04-21-Sato-Wins-Toyota-Grand-Prix-Of-Long-Beach-StdDominando la terza prova stagionale comandando per 50 giri degli 80 previsti, Takuma Sato diventa il primo giapponese a vincere nella Indycar.

La sua vittoria è anche la prima dell’ A.J.Foyt Enterprises da 11 anni ( ultima vittoria 7 Luglio 2002 con Airton Dare sul Kansas Speedway). Il podio è stato completato dal figlio di Bobby Rahal, Graham e dall’ inglese Justin Wilson, autore di una prova magistrale partendo dalla 24° casella.

Alla prima bandiera verde Franchitti scatta bene e si prende il comando della corsa ma dopo due soli giri, la gara perde i primi elementi: Dixon fora e Saveedra finisce contro le barriere protettive.

Alla ripartenza, Hunter -Reay e Franchitti sono appaiati di nuovo: lo scozzese resiste all’ assalto del portacolori di Andretti, mentre nella pancia del plotone Castroneves tampona Conway con il conseguente rientro ai box.

Al giro 23 Sato supera agevolmente Hunter-Reay alla prima curva e va a caccia di Franchitti per la leadership; obiettivo raggiunto grazie ad una sosta non impeccabile dello scozzese.

Dietro all’ ex Formula 1 Takuma Sato, succede di tutto: incidente tra AJ Allmendinger e Hildebrand, mentre Conway è costetto al ritiro per problemi tecnici e Hinchcliffe tocca “ il diavolo di Caracas”, Ernesto Viso, portando a tre i cautions di giornata.

Quindi Sato guida su Rahal, Franchitti, Kanaan e il rookie Vautier quando alla 50° fermata il campione 2012 finisce nelle barriere nel tentativo di superare un doppiato.

All’ ultimo restart Sato tiene a bada Rahal che dal canto suo, cerca di tenere il passo del nipponico ma deve fare i conti con il risparmio di combustibile.

Sato vola verso una vittoria in una gara praticamente perfetta, Rahal e Hildebrand lo seguono mentre Pagenaud, de Silvestro e Castroneves completano il top ten.

Post By Davide Sarti (157 Posts)

Sono un grande appassionato di motori americani, che a 27 anni ha seguito le orme dei grandi campioni. Tramite la mia passione e le mie conoscenze cercherò di raccontarvi il mondo della NASCAR nel modo più dettagliato possibile. Possibilmente, cercherò di farvelo amare

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One thought on “A Long Beach si parla giapponese

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