COME ANNO SCORSO HO CREATO LA LEGA PLAYITUSA SU NBA.COM NEL GIOCO PICK ONE CHALLENGE… ISCRIVETIVI NUMEROSI
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    IL GIOCO è SEMPLICE: SI SCEGLIE UN GIOCATORE A SERA E IL PUNTEGGIO CHE SI OTTIENE è DATO DA PUNTI+RIMB+ASSIST (IL PUNTEGGIO DELLE MATRICOLE VIENE CONTEGGIATO DOPPIO)

    VI ASPETTO NUMEROSI

    • xchè non fare anche il fantasy draft dal sito della NBA? Creiamo un evento e decidiamo una serata in 12\16 per fare il nostro draft, una specie di fantabasket con asta creata automaticamente dal sito nba.com .
      Io ne ho giaà fatte 2 ed è veramente fatto bene.

  2. Condividere con quello che è scritto nell’articolo mi sembra ovvio …. E aggiungerei anche dei complimenti. Ma sento di aggiungere alcuni punti: 1 Pargo è stato tagliato causa infortunio. Ed è un vero peccato…. 2 Gli Hornets hanno la possibilità di fare una stagione di quelle da nn dimenticare o di quelle da dimenticare dipenderà dalla coesione del gruppo dal giovane allenatore dal contributo della panchina sperando che più giocatori riescano a dare un impatto quando entrano in campo… E tutto naturalmente da CP3 e dalla sua ‘vera’ voglia di giocare ancora per gli hornets…. Io spero che la stagione si verifichi avvincente e nn arrendevole e che il general manager possa prendere decisione sagge per tenere un giocatore come CP3 nella nostra squadra e che nn faccia una figura barbina come ha fatto James…. Io sono fiducioso un sogno sarebbe vedere ‘Melo’ in maglia hornets magari sacrificando lo stesso Ariza e a malincuore West l’età e i mezzi lo rendono appetibile come pedina di scambio Anthony sarebbe una marcia in più e una stella in più per una squadra che ha bisogno di farsi conoscere e rispettare in questa lega

    • Melo a New Orleans??? non penso che sia cosi pazzo da passare da una squadra molto forte quali sono i Nuggets, ad una squadra che puo puntare al massimo all’ultimo spot per i PO…..ok che se andasse a NY, nemmeno li ci sarabbero grandi certezze, ma perlomeno ci sarebbero Stat e giovani interessanti tra cui Chandler ed il Gallo….senza dimenticare l’appeal della grande mela che potrebbe portare al Madison pure Paul…..
      secondo me gli Hornets avrebbero dovuto tenere Collison per costruire su di lui il futuro, e scambiare CP3 ormai palesemente con voglia di cambiare aria….io sinceramente non vedo tutta questa ricostruzione, e per Pau secondo mel saranno altri tempi bui….

      • @mat
        ok a new york troverebbe una squadra migliore… ma sei sicuro che i nuggets per melo non chiedano il gallo??? poi chandler buono ma non mi convince più di tanto… secondo me i veri giovani che possono diventare dei fattori (per motivi diversi) dei knicks sono danilo e randolph… se quest’ultimo mette la testa a posto e migliora a livello tecnico… bè auguri agli avversari!!!

  3. piccola correzione:
    nel 2009 New Orleans ha preso le sveglie da Denver al primo turno, la gara 7 delle semifinali con gli Spurs è del 2008.

  4. il quintetto base è davvero ottimo, ma la panchina è impresentabile. 38 w e lottery

  5. Tutt’altro che una brutta squadra anche se vedo dura la permanenza di Paul. Pondexter già pronto. West è un pò alla frutta, Peja è già agli amari

  6. Salve a tutti, intanto grazie dei complimenti, volevo solo specificare che l’articolo è stato scritto a metà settembre, quindi non completamente aggiornato, come è stato giustamente fatto notare. Grazie per la precisazione sulla semifinale con gli Spurs.

    Saluti

  7. Spero che sia la squadra giusta per il nostro Belinelli. Per adesso è partito sempre in quintetto, vedremo!!!

  8. nel 2009 a dirla tutta ne abbiamo raccattate secche e dure da Denver con Paul che ha deluso molto infrangendosi sulla difesa fisica di Danthay Jones.. E di fiducia a inizio anno 2009/2010 ce n’era di molta ma di molta poca!

  9. Paul – Bayless
    Thornton – Green – Belinelli
    Ariza – Stojakovic – Pondexter
    West – Smith – Mensah Bonsu – Alexander
    Okafor – Gray – Dj Mbenga

    Mah per me i playoff li vedono da moooolto lontano

    Paul resta da vedere quanta voglia ha di giocare ancora nella Big Easy, io avrei dato via lui, preso tonnellate di merce e scelte in cambio, e affidato le chiavi a Collison.
    Thornton puo’ fare bene, ma non e’ cosi meglio, ora come ora, del Beli. Se il nostro non entra costantemente nelle rotazioni manco quest’anno fara’ meglio impacchettare tutto, attaccare le due etichette statunitensi e canadesi sul backpack e tornarsene nel Vecchio Continente
    Ariza buona acquisizione, essere terza opzione offensiva in una sqaudra di medio ranking e’ la sua dimensione, magari ritrova anche l’attitudine difensiva un po’ smarrita a Houston.
    Stojakovic vale un tanto al chilo, la stagione a NO non la finisce..
    West e’ una garanzia finche’ Paul gli sta di fianco, mentre Okafor non lo vedo cosi’ male io (c’e’ di meglio, ma c’e’ molto di peggio)
    La panca nel front court e’ al limite dell imbarazzante.

    Anche secondo me si muovono, ma io stento ancora a comprendere la mossa di vendere Collison.

    Ancora disorientate dall uragano Katrina. 35W e Paul via a febbraio

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