I pronostici, si sa, sono fatti per essere smentiti: potrebbe essere questa la frase ricorrente per questa NL Central al traguardo delle 60 partite stagionali, caratterizzata da inaspettate prestazioni sia nel bene che nel male: a menare le danze troviamo i Saint Louis Cardinals, con quello che al momento è il miglior record della lega seguiti ad un’incollatura da dei Brewers rinnovatissimi, molto solidi ed in piena corsa per una (al momento molto teorica) wild card.

Due sono anche a mio avviso le principali delusioni dopo questo terzo di stagione e rispondono al nome di Cincinnati Reds, in calo dopo un inizio scoppiettante che faceva pensare ad una probabile riconquista del titolo divisionale, e Chicago Cubs, rinforzatisi in offseason ma davvero in difficoltà sul monte di lancio.

Molto dignitosa fino ad ora la stagione dei Pirates, capaci di mantenersi sul .500 di vittorie mentre poco ci si aspettava e quasi niente stanno ottenendo gli Astros, nonostante un Hunter Pence autore fino ad ora di una stagione da incorniciare.

Ma proviamo ad analizzare le squadre nel dettaglio e capirci qualcosa di più.

SAINT LOUIS CARDINALS (37 W / 26 L)

Si pensava ad un re, ma abbiamo a che fare con due consoli in Missouri, e rispondono al nome di Albert Pujols e Lance Berkman: se per il primo, ormai all’undicesima stagione da queste parti, si può parlare di quasi normalità, non si può dire lo stesso per il right fielder di ritorno dagli Yankees, capace di raggiungere fino a questo momento buona parte dei numeri fatti registrare nel suo opaco 2010. I due insieme si dividono all’incirca equamente 125 H, 28 HR e 82 RBI.

Ciò nonostante, il miglior attacco della lega a livello di AVG è composto anche da diversi principi reggenti di assoluto rilievo, come Ryan Theriot, Yadier Molina e Colby Rasmus per citarne qualcuno.

Molto quadrato anche il reparto lanciatori, comandato by far da un Kyle Lohse (7-2) per certi versi dominante e mai visto a questi livelli neanche agli inizi di carriera. Nota di demerito invece per Chris Carpenter (1-5), alle prese con quella che per lui forse è la peggior stagione da 5 anni a questa parte, caratterizzata da problemi di controllo e HR concessi. Menziona anche per Kyle McClennan, alla prima stagione da starter e titolare di un record di 6-2.

Coming up: si va a Milwaukee per un’importante serie ai fini della division, prima di una tappa a Washington. A seguire in casa contro Royals e Phillies. Pronostici difficili, vedremo se sono in grado di confermarsi.

MILWAUKEE BREWERS (35 W / 27 L)

Restando in tema di principi, sono Happy days in Wisconsin per Prince Fielder e per i Brewers, distanti solo 1,5 partite dai Cardinals ed in piena bagarre per la testa della division. Caratteristica dell’attacco guidato dal prima base canadese sono gli HR: ben 71, terzo nella lega a pari merito con i Red Sox. Ryan Braun e Rickie Weeks sono gli altri due bombaroli principali artefici del record, ma solide prestazioni si registrano fino ad adesso da quasi tutti gli effettivi della franchigia.

Per quanto riguarda i lanciatori, iniziamo da quello che doveva essere l’asso della rotazione: Zach Greinke ha di fatto iniziato la stagione a maggio a causa di una costola rotta in una partita di basket ma ha subito dimostrato il suo valore, forse concedendo qualcosa in fatto di valide ma dimostrando un ottimo controllo ed un record di 5-1. In contumacia del nativo di Orlando non bene aveva fatto Marco Estrada (1-3), mentre fra quelli che hanno fino ad ora lanciato sempre, Yovani Gallardo sta impressionando per qualità come Shaun Marcum, mentre Randy Wolf e Chris Narveson faticano un po’ di più.

Coming up: come detto arrivano i Cardinals, prima di un lungo viaggio a Chicago (Cubs), Boston e Tampa Bay. Due settimane complicate per misurare le loro ambizioni.

CINCINNATI REDS (32 W / 31 L)

Darne tante e prenderne altrettante: questa la realtà dei Reds al momento, in possesso di uno dei migliori attacchi della lega come di uno dei peggiori reparti di lanciatori, e questo porta ad un record sostanzialmente in pareggio, non certo quello che ci si aspettava da parte dei campioni uscenti della division.

L’attacco c’è e si vede: HR, H ed RBI suddivisi tra molti giocatori del roster, tra cui il solito Joey Votto, capace fino ad ora di una linea da .335, .464, .522. Ma gradite giovani voci si alzano in questo attacco corale dell’Ohio: in particolare meritano menzione Jay Bruce e Drew Stubbs, entrambi appena 24enni ma in grando di esibire maturità e continuità di ottima fattura. Completa il quadro il seconda base Brandon Phillips, veterano in mezzo a così tanti virgulti ma a suo agio sia in difesa che in attacco.

