WASHINGTON NATIONALS

2014: miglior squadra della regular season (96-66, come i Baltimore Orioles), 17 partite di vantaggio sulle seconde della division, eppure una precoce uscita di scena nella postseason, 3-1 nella serie contro i Giants, tutte sconfitte di un solo punto, tra cui l’emozionante sfida conclusasi al 18° inning con una sconfitta per 2-1: un bottino misero per una squadra che vantava fondate velleità da titolo.

Mets_Nationals_Baseball_JPEG-0f0a7_c0-0-2790-1626_s561x3272015: prendete una rotazione che nella stagione regolare 2014 è andata 70-49 con una ERA di 3.04 ed aggiungete l’innesto in free agency di Max Scherzer, lanciatore dominante nelle ultime due stagioni in quel di Detroit ed otterrete un gruppo di 5 lanciatori potenzialmente devastante.

Con Scherzer ci saranno infatti giocatori del calibro di Stephen Strasburg, Jordan Zimmermann, Gio Gonzalez e Doug Fister, semplicemente rinato nel suo passaggio da Detroit a Washington. Ed il quinto dello scorso anno?

Tanner Roark ha messo su un 2014 da 5.1 WAR e 2.85 ERA ma sarà rilegato a ruoli di long reliever e partente occasionale ma verrà molto utile nella prossima stagione, quando Zimmermann e Fister saranno FA.

Lasciato andare Rafael Soriano, il ruolo di closer sarà affidato a Drew Storen, che ritorna dunque al ruolo che aveva ricoperto con successo (43 salvezze, 2.75 ERA) ed a tempo pieno nel 2011. Il non esercitare l’opzione su Adam LaRoche (finito a Chicago, sponda White Sox) è chiaro sintomo del voler spostare Ryan Zimmermann e la sua spalla malconcia in prima base, con la speranza di usurarlo meno, mentre per la seconda base è stato acquisito Yunel Escobar, via trade da Oakland (anche se il suo tempo agli A’s è stato di 4 giorni, essendo arrivato da Tampa Bay).

SS sarà ancora (seppure con contratto in scadenza) Ian Desmond, autore di un 2014 da 24 HR e 91 RBI, mentre 3B sarà Anthony Rendon e sarà interessante vedere se questo giovanissimo (24 anni) texano saprà replicare le prestazioni del 2014 che lo hanno addirittura messo sui radar per le votazioni dell’MVP.

La triade sugli esterni sarà ancora Denard Span (miglior stagione della sua carriera all’età di 30 anni, forse alla pari con quella di Minnesota nel 2009), Bryce Harper e Jayson Werth,  in un bel mix di gioventù ed esperienza. Dietro al piatto Wilson Ramos ha dimostrato di garantire ottimi numeri in battuta ma i suoi infortuni (negli ultimi 4 anni ha giocato rispettivamente 113, 25, 78 e 88 partite) lo hanno limitato parecchio. José Lobaton è il suo backup.

C’era un need in seconda base ed è stato coperto, mentre la rotazione ha aggiunto un talento assoluto: la relativa competitività della division potrebbe essere l’ultimo tassello che manca per superare la soglia delle 100 vittorie stagionali, in quello che potrebbe essere l’ultimo serio shot al titolo, prima di un ricambio dettato da molti giocatori importanti in scadenza.

PRONOSTICO: 102-60

MIAMI MARLINS

2014: stagione sulla linea del .500 per i Marlins dello scorso anno, almeno fino al tardo agosto. Anche segnali incoraggianti, se ben si guarda, puntualmente rovinati, però, da serie di sconfitte che andavano a distruggere il buon lavoro svolto. Un settembre senza ambizioni ha portato ad un record finale di 77-85.

142670722015: la offseason si incentrava intorno al futuro di Giancarlo Stanton e la dirigenza Marlins è stata lapalissiana, estendendo il suo giocatore simbolo per 13 anni e 325 milioni di dollari, facendone il giocatore più pagato di tutti gli sport professionistici americani della storia.

Il front office ha però operato ottimamente, mettendo a segno una serie di colpi importante, rifacendo per ¾ l’infield e potenziando la rotazione, cedendo alcuni pezzi non molto produttivi. Chi è rimasto, però, garantisce assoluta quantità, come i due compagni di reparto di Stanton, che come sempre si occuperà del RF: a sinistra Christian Yelich è stato Golden Glove nel 2014 ed al centro Marcell Ozuna si è fatto notare anche offensivamente con 23 HR e 85 RBI, secondo solo a Stanton.

