La favola dei Memphis Grizzlies sembra non avere fine, e dopo gli Spurs anche i Thunder cominciano a comprendere “la cosa” arrivati alla FedEx Arena.

Il racconto si tinge ancor più di epico quando Memphis, aldilà di un buon primo periodo chiuso sul +2 dopo essere rientrata dall’ottimo avvio di Oklahoma (15-8 marchiato Kevin Durant con 6 punti), si troverà sotto di 16 punti a metà terzo quarto con il palazzetto dei Grizzlies più silenzioso del previsto, in balia dei break di Durant & Westbrook.

Non che il secondo quarto avesse regalato qualche bagliore specifico in casa Memphis, con l’attacco in difficoltà nella circolazione di palla, e i lunghi in affanno come nel secondo tempo di gara 2. Ibaka e Durant con 12 punti a testa ne hanno approfittato portando Oklahoma avanti di oltre 12 lunghezze, e controllando poi il ritorno dei padroni di casa fino al +8 a fil di sirena. Un match che lentamente incanalava la sua storia in direzione di coach Brooks e dei suoi ragazzi capaci sul 52-62 di firmare un altro break (8-2) spezza gambe.

Sul 70-54 i Grizzlies che non ti aspetti, che prima reggono l’urto dell’attacco Thunder, poi con pazienza nell’ultima frazione prima rientrano fino al -6 di pura voglia; infine di nuovo sotto di 11, ritrovano lo spirito di gara 1 e con esso il gioco sotto ai tabelloni di Randolph e Gasol.

Si spegne la luca in casa Oklahoma… 16 punti persi prima, 11 punti persi dopo… caos in regia di Westbrook, e Kevin Durant pian piano intrappolato nelle ragnatele di Tony Allen che a livello difensivo gioca una partita davvero impressionante! Memphis rientra a contatto e pare non aver mai affrontato il -13 di fine terza frazione (76-63).

Oklahoma gioca in affanno, i tiri non sono più puliti, alla pari di un sistema difensivo che va disfacendosi possesso dopo possesso.

A cinque minuti dalla fine una tripla di Conley (13° punto per lui) riaccende la fiamma, -3 Grizzlies, e bolgia sugli spalti! Westbrook senza senso risponde in jump/shot per l’84-79, ma è più caso che gestione oculata del possesso.  Randolph (16° punto) & di nuovo Conley (con il 15° punto dei suoi 18) eseguendo tiri ben costruiti accorciano fino al -1, Brooks scuote la testa con sorriso ironico, percepisce che la partita gli sta sfuggendo dalle mani.

Il parziale di 8-0 Memphis permette ai padroni di casa di rientrare a tutti gli effetti vanificando gli sforzi di Oklahoma nei precedenti 15 minuti. Tony Allen dalla lunetta scrive 84 pari. Di qui in poi è scontro selvaggio… appena 2 punti per entrambe le squadre in 3 minuti di gioco, e OT inevitabile con Randolph e Durant incapaci di capitalizzare gli ultimi 2 possessi decisivi.

Ad onor del vero su Durant vi è stata una difesa di Tony Allen che resenta la perfezione, sia per come è riuscito a rimanere attaccato a KD in uscita dal blocco, sia per come ha difeso su Durant nel momento del tiro. Un frammento chiave del match che deve essere penetrato a fondo nella testa del n.35 di Oklahoma, che di fatti scompare nell’Overtime fermandosi a quota 22 punti, lasciando completo spazio ad un Westbrook (21 punti finali per lui con 12 assist) confuso dal quarto periodo in poi.

Come accennato… l’OT non ha avuto storia con Oklahoma imprecisa oltre misura al tiro (19% da tre), e Memphis al contrario stra-colma di energie  ed in trance agonistica dopo la rimonta “piazzata” ai danni degli ospiti storditi ed increduli in panchina. Hollins si gusta la standing ovation, e se lo merita pure per come ha cambiato questa squadra e questi ragazzi, e per come dopo Pop sta mettendo sotto scacco coach Brooks incapace di leggere certi aggiustamenti di Hollins, ed incapace di trovare dopo tre partite il modo per limitare gente come Mayo, Conley & Tony Allen (in questo caso specifico un modo per far soffrire meno la propria stella, ovvero Durant) o limitare il dominio nel pitturato di Randolph o Gasol.

Gara 4: L’appuntamento per gara 4 è Lunedì, e Oklahoma arrivata a questo punto sull’1-2 non può più sbagliare, altrimenti la strada presa da San Antonio non sarà così lontana e gara 5 potrebbe trasformarsi nella partita della disperazione e della speranza.

Brooks deve gestire meglio Westbrook e fare in modo che il numero zero mostri il meglio di sè, diventando problema irrisolvibile per Hollins, e non un problema stesso in seno all’attacco Thunder. Inoltre Brooks deve lavorare sulla difesa di Memphis e inventare delle soluzioni che o aiutino Durant nella selezione dei tiri, o aiutino Oklahoma nel trovare delle variabili alternative nei momenti che contano (vedi gli ultimi 5 minuti del quarto periodo), magari dando maggiori responsabilità ad Ibaka, Harden, Perkins e Sefolosha.

