Recap: Era prevedibile che il triplo overtime avrebbe “toccato” mentalmente e fisicamente questi Memphis fin qui epici nei playoffs 2011; e Oklahoma non poteva non approfittarne, quindi… giocando una partita insolitamente di squadra con una circolazione di palla precisa ed una suddivisione dei tiri stile Celtics 2010… i Thunder centrano un successo fondamentale in vista delle Finali di Conference e “asfaltano” con estrema facilità i Grizzlies in questo Pivotal Game senza storia; influenzato da ciò che è accaduto 48 ore prima in gara 4. E dire che Hollins ancora una volta le aveva studiate tutte, giostrando Tony Allen, a seconda della situazione, da Durant a Westbrook, oppure cercando delle soluzioni che bloccassero alla fonte la costruzione del gioco avversario… però non c’è stato niente da fare, e Brooks per la prima volta ha dato cenni di ottima gestione e visione del match, sfruttando al meglio il duo Perkins-Ibaka, e oscurando il gioco sotto canestro dei Grizzlies. Non bastasse ha governato al meglio le “fortune” di Westbrook, ha coordinato alla perfezione le rotazioni, ed infine ha fatto respirare a tutto il roster l’aria di PO, Nate Robinson compreso.

Nel complesso va evidenziato come Memphis sia stata in scia dei padroni di casa solo nel primo quarto, andando in vantaggio nei primi minuti di gioco per 6-0 e a seguire sul 14-10, per poi farsi impattare a quota 17 da un Harden ispirato con 5 punti consecutivi. Di lì in poi si è spenta la luce: Westbrook ha imperversato senza sosta, tra assist (6 in tutto), triple in transizione e scarichi per i compagni. Durant dall’altra parte ha svolto bene il suo compito stancando la difesa di Memphis e propiziando il parziale di 8-0 che ha scalfito e non poco la già fragile resistenza degli ospiti. Un 8-0 di parziale che ha permesso in pratica ad Oklahoma di chiudere il primo tempo sul +11 (46-35), con Perkins a fare la voce grossa, ed un Randolph al contrario impantanato in problemi di falli.

Ci si aspetta la contromossa Hollins e la reazione dei vari Conley, Mayo o Allen, ma sarà una speranza vana. Memphis è troppo scossa, caotica, imprecisa, viene dominata a rimbalzzo (50-33) e le percentuali dal campo lasciano senza parole (35% da 2, 25% da 3). Oklahoma quindi nella terza frazione piazza altri due break decisivi, il primo mini-break conduce al massimo vantaggio sul +13, il secondo parziale invece, dopo il -9 griffato da Gasol, porta i padroni di casa al nuovo massimo vantaggio sul +18, con Hollins oramai incapace di raddrizzare la situazione venutasi a creare.

Harden, Collison e Ibaka scrivono 9 punti, con 20 rimbalzi in combinata. Cook punisce da tre, e per lui ci saranno 18 punti con 4/5 dalla lunga distanza. Westbrook & Durant invece andranno per gli 11 e 19 punti a testa, gestendo al meglio il ritmo partita, e poi lasciando spazio alle varie armi tattiche in mano a Brooks, che come detto in precedenza ‘stavolta non sbaglia una mossa.

Sul finire della terza frazione Oklahoma tocca il +19 (71-52). Non c’è spazio per rimonte storiche, nè per tiri miracolosi, Memphis è con la testa già a gara 6, e se vorrà portare la serie alla settima, avrà bisogno di cancellare dalla mente le partite fin qui giocate. Il quarto conclusivo si trasforma in puro garbage time, entrano tutti, ed i polli sono già fuggiti dal recinto. Oklahoma a valanga punisce severamente i Grizzlies e affonda la lama in profondità. Un +27 duro da digerire (99-72), un +27 che forse questi Memphis non avrebbero meritato di subire, ma questo è anche il bello della pallacanestro, ovvero la sua cruda intangibile verità. I volti sulla panchina di coach Hollins parlano da soli, i Thunder sentono odore di finale.

Gara 6: Hollins dovrà trovare un modo per riappropriarsi del pitturato, dare più minuti a Battier in marcatura su Durant, e spostare definitivamente Allen su Westbrook. Conley dal canto suo dovrà ritrovare il suo gioco e non pensare troppo a gara 4, e il discorso non coinvolge solo lui, anzi Randolph per primo deve rendersi conto che c’è ancora una serie da giocare, ed il suo apporto è fondamentale; non può farsi schiacciare dal problema falli e lasciare da solo Gasol contro due belve da combattimento quali Perkins ed Ibaka. Brooks ad un passo dalle Finali di Conference dovrà tenere ferme le redini dello spogliatoio, e dovrà creare un piano partita che fissi un definitivo equilibrio tra la panchina, il gioco in post dei lunghi, la circolazione fluida della palla e gli egoismi vari di Durant e Westbrook. Se riuscirà a farlo… il 4-2 è dietro l’angolo.

MVP: Westbrook per come ha saputo leggere alla perfezione la partita. Come vincere un match di vitale importanza scrivendo a tabellino solo 11 punti, 6 assist, 3 rimbalzi ed 1 palla rubata. La maturità del campione arriva dalle piccole cose, dai particolari insignificanti per la massa. Questa è la strada giusta, un mix perfetto tra altruismo e foga atletica istintiva. Che Brooks abbia compreso il segreto?

Dichiarazioni post-partita:

“NBA players have the hearts of champions, I don’t know if fatigue was a factor for them but it wasn’t on our end.”
— Thunder coach Scott Brooks

“We were physically down and we were mentally down but we’re not making any excuses. Our starters were running in mud for a while out there in the second quarter and it was Katy bar the door after that.”
— Grizzlies coach Lionel Hollins

“Fatigue wasn’t as much an issue as effort when we got down we gave up too easily.”
— Marc Gasol

Post By riccardo (28 Posts)

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2 thoughts on “Thunder a valanga… 3-2 per Durant & Co.

  1. C’è stato il calo fisico e mentale per una delle due e questa è stata, ci stava, Memphis.
    Bravo Brooks a ruotare i quattro sotto lì dove Memphis, se limitata, soffre. Anche per un non buon apporto dalla panchina.
    Okc equilibrata più del previsto. Con la freschezza e i cambi hanno “diluito” meglio la fatica della partita precedente.
    Memphis, rimettendo a posto lo stato mentale, per la 6° deve ripartire dalla 4° senza falli. Giocare la stessa partita lasciando qualche canestro in più e qualche fallo in meno. Non può permettersi di ridurre l’apporto di Allen-Conley e Mayo.
    Se la prende di petto e non cala mentalmente la porta a casa se no, come giustamente riportato, il 4-2 rimane dietro l’angolo.

    Serie che merita la 7°.

    …”però non c’è stato niente da fare, e Brooks per la prima volta ha dato cenni di ottima gestione e visione del match, sfruttando al meglio il duo Perkins-Ibaka, e oscurando il gioco sotto canestro dei Grizzlies. Non bastasse ha governato al meglio le “fortune” di Westbrook, ha coordinato alla perfezione le rotazioni, ed infine ha fatto respirare a tutto il roster l’aria di PO, Nate Robinson compreso”.

    Complimenti per l’articolo.

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