Come backup è stato firmato Ichiro Suzuki, in cerca della valida numero 3000 (è a 2844) ormai a 41 anni compiuti. Per la prima base è stato firmato Michael Morse dai Giants e proprio ai neo campioni è stato spedito Casey McGehee, Comeback player of the year, per far posto a Martin Prado, che molto bene ha fatto nel 2014 in entrambe le squadre in cui ha giocato, D’backs e Yankees.

Altra acquisizione per la seconda base, dai Dodgers è arrivato Dee Gordon il quale, ironicamente, ha rubato più basi (64) che l’intero roster dei Marlins del 2014 (58) e che quindi andrà a rinforzare un fondamentale in cui la squadra della Florida era scadente.

Al suo fianco, come SS, il cubano 25enne Adeiny Hechavarria è riuscito ad unire alla buona qualità difensiva che già aveva anche una discreta propensione offensiva, migliorando la sua media battuta di .050 dal 2013 e diminuendo anche il numero dei K. Non è invece andato bene il 2014 per il catcher dei Marlins, Jarrod Saltalamacchia, arrivato in pompa magna dagli allora campioni Red Sox ma da subito molto propenso a vari errori e con una media battuta (.220) che una sola volta era stata peggiore nei suoi 7 anni di MLB.

La rotazione dei partenti sarà orfana di José Fernandez fino a fine giugno: il miglior lanciatore dei Marlins è reduce da una TJS che gli ha compromesso il 2014, limitandolo a sole 8 partenze prima dell’infortunio, almeno inizialmente, quindi, vedremo all’opera il quintetto composto da Henderson Alvarez, Mat Latos, arrivato da Cincinnati ma a rischio infortuni che lo hanno frenato nel 2014, Jarred Cosart, molto efficace dal suo arrivo da Houston, Tom Koehler e Dan Haren, arrivato dai Dodgers ed alla settima casacca in carriera. Il closer sarà per la terza stagione consecutiva Steve Cishek, 39 salvezze nel 2014.

Molti tasselli nuovi dovranno andare al loro posto in tempi rapidi, per approfittare di una division che vede la corazzata ma anche tre avversarie contro cui ottenere tante vittorie. Con il ritorno di Hernandez si potrà avere molta ulteriore sicurezza anche sul monte di lancio, quindi un attacco alla Wild Card non è improbabile.

PRONOSTICO: 85-77

NEW YORK METS

2014: dopo un convincente inizio di stagione (15-12 a fine aprile) i Mets hanno iniziato un lento declino che li ha allontanati progressivamente dai Nationals poi vincitori di division: 79-83 il record finale, appaiati con Atlanta al secondo posto, ma almeno con 5 vittorie in più rispetto al 2013 ed al 2012.

f9fa9f3a7a3d040a700f6a70670069ad_c0-96-2616-1620_s561x3272015: c’era luce al Citi Field, una luce portata dal ritorno di Matt Harvey a pieno regime dopo la TJS che lo ha fermato per tutto il 2014. Il talentino del Connecticut (5.2 WAR nel 2013) doveva formare un trio di assoluto valore con Zach Wheeler e Jacob deGrom, ma il primo dei due è a sua volta incappato nel grave infortunio ai legamenti del gomito equivalente alla Tommy Johns surgery ed il suo 2015 è finito prima di iniziare.

Resta ancora deGrom, NL rookie of the year in carica, arrivato in prima squadra a metà maggio senza grossi proclami ma subito molto performante fino al meritato riconoscimento.

Al loro fianco troveranno spazio nella rotazione dei partenti l’ormai quasi quarantaduenne Bartolo Colon, Dillon Gee e Jonathan Niese. Il closer sarà ancora Jenrry Mejia, volto principale di un bullpen che ha performato bene nella scorsa stagione (ottavo in MLB in ERA) e che vedrà il ritorno dell’ex-closer Bobby Parnell di ritorno dalla TJS ma che vedrà allo stesso modo per lo stesso motivo l’assenza per tutto il 2015 di Josh Edgin (1.32 ERA in 47 partite lo scorso anno).

La trade di Ike Davis ai Pirates ha aperto in modo definitivo le porte della prima base a tempo pieno per Lucas Duda, che ha ringraziato producendo una bella stagione da 30 HR e 92 RBI. Al suo fianco si troveranno principalmente David Murphy in 2B con il suo carico di valide ma anche di errori, mentre la posizione di SS, che tanto ha fatto penare i Mets nell’ultimo periodo dovrebbe essere ad appannaggio di Wilmer Flores: questo venezuelano classe ’91 potrebbe essere la soluzione a lungo termine nel ruolo ed anche nello spring training ha dimostrato una discreta potenza.

