Millsap e Boozer: 2 giocatori con la valigia in mano?

Millsap e Boozer: 2 giocatori con la valigia in mano?

Manca poco alla trade deadline di febbraio. Dopo quanto discusso sull’All Star Game abbiamo raccolto gli umori di alcuni redattori di Play.it USA per cercare di capire cosa pensano di alcuni dei temi caldi di questo mercato di febbraio.

Mercato di riparazione? Da Los Angeles a Memphis, dalle prossime sorprese alle eventuali conferme, dal Canada fino allo Utah ecco cosa pensano i nostri “esperti”.

1) Dwightmare 2? i Lakers cederanno Howard con Pau fuori?

Stefano Buttera >>> L’infortunio di Gasol non ci voleva per i Lakers. Credo che lo spagnolo fosse sacrificabile nonostante le cifre in calo; ma ora non vedo team disposti a sobbarcarsi il suo contratto con lui fuori. O meglio, un team ci sarebbe, è canadese e metterebbe sul piatto un lungo italiano che potrebbe essere il protagonista di “White man can’t jump 2”. Scherzi a parte, dubito che LA cederà Howard e dubito che lui voglia andare altrove, per due ragioni. I Lakers hanno scommesso e scommetteranno su di lui per il futuro, e non meno importante possono garantirgli il massimo salariale. Ci sono dubbi legati al gioco, all’allenatore ed alla sua inconsistenza in attacco, ma a parte ciò secondo me Howard è il futuro dei Lakers.

Alberto Cavalasca >>> Non fosse per l’infortunio di Gasol, e per il conseguente stop a Kevin Love, una trade a 3 tra Lakers, Wolves e Brooklyn in grado di mandare Howard ai Nets, Love a L.A. e Brook Lopez in Minnesota non era completa fantascienza, con piccoli aggiustamenti di giocatori. Adesso sembra meno probabile vista la recente striscia positiva dei lacustri, ma rimane un dilemma in casa Lakers, ovvero se Howard allungherà il contratto o lascerà dopo un solo anno in California, anche tenendo conto che nella mente di Howard stare in una franchigia vincente non è la priorità numero 1. Questo potrebbe portare a un clamoroso scambio all’ultimo momento, e Brooklyn rimane la meta più gettonata dovesse capitare.

Marco Vettoretti > > > Non lo cederanno, perché sarebbe come ammettere di aver preso un granchio talmente grande da poter condire il rancio settimanale di un intero battaglione, e anche perché, al di là dei leciti dubbi sul suo spirito di sacrificio e sulla sua abnegazione, schiena e spalla destra non gli hanno concesso un momento di tregua. Sarebbe un peccato ancor più grave non concedergli il beneficio del dubbio su quello che può portare alla causa al top della forma.

Nicholas Lippolis > > > Non si può negare. Dwight non si è perfettamente integrato nel sistema D’Antoni, nonostante continui avere buone cifre. L’infortunio alla spalla, poi, non lo ha per niente aiutato, compresa l’operazione alla schiena della scorsa estate che lo ha fatto apparire fuori forma e meno esplosivo di prima. Ma da qui a pensare ad un’altra cessione ne passa di acqua sotto i ponti. Con Pau fuori ipoteticamente almeno fino ad Aprile, Dwight diventa fondamentale e determinante per il proseguo della stagione. Sperando che torni ad essere quel giocatore dominante che è sempre stato, i Lakers devono dargli fiducia.

Nicolò Fiumi > > > Howard, probabilmente, è al punto più basso della sua carriera per quanto riguarda il proprio valore. Sta giocando male, ha problemi di schiena che non si sa come e se si risolveranno e, messo in un contesto di pressione massima, sta mettendo a nudo tutti i suoi problemi di personalità. Molto passerà dalle possibilità di rinnovo che il lungo darà alla dirigenza gialloviola. Se manderà segnali positivi in quel senso allora non verrà scambiato.

2) Quale sarà la prossima sorpresa?

Stefano Buttera >>> Garnett ha una no trade option, e Pierce ha fatto capire che non intende far parte di un progetto di rifondazione. Naturale dire che i Celtics potrebbero decidere di smantellare dopo l’infortunio a Rondo. Del genere ora o mai più, anche se stanno giocando molto meglio in attacco senza Rondo (7W di fila!!). I Clippers sono alla finestra, e la meta non dispiacerebbe né a KG né a PP. Love e Howard hanno il mal di pancia ma credo resteranno nei rispettivi team. Josh Smith cerca il massimo, ma di questi tempi è difficile che qualcuno regali dollaroni (tranne Brooklyn). Sinceramente mi aspetto una mossa da Dallas vista l’apatia degli ultimi tempi, e starei attento anche ai Suns.

Alberto Cavalasca >>> Non mi stupirei di un Eric Gordon inserito nella trade giusta dagli Hornets, visto che la tensione tra il giocatore e la dirigenza che pareggiò l’offerta dei Suns l’anno scorso non è mai stata superata. Il problema è che vedrei bene uno scambio con Minnesota che porti a Nola Derrick Williams, Luke Ridnour e Brandon Roy, contropartite interessanti, ma è difficile dire se andrebbe bene a Gordon finire a Minneapolis! Realisticamente poi avremo sì sorprese, ma di quelle che non ne sa proprio nessuno fino all’ultimo secondo, tipo Utah con Deron Williams due anni fa, neanche gli impiegati del Front Office: una cosa sola posso aggiungere, occhio a Milwaukee…

Marco Vettoretti > > > Non sarà una sorpresa in senso assoluto, perché se ne parla regolarmente da una mezza dozzina di stagioni ad ogni deadline e nel corso di ogni off-season, ma pare sempre più prossimo il momento in cui le strade di Josh Smith e degli Atlanta Hawks si separeranno. Lui ha già fatto intendere di aspettarsi un’offerta al massimo salariale, loro, altrettanto velatamente, hanno lasciato trapelare le loro intenzioni, che naturalmente non coincidono. Aggiungeteci la sospensione del mese scorso, mai realmente archiviata, ed i risultati non più esaltanti dei Falchi, e la soluzione non può essere che una.

Nicholas Lippolis > > > La prossima sorpresa? In una stagione da “fuochi d’artificio” come questa è lecito aspettarsene altre. Partendo dalle possibili partenze di due veterani come Pierce e Garnett verso altri lidi, arrivando a Kevin Love che non è detto possa rimanere a Minneapolis. Tornando al discorso di prima, la cessione di Howard sarebbe una gran sorpresa

Nicolò Fiumi > > > Occhio a Brooklyn. I Nets mi sembrano avere l’identikit perfetto della squadra che ti mette in piedi la mega trade che non t’aspetti. Sono giovani, ricchi e vogliono fare da subito un figurone. I risultati per ora sono altalenanti, i playoff non sono a rischio e ad Est, dietro a Miami, la situazione è in continua evoluzione. Un colpo di mercato potrebbe portarli stabilmente nelle primissime posizioni, per andare poi a giocarsi il tutto per tutto ai playoff. Le necessità sono sotto canestro, dove Lopez, quando si comincerà a fare sul serio, mostrerà i soliti noti problemi difensivi. Dietro a Lopez, il lungo più affidabile è Reggie Evans, se non vogliamo contare Gerald Wallace, abbastanza deludente, e Andray Blatche, che sta rinascendo ma non so quanta differenza possa fare in un contesto playoff. I nomi da affiancare ci sono, dalla coppia Milsap/Jefferson, a Josh Smith, volendo passando anche per lo stesso Howard, il problema è quello che ha Brooklyn da offrire in cambio, ossia contratti lunghi, pesanti, legati a giocatori forti ma che, in quasi tutti i casi, quei soldi non li valgono.

3) Dopo la trade per Gay si vocifera di Bargnani in uscita, fattibile e con chi?

Stefano Buttera >>> Forse la vera sorpresa del mercato sarebbe Toronto che riesce a cedere il mago ricevendo qualcosa di buono in cambio. Si vociferava di uno scambio con i Bulls per Boozer, ma Bargnani a Chicago è un puro non sense tattico. E dubito che Tibodeau spenda quei soldi per un lungo perimetrale che non difende manco morto e che oltretutto non piglia rimbalzi. Avrebbe maggior senso ai Lakers, magari in cambio di Gasol. Con D’Antoni il mago potrebbe essere valorizzato per ciò che sa fare meglio, ma anche in questo caso è difficile. Il vero problema di Toronto è riuscire a trovare qualcuno che davvero sia interessato, ma a tutti gli effetti è un contratto del tipo “Stoudemire”, incedibile finchè non è in scadenza.

Alberto Cavalasca >>> Le ultime voci danno di un interesse dei Bulls per il centro italiano, con Boozer che andrebbe ai Raptors. Non suona molto credibile, visto come i Raptors avrebbero un salary-cap bulimico tra Gay e l’attuale giocatore di Chicago, ma al momento l’unica sicurezza è che Toronto sta proponendo Bargnani a mezza NBA, ma nessuno si è ancora fatto veramente avanti. Prima dell’infortunio di Gasol si poteva azzardare uno scambio Bargnani-Gasol, ma già prima era ipotetico, adesso è pura fantasia. Certo che con un contratto fino al 2015, e con una media nelle prossime due stagioni di 11.5 milioni di dollari di salario, trovare un acquirente per il giocatore italiano sembra quantomai faticoso.

Marco Vettoretti > > > Fattibilissimo. Vero che è nel mezzo dello slump più profondo della sua carriera, ma è altrettanto vero che offensivamente si tratta di uno dei lunghi con il potenziale più versatile della Lega. Ha bisogno di ritrovare fiducia e di essere allenato per davvero, e per farlo deve capitare: in un contesto vincente, con una distribuzione capillare delle responsabilità, e sotto uno staff tecnico credibile e che creda nell’investimento. Il contratto da 10M l’anno, viste le cifre allungate ai vari Asik e Jordan la scorsa estate, non è poi così penalizzante.

Nicholas Lippolis > > > Della cessione di Bargnani si è parlato tanto, ma finora non si è deciso niente. C’è da dire che l’arrivo di Rudy Gay ha messo un pò tutto a tacere, ma Andrea è ancora sul mercato e la paura, soprattutto di noi tifosi italiani, è che possa essere svenduto ad una squadra di poco conto per giocatori di poco conto. Questo potrebbe succedere se pretendesse ancora un posto da titolare e cercare di incominciare una seconda carriera, magari più gloriosa, altrove. Ma occorre che Andrea si renda conto che il tentativo di farlo diventare una star è fallito e che un ruolo da comprimario, magari in una contender, non sarebbe male. Il tutto sta nelle ambizioni dei Raptors che sembrano intenzionati a rimontare in questi ultimi due mesi per ottenere un posto playoff. Per questo c’è da capire in fretta se il giocatore romano è ancora utile alla causa oppure no.

Nicolò Fiumi > > > La voce del possibile scambio Boozer-Bargnani mi aveva lasciato quanto meno interdetto. Non capivo bene l’interesse di Chicago di mettersi in casa un giocatore che offensivamente vale circa Boozer ma che, in difesa, forse, ti da ancora meno. E, ugualmente, non capivo perchè mai Toronto volesse prendersi, dopo Rudy Gay, un altro contratto pesante di un giocatore che, da solo, non ti fa la differenza. Andrea, come nel caso di Howard, è al minimo storico per quello che riguarda il valore delle sue azioni, con la complicazione che, davanti a lui, ci sono altri due anni di contratto per 23 milioni garantiti. Toronto vuole liberarsene, lui vuole andare. Anche qui, il suo valore è ai minimi storici ed, il contratto è ancora lungo e oneroso. Difficile pensare a una soluzione che non sia una squadra con ambizioni nell’immediato, che ha necessità di un lungo che allarghi il campo. Potrebbe riciclarsi come uomo di impatto dalla panchina. Resto dell’idea che, inserito nel giusto contesto, soprattutto che lo stimoli di più, Andrea potrebbe tornare ad essere un giocatore di assoluto valore.

4) Utah cederà uno solo tra Millsapp e Big Al o entrambi, come la vedete voi?

Stefano Buttera >>> Utah è un team nel limbo NBA, da media classifica a ovest, con tanti giovani futuribili e due buoni lunghi con Jefferson e Millsap in scadenza. Cedo che cercheranno di cedere entrambi per far crescere Favors e Kanter, ma non svenderanno. Su Big Al sembra ci siano gli Spurs, ed la cosa potrebbe avere senso per entrambe le franchigie. San Antonio avrebbe un signor centro da affiancare a Duncan e Utah potrebbe ottenere in cambio uno tra Blair o Splitter più una guardia che faccia al caso dei Jazz. Millsap interessa a molte squadre, e credo che lascerà i Jazz, visto che non gli daranno mai quanto chiede. Probabile anche l’addio di Mo Williams.

Alberto Cavalasca >>> Come detto, nello stato dei Mormoni sanno tenere bene i segreti, e  gli unici rumors recenti indicavano  una trade con gli Spurs che riguardava Al Jefferson quasi sicura, voci misteriosamente sparite ma pronte a riemergere al momento giusto. In verità sarebbe più probabile da parte Jazz cercare di rinnovare Jefferson a fine stagione e fare una trade adesso per Millsap, per una semplice ragione, il contrattone che quest’ultimo giustamente cercherà di avere quest’estate. La squadra ideale per uno scambio sarebbe ovviamente Houston, che potrebbe offrire giocatori giovani come Patrick Patterson, Terrence Ross e un veterano come Delfino, un giusto mix nell’ottica di Utah…

Marco Vettoretti > > > Sono entrambi in scadenza, con AJ che libererà il doppio di cap di Millsap. Ipotizzando che si proverà a rinnovare uno solo dei due, la mia scelta ricadrebbe sul prodotto di LSU, con l’ex Boston e Minnesota rimpiazzato in maniera naturale ed indolore da Favors e Kanter. Proprio la presenza di due prospetti come loro, però, potrebbe aprire la strada alla cessione di entrambi i pezzi pregiati, regalando al GM ampio spazio di manovra con gli appetitosi free agent della prossima estate.

Nicholas Lippolis > > > Questo dilemma è venuto fuori, se non sbaglio, pure su un articolo di qualche settimana fa dedicato ai Jazz, proprio su questo sito. Utah è visibilmente una squadra da playoff, piena di giovani e futuribile, ma l’ascesa di Favors e Kanter sta complicando e non poco la situazione di Jefferson e Millsap, due veterani del “Circus”, ormai. Sicuramente uno dei due partirà ed è molto probabile che sia Big Al, ma anche la posizione di Millsap è critica e qualche squadra di buon livello potrebbe decidere di portarlo a casa per avere un lungo dinamico e fisico nella propria rotazione.

Nicolò Fiumi > > > Mi sembra chiaro che, con Favors e Kanter che scalpitano, i giorni della coppia Jefferson-Milsap nello Utah siano contati. Le voci che rimbalzano, al momento, vorrebbero Milsap come candidato numero uno, visto che il contratto di Hayward è da rinegoziare tra un anno. Milsap è anche quello che ha più mercato tra i due, ma, una volta rinnovato chiederà cifre importanti. Jefferson a oggi guadagna 15 milioni di dollari e dubito che possa pretendere di più. In un mondo perfetto credo che si cederebbe Jefferson, per trattenere Milsap e lanciare Favors come centro titolare. Data la situazione, credo che i Jazz farebbero bene a provare a cedere entrambi, per guadagnare il massimo possibile in termini di giocatori e, soprattutto, scelte. Milsap e Jefferson sono giocatori che spostano, trovare qualcuno interessato non dovrebbe essere troppo difficile. Se i Jazz riuscissero a fare buoni affari potrebbero mettere le basi per un futuro molto interessante, ricordando che la necessità principale è nel ruolo di playmaker. Un colpo di telefono ai Clippers per Eric Bledsoe potrebbe starci.

5) Memphis è a posto così o farà altre trade?

Stefano Buttera >>> La cessione di Gay aveva senso sia da un punto di vista tecnico oltre che economico. Rudy nonostante il talento cristallino era una voce fuori dal coro del gioco di Memphis. Il cap è sistemato (almeno per ora).  Il problema è che i Grizzlies avevano e continuano ad avere delle mancanze, e dalle trade effettuate non è arrivato ciò che serviva maggiormente, ossia un paio di giocatori perimetrali (una guardia ed un ala piccola), preferibilmente offensivi. Coach Hollins fa buon viso a cattivo gioco, ma secondo me a Memphis non tira una buona aria. Gasol e Conley sono intoccabili, Zach secondo me è il prossimo con la valigia, ma credo  se ne parli in estate.

Alberto Cavalasca >>>Visto che a Memphis hanno dichiarato che per adesso Zach Randolph non si muove, forse è lecito aspettarsi ancora qualche movimento in casa Grizzles. Di sicuro coach Lionel Hollins vorrebbe un’alternativa a Marc Gasol, dal momento che l’iraniano Haddadi è andato a Toronto nella trade di Rudy Gay, e un nome immediato potrebbe essere il russo Mozgov, un surplus a Denver: altre grandi mosse nell’immediato non sono in vista, ripensamenti su Randolph sempre in ottica di ridimensionamento del salary-cap permettendo.

Marco Vettoretti > > > Non tira una gran bella aria in Tennessee: coach Hollins non ha gradito gli aggiustamenti apportati al roster, e con il suo contratto in scadenza si inizia a dubitare fortemente che la prossima stagione siederà ancora sul pino dei Grizzlies. Le prospettive di stupire ai playoff si fanno sempre più flebili, e la tentazione di rimettere mano al roster cedendo anche l’ultimo pezzo pregiato, Zach Randolph, si fanno insistenti. Dovessi puntare il proverbiale dollaro, tenendo presente che le precedenti mosse avevano il chiaro intento di abbassare il monte ingaggi, lo metterei sulla cessione di Z-Bo.

Nicholas Lippolis > > > Memphis è a posto così, almeno per il momento. Con la linea economica che la franchigia del Tennessee sta tenendo, non si possono fare ulteriori sforzi e le cessioni, nel giro di pochi mesi, di Mayo e Gay sembrano più che sufficienti, per non parlare di ottime pedine come Speights e Ellington. Con Prince da ala piