A Washington molte speranze sono riposte nel rookie Bradley Beal

In una Southeast Division alleggerita e non poco dal trasloco californiano di Dwight Howard e dalla conseguente rifondazione completa degli Orlando Magic si fatica ancora a delineare chi potrà essere la seconda forza del raggruppamento alle spalle dei Miami Heat.

Posto che difficilmente (eufemismo pazzesco!) Charlotte e la stessa Orlando potranno essere della partita, la sfida pare coinvolgere solo gli Atlanta Hawks e i Washington Wizards. Sì sì non c’è nessun errore di battitura, ho detto proprio i Washington Wizards.

Conference: Eastern
Division: Southeast

Arrivi: Trevor Ariza (trade, NOH), Emeka Okafor (trade, NOH), AJ Price (FA), Martell Webster (FA)

Partenze: Rashard Lewis (trade, NOH), Andray Blatche (waived)

Scelte al Draft: Bradley Beal (#3)

Probabile Quintetto
PG: John Wall
SG: Bradley Beal
SF: Trevor Ariza
PF: Nenè
C: Emeka Okafor

Roster
Guardie: Bradley Beal, Jordan Crawford, Shelvin Mack, AJ Price, John Wall
Ali: Trevor Ariza, Trevor Booker, Cartier Martin, Chris Singleton, Jan Vesely, Martell Webster
Centri: Nenè, Emeka Okafor, Kevin Seraphin

Head Coach: Randy Wittman

0,303. Il coefficiente vittorie/partite giocate dai maghetti la scorsa stagione tutto farebbe pensare meno che a una squadra in grado di inserirsi nella lotta per la post-season. Ma non solo quello, veramente: le ultime 66 partite della squadra della capitale ci hanno regalato, come spesso accaduto nel recente passato, alti e bassi sia parlando di pallacanestro che di gestione dei tanti casi umani passati per la città della Casa Bianca.

In ordine non rigorosamente cronologico i temi caldi della scorsa stagione a Was sono stati il siluramento di coach Flip Saunders e la partenza di Javale McGee (non so davvero che aggettivo accostargli), il tutto passando per le bizze di Blatche (finito addirittura amnistiato a metà luglio). Non sono mancate alcune note liete (penso a Crawford o a Trevor Booker) ma insomma, situazione caotica se ce n’è una, in una franchigia che da anni fatica a mantenere l’ordine pubblico nello spogliatoio (mi vengono in mente gli spassosi scherzi di Girbert Arenas).

Eppure qualcosa sembra cambiato rispetto al passato. Washington ha iniziato l’estate in maniera molto convincente con la scelta al draft della promettente guardia tiratrice Bradley Beal alla chiamata #3, quindi sull’onda dell’entusiasmo ha sbolognato il veteranissimo Rashard Lewis a New Orleans (dove non è nemmeno arrivato a disfare i bagagli prima di ripartire verso Miami) ottendendo in cambio Trevor Ariza e Emeka Okafor, due pedine importanti della scacchiera che coach Wittman sta lustrando attendendo il via alle ostilità.

I Wizards edizione 2012-13 consegnano al coach (confermato dopo la sua prima stagione da head) un gruppo giovane e con tanto talento. Ma come spesso capita, non sempre questo talento è messo nel migliore dei modi al servizio della squadra.

Esempio fondamentale di questo mancato salto di qualità è John Wall. Dopo un’esaltante stagione da rookie, pur mantenendo in linea di massima gli stessi numeri, Wall non ha del tutto convinto a livello caratteriale come leader anche carismatico della squadra, ma soprattutto a livello tecnico, dando la sensazione di non aver migliorato i punti deboli che la sua prima stagione NBA aveva evidenziato.

Molto della stagione di Washington dipenderà da lui: riuscisse a trasformarsi definitivamente in un “all star player” le speranze di PO non sarebbero sono illusioni. Per farlo, dovrà sistemare le lacune di cui sopra, due in particolare: le palle perse (secondo peggiore in tutta l’NBA con quasi 4 TO a partita, un’enormità) e la percentuale dal campo, colata a picco dopo un ottimo mese di gennaio (48% che è sceso fino al 42% stagionale).

Lavorare duro sulla visione di gioco e sulla lettura offensiva lo aiuterebbe non poco a fare il salto che lo separa ancora dall’elitè della lega. La partenza ad handicap (starà fuori un paio di mesi per un problema al ginocchio) di certo non lo aiuterà.

Bradley Beal, rookie da Florida, è uno dei prospetti più interessanti della classe 2012: tiratore che incanta per velocità e purezza della meccanica di tiro, non passeranno molti anni prima che diventi uno dei migliori realizzatori in circolazione.

Per intanto, dovrà concentrarsi nello sfruttare al meglio lo spazio che i Wizards gli concederanno e lavorare duro per diventare un giocatore più completo e meno monodimensionale. In Summer League ha impressionato per la capacità e l’istinto a rimbalzo e l’attitudine difensiva. Insomma, un bel diamante grezzo da svezzare…

Il premio di sesto uomo dell’anno ha già un candidato: Jordan Crawford è un ottimo realizzatore, ideale per guidare le seconde linee di Washington. Un po’ troppo accentratore e a volte anche egoista, rimane comunque un discreto passatore, e se riuscisse a selezionare meglio i suoi tiri questa potrebbe veramente essere la sua stagione, anche perché aumentando la percentuale al tiro e attaccando il ferro con più costanza (il fisico e la rapidità necessaria ci sono) renderebbe Washington una squadra molto più pericolosa nell’arco dei 48 minuti.

L’arrivo di Trevor Ariza conferma l’idea che i Wizards abbiano la seria intenzione di migliorare difensivamente come squadra: dopo il titolo vinto da protagonista coi Lakers nei 2009 Ariza ha vissuto fortune alterne tra Houston e New Orleans e ora a Washington dovrà tornare ad essere decisivo in entrambi i lati del campo, privilegiando però quello difensivo dove la squadra è decisamente più in difficoltà.

La firma di Martell Webster aggiunge al roster un elemento prezioso nelle rotazioni di coach Wittman: è un giocatore versatile, atletico e che dà energia e corsa in attacco come in difesa, ma non credo che gli verranno concessi troppi minuti “rubandoli” ai tanti giovani emergenti del roster che hanno bisogno di crescere sul campo.

La coppia Nenè-Okafor sotto i tabelloni intriga e non poco. Sono due giocatori molto diversi e che si completano alla grande, con le giuste motivazioni e la voglia di rimettersi in gioco in una realtà entusiasta e ambiziosa come Washington.

Il brasiliano sarà uno dei terminali offensivi più importanti della squadra, e dovrà dare filo da torcere ai pariruolo di una conference in cui poche squadre possono schierare contemporaneamente in campo due uomini d’area del calibro di quelli in canotta Wizards. Ci si aspettano miglioramenti netti nell’intesa con Wall e nell’inserimento nei giochi offensivi di Wittman, ma può essere il suo anno. Emeka invece porterà soprattutto il suo impatto difensivo e la sua capacità di “intimidatore” d’area che lo hanno reso uno dei centri difensivi più solidi ed apprezzati dell’intera lega.

Sotto le ali di Okafor e Nenè sta pian piano crescendo una nidiata di giovani dal grandissimo potenziale, da Jan Vesely (interessante combo-forward rimasto ancora un po’ nascosto) al francese Seraphin, passando per Booker e l’ottimo Singleton, combattenti nati, che daranno minuti di qualità ed energia dalla panchina.

Insomma, con un coach giovane, una squadra fresca e dinamica, un grande entusiasmo in città e in una conference che Miami a parte ha pochi punti di riferimento, tutto può succedere.

Non sarà facile, e forse ora come ora non ci scommetterei. E’ appena iniziato l’autunno, ma nella capitale già sognano il profumo dei playoff

Post By Marcello Oberosler (9 Posts)

Twitter: @m_oberosler

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3 thoughts on “Washington Wizards: Preview

  1. Qualcosa sembra cambiato rispetto al passato.

    Buon per loro si trovano a Est e non nell’Atlantic.
    Possono entrare in lizza per la 7°-8° piazza.

    “Non sarà facile, e forse ora come ora non ci scommetterei”…giusto, ma non dipenderà molto dalla concorrenza (dopo la 6° e con Chicago senza Rose si abbassa di molto) quanto da loro e dal lavoro che il coach saprà svolgere.

  2. Come quintetto sono molto meglio di molte altre squadre ad Est.
    Wall e’ forte.
    Beal e’ un ottimo prospetto.
    Ariza lo vorrei in qualsiasi mia squadra (magari non proprio da titolare, ma piu’ come sesto/settimo uomo)
    Nene e’ molto intelligente.
    Okafor ha un bel fisico, e almeno i rimbalzi li tira giu’.

    Il quintetto titolare e’ piu’ che valido (soprattutto confrontato con altre squadre della stessa conference).
    La panchina invece..niente di che. Vedremo!

  3. La grande incognita è a livello fisico: Ariza, Nenè, Wall e Okafor sono fragili a dir poco, e più d’uno potrebbe saltare svariate decine di partite di RS. I contrattoni dei due lunghi poi non mi convincono affatto, parliamo di buoni giocatori di sistema, ma non certo di trascinatori. Insomma, alla fine l’obiettivo sarà quello di far crescere Wall e Beal e poco più, i play off non arriveranno al 90%

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