In terza base, per la dodicesima stagione consecutiva, ci sarà David Wright, il quale è reduce da due stagioni problematiche in termini di infortuni (spalla) ma che, se sano come ha dichiarato lo staff medico, potrebbe in dote il solito gran carico di HR e RBI.

Tesoro, mi si è ristretto il campo: questo potrebbero dire gli esterni dei Mets, in quanto in offseason si è lavorato alla riduzione delle parti centrale e destra dell’outfield per delle superfici variabili tra 1 metro e 3,5 metri.

Secondo la dirigenza, con queste misure i Mets avrebbero messo a segno 17 HR in più, a fronte di 10 subiti, e questo potrebbe giovare al “nuovo” LF Curtis Granderson, che si sposta a sinistra per lasciare l’esterno destro al nuovo acquisto Michael Cuddyer, 36 anni ed una sospetta storia di infortuni negli ultimi anni ma molto potente al netto di ciò.

In mezzo a loro Juan Lagares contribuirà con la sua abilità difensiva che gli ha permesso di vincere il Golden Glove. Il C Travis d’Arnaud dovrà, infine, dimostrare di essere quello visto in azione nella seconda parte della stagione e non quello che, a giugno, fu rispedito in AAA quasi per disperazione.

Con un Wheeler sano avrebbe potuto essere senza dubbio una stagione da record almeno in pareggio, se non di più, dato un ottimo lineup che può garantire valide, punti ed HR in qualsiasi momento. L’infortunio del suddetto unito ad una età media tendenzialmente alta e ad una certa propensione agli infortuni di alcuni giocatori chiave però limita molto il potenziale.

PRONOSTICO: 80-82

ATLANTA BRAVES

2014: il 31 agosto i Braves sconfiggono 1-0 Miami, raggiungono il record di 72-65, a 6 partite di distacco dai Nationals ma solo a 1,5 partite dai Brewers, al momento detentori della seconda Wild Card e 0,5 partite davanti ai Pirates, che poi raggiungeranno quella WC. Da lì in avanti il buio, un record di 7-18, la fine di ogni speranza ed il record finale di 79-83.

2015: perdere a vario titolo Jason Heyward, i fratelli Upton, Evan Gattis e Craig Kimbrel non è un bel biglietto da visita per i Braves, che si presentano a questa stagione con un carico di dubbi in tutti i reparti.

081913_BRAVES_GAMER_CC4-2La rotazione vedrà come capofila Julio Teheran, colombiano classe ’91 che è però già alla quinta stagione di apparizione in MLB, il quale ha performato ottimamente nel 2013 e nel 2014. Shelby Miller, arrivato da St. Louis e Alex Wood, che sta completando la transizione da rilievo a partente, costituiscono un gruppo 2-3 molto solido, mentre lo spot n° 4 doveva essere di Mike Minor, che però a causa di problemi alla spalla vedrà la sua stagione iniziare nella più rosea delle ipotesi a maggio.

Il suo posto verrà preso da Tim Cahill, arrivato dai D’backs nella trade Kimbrel, mentre Eric Stults, 36 anni, completerà i quadri. Dopo la partenza di Kimbrel, il bullpen vivrà su un paio di giocatori in cerca di riscatto come Jim Johnson, tanto dominante nei suoi anni di Baltimora (101 salvezze in due anni) quanto deludente in un 2014 passato tra Detroit e Oakland), e Jason Grilli, anche lui in difficoltà nell’ultimo anno tra Pittsburgh ed Angels, che avrà anche il ruolo di closer.

Con tutte le partenze già citate all’inizio, il peso dell’attacco sarà principalmente sulle spalle di Freddie Freeman, l’unico rimasto, che ricoprirà anche il ruolo di 1B. Al suo opposto Chris Johnson versione 2013 potrebbe essere un degno compare, quello che non è però stato il Chris Johnson versione 2014.

Andrelton Simmons, due Golden Glove e giocatore difensivo per mlb.com nel 2014, sarà ancora lo SS titolare, mentre Jace Peterson partirà in seconda base, in attesa però dell’atteso call-up di Jose Peraza, classe ’94, che ha fatto benissimo in AA la scorsa stagione, chiudendo con una AVG di .335.

Per fermare l’emorragia di esterni sono stati firmati Nick Markakis come RF e Jonny Gomes come LF, entrambi esperti giocatori arrivati con l’intenzione di far scendere il numero di strikeout subiti. Tra di essi giocherà, dopo la partenza di Upton, Eric Young Jr., il quale però alla soglia dei 30 anni può vantare una sola stagione offensivamente degna di questo nome (Colorado 2012).

Partito Gattis, il catcher titolare sarà Christian Bethancourt : il giovane panamense, però, non si è comportato bene nel suo periodo in prima squadra nel 2014, e per questo alle sue spalle è pronto il simpaticissimo veterano A.J. Pierzynski.

Scarsa profondità in molti ruoli unita a tante partenze e ad una qualità dei rimpiazzi non sempre all’altezza fanno intuire che in Georgia sia in atto un progetto di rebuilding, magari finalizzato ad essere nuovamente competitivi con l’apertura del nuovo stadio nel 2017. Per quest’anno e per il prossimo, probabilmente, ci si dovrà accontentare di poco.

PRONOSTICO: 75-87

PHILADELPHIA PHILLIES

2014: Partita senza molte ambizioni, la stagione dei Phillies ha vissuto un primo mese di vita terminato con un 13-13 che faceva ben sperare. Da lì in avanti, però, la stagione ha lentamente iniziato a rotolare verso sud, arrivando al record finale di 73-89 che è il secondo record negativo per una squadra che nella prima decade degli anni 2000 era stata in grado di vincere anche una World Series.

2015: che la stagione entrante non sarà di successo si è visto già dalla offseason, con la cessione di Jimmy Rollins ai Dodgers in cambio dei giovani lanciatori Zach Eflin e Tom Windle. Nessuno però si deve sentire al sicuro: il payroll è molto alto (il terzo della lega dietro Yankees e Dodgers) e di fronte ad offerte sensate di qualche contender il GM Ruben Amaro Jr. (a patto che le sappia riconoscere) potrebbe continuare nel rebuilding.

Di due pezzi pregiati della rotazione uno è già caduto: Cliff Lee, infatti, ha avuto problemi al gomito durante una partenza di spring training e sta tentando una terapia riabilitativa che gli permetta di tornare a lanciare senza sottoporsi ad operazione.

Le tempistiche di recupero più ottimistiche parlano di ritorno in estate, ma se invece dovesse finire sotto i ferri sarebbero a rischio sia stagione che, visti i 36 anni, forse la carriera.

cole-hamels-35-of-the-philadelphia-philliesIl solo lanciatore di livello rimane quindi Cole Hamels, che nel 2014 ha messo su la miglior stagione della sua carriera in termini di ERA (2.46), WAR (6.6) e HR subiti (14), pur registrando un record di 9-9 a causa delle scarse prestazioni offensive della squadra.

Al suo fianco ci sarà un gruppo di onesti mestieranti che comprende Aaron Harang, veterano alla sesta squadra in 5 anni, David Buchanan, che ha messo su numeri interessanti nella sua stagione d’esordio in MLB, Jerome Williams e, probabilmente, Sean O’Sullivan.

Closer sarà ancora Jonathan Papelbon, che continua a proporre ottime prestazioni nonostante i 34 anni, mentre nel bullpen molta attenzione andrà prestata a Ken Giles, potentissimo rilievo da 100 mph/h ed ERA bassissima (1.18 in 45 e più inning nel 2014). A ricevere i loro lanci Carlos Ruiz fungerà ancora da catcher principale, ma a 36 anni e con una serie di infortuni notevole (se si esclude una stagione da 132 partite giocate, i suoi massimi sono stati 121 e 117) dovrà essere usato con cautela.

Sugli esterni si registrano la partenza di Marlon Byrd, l’outfielder più produttivo del lotto ceduto ai Reds, e l’infortunio di Domonic Brown, che resterà fuori per alcune settimane: i partenti, almeno per questo inizio, saranno Ben Revere a sinistra, Odubel Herrera al centro e Grady Sizemore a destra.

Retaggi ed eredità dei tempi che furono si trovano in prima e seconda base, dove Ryan Howard e Chase Utley giocano fianco a fianco per la dodicesima stagione consecutiva. Il compito di sostituire Rollins come SS toccherà a Freddy Galvis, difensore sopra media ma non molto produttivo in attacco, mentre in terza base Cody Asche è un giocatore che sposta pochi equilibri.

Infortuni fin da subito, un solo lanciatore dalla produttività quasi garantita, un mix tra giocatori che stanno declinando e giovani senza la necessaria qualità, senza contare che i pezzi pregiati potrebbero partire in qualsiasi momento: lo scenario di Philadelphia non è promettente e replicare le 73 vittorie dello scorso anno è quasi uno scenario ottimistico.

PRONOSTICO: 71-91

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Andrea Cornaglia, classe '86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un'imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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