Il ventiseiesimo reparto lanciatori della lega ha visto all’opera, per infortuni e scelte varie, fino d adesso ben 9 starters ed i risultati non sono molto incoraggianti: le peggiori prestazioni vengono in proporzione dall’atteso Bronson Arroyo, in netto calo rispetto agli ultimi 3 anni e possessore di un record di 4-6. Piuttosto bene invece Mike Leake (anch’egli classe 1987) e in grado di confermare le già ottime prestazioni dell’anno da rookie.

Coming up: visite a Giants e Dodgers prima di due serie casalinghe contro Blue Jays e Yankees. Saranno dolori (?).

PITTSBURGH PIRATES (30 W / 30 L)

Risultati simili ai Reds (e questo è strano) ottenuti nel modo totalmente opposto: la ricetta dei Pirates per questo buon inizio di stagione ha come ingredienti principali un attacco a volte balbettante ma allo stesso tempo un reparto lanciatori capace di concedere poco.

.282 è l’AVG di Andrew McCutchen, al momento miglior interprete dei Pirates in attacco (escludendo gli small sample size) e già questo fa riflettere: nonostante per il 25 ene della Florida questa sia una stgione da incorniciare, il cast di contorno fatica a trovare continuità nel rendimento: se si cerca un nome in grado di fare qualcosa in più dello stretto indispensabile si può citare Neil Walker, seconda base alla terza stagione capace fino ad ora di 8 HR.

Notizie ottime provenienti invece dal reparto lanciatori dei pirati: AVG sotto i 5 per tutti i partenti, ma in particolare due si sono messi in luce con prestazioni di tutto rispetto, e cioè Kevin Correia (8-4, e con cifre in linea con i due anni passati a San Diego) ma soprattutto Charlie Morton, per ora con un bel 6-2 nonostante le molte basi ball concesse. Infine nota di merito per il closer Joel Hanrahan, 15 saves per lui fino ad ora.

Coming up: serie contro i Mets al PNC Park, poi viaggi a Houston e Cleveland, prima di tornare ad ospitare gli Orioles. O si sale o si scende.

CHICAGO CUBS (24 W / 36 L)

Prendiamo il concetto espresso per i Reds e portiamolo alle estreme conseguenze: prendiamo cioè uno dei più efficaci attacchi della lega come media battuta e prendiamo il peggior reparto difensivo, frulliamo insieme ed otteniamo i Cubs di queste 60 partite, miseramente lontani 11,5 partite dalla testa di una division che ad inizio anno li vedeva non come favoriti ma come fieri rivali.

Partendo dal fondo questa volta, i pitchers che dovevano formare una solida base stanno deludendo: ed ogni riferimento a Matt Garza è puramente voluto, nonostante l’infortunio che lo ha tenuto fuori nella seconda metà di maggio le cifre del proveniente dai Tampa Bay parlano di una regressione rispetto allo scorso anno piuttosto evidente. Concetti simili per Ryan Dempster (ERA 5.96), Casey Coleman (ERA 7.25) e James Russell (ERA 5.66), mentre si difende Carlos Zambrano.

A fronte di questi numeri poco può il fuoco amico dei vari Starlin Castro, Alfonso Soriano o Carlos Pena, che pur difendendosi egregiamente non riescono a portare a casa vittorie. E’ proprio il buon Alfonso ad aver tirato avanti buona parte della baracca fino ad ora (12 HR e 29 RBI), ma è recentemente finito nella 15-day DL a causa di uno stiramento al quadricipite sinistro.

Coming up: a Philadelphia, contro Milwaukee, contro gli Yankees e il derby contro I White Sox nelle prossime due settimane. Daniele Silvestri cantava “più in basso di così non si poteva andare”, aspettiamo fiduciosi.

HOUSTON ASTROS (24 W / 38 L)

A parte i Pirates, Houston si preannunciava in fondo alla griglia e lì in qualche modo la troviamo: qualche buona notizia si può trovare nelle prestazioni di alcuni singoli, ma l’idea generale è che il manager Brad Mills debba ancora lavorare assai per portare un certo livello qualitativo nella zona del Minute Maid Park.

Come detto una delle note positive proviene dal right fielder Hunter Pence, sempre molto a suo agio con la mazza in mano e fino ad ora capace di ben 45 RBI (ha recentemente festeggiato il 100esimo HR in carriera, tra le altre cose) in stagione. Per il resto l’attacco fatica, ad esclusione forse del panamense Carlos Lee e del terza base Chris Johnson, capaci di discrete cose nonostante i molti SO in particolare per quest’ultimo.

I lanciatori sono degni di un enigma della sfinge: se da un lato troviamo gente come Bud Norris o Wandy Rodriguez (al momento 1n 15-day DL per un versamento), magari non pitchers eccelsi ma solidi ed onesti mestieranti, dall’altro ci sono i vari Brett Myers e J.A. Happ, magari più esperti o dal potenziale più alto incappati però fino ad ora in una stagione dal basso rendimento e portatrice di una serie di L.

Il destino ed il calendario riservano loro Braves e Pirates in casa, prima delle trasferte contro Dodgers e Rangers. Finire con 4-8 per me sarebbe un bel successo.

Queste sono state le mie riflessioni sulla NL Central, fra due settimane un nuovo appuntamento con la division a 6 squadre.

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Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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