Hollins dal canto suo dovrà continuare a gestire al meglio le rotazioni su Durant, e nello stesso istante dovrà continuare a lavorare sulla difesa nei confronti di Westbrook che potrebbe diventare di qui ad una ipotetica gara 6 il giocatore su cui ruota il destino dell’intera serie.

MVP: Tony Allen… e non per i 10 punti, 2 assist e 4 rimbalzi in 30 minuti scarsi, ma per come ha difeso su Durant negli ultimi 20 minuti di gioco, dimostrando che l’esperienza accumulata con i Boston Celtics ha fatto davvero bene alla mentalità del giocatore.

Una pedina fondamentale per coach Hollins, per come aiuta i compagni, per come – insieme a Battier – ha saputo essere leader silenzioso nel momento del bisogno! Non sarà realizzatore come Zach Randolph (MVP ufficiale della partita con 21 punti e 21 rimbalzi) non sarà essenziale come Conley, ma di sicuro ha permesso che i Grizzlies facessero quello step in più per competere pure con le contender dell’Ovest. Chapeau.

Dichiarazioni post-partita:

“We were fortunate to get this win, but that’s the playoffs. In order to go further, you always have experience games where you have to do something miraculous in order to win the game. And I thought this was miraculous the way we fought back after being down 16.”
— Grizzlies coach Lionel Hollins.

“We just didn’t want to give up. We understand this is the postseason and we’re playing against a good team. We just wanted to keep putting the pressure on them, not give up, and just keep playing.”
— Grizzlies guard O.J. Mayo.

“I think we just got slow. We weren’t moving with any speed, no energy, and that’s what we have to do. We have to do a better job of doing that. We were taking bad shots and that’s not a good combination when you’re trying to close out a game.”
— Thunder coach Scott Brooks.

Post By riccardo (28 Posts)

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3 thoughts on “Memphis respinge i Thunder e conquista il 2-1

  1. Complimenti per l’articolo.

    “Hollins si gusta la standing ovation”
    E’ lui che ha vinto la partita. Ha provato, mosso la squadra. Ha messo in panchina Randolph nei momenti giusti e non lasciando nulla anche quando, a fine 3°, la partita sembrava in mano a okc. Non si è scomposto.

    “Brooks deve gestire meglio Westbrook e fare in modo che il numero zero mostri il meglio di sè, diventando problema irrisolvibile per Hollins, e non un problema stesso in seno all’attacco Thunder”.

    I Thunder di 2° e 3° quarto avevano la partita in pugno. Perkins e Ibaka avevano letteralmente annullato i centri avversari. Gasol e Randolph non mettevano punti, non prendevano un secondo rimbalzo che fosse uno e venivano sistematicamente allontanati. Stessa cosa capitava sotto l’altro pitturato. A questo si aggiungeva, come riportato, un Westbrook che faceva tutto nel miglior dei modi. Poi si sono spenti. Ibaka si è infortunato. E’ rientrato e anche in tempi a me inaspettati, ma la senti. Westbrook è andato letteralmente fuori giri e la partita è cambiata con Memphis e Hollins che non aspettavano altro.
    Brava Memphis a non demordere.

    “Memphis rientra a contatto e pare non aver mai affrontato il -13 di fine terza frazione (76-63)”.

    Da incorniciare.

    “A cinque minuti dalla fine una tripla di Conley”…

    Insieme o un pelino sotto metto anche lui nell’Mvp. Ha messo quei tiri importanti. Quelli che ti lasciano ancora in partita. Su Allen veramente nulla da dire. Nel 4° ha alzato una difesa su uomo spettacolare e messo in difficoltà la difesa avversaria attaccandola dopo recupero palla. Ha alzato nettamente il suo gioco.

    “l’OT non ha avuto storia”.

    Brooks dovrà riprendere da Perkins e Ibaka (sempre caviglia permettendo) e dalla gestione del n. 0. Ricordandosi entrambi che all’evenienza c’è anche un’altro atleta non male sul parquet.

    Per Hollins più minuti ad Arthur quando la difesa okc sale di colpi.

    appunti:

    I Perkins e Ibaka del 2° e 3° quarto sono stati un bel vedere.

    Tolto i punti e i rimbalzi non mi è piaciuto molto l’approccio della partita in larghi tratti di Randolph giustamente richiamato in panchina. Forse per lui è arrivato il momento di parlare di meno e portare fuori la difesa.

  2. rimango dell’idea che Westbrook prenda troppi tiri..non li vedo concentrati come contro i Nuggets..
    hanno preso le partite molto sotto gamba!!
    Menphis..strepitosa..è lei che sta facendo la partita..non sembra minimamente l’ottava squadra!!
    bella serie..non davo la minima “chance” a Menphis..invece le partite contro gli Spurs non sono state un caso..ottimo Hollins!!
    speriamo in un emozionante gara 7!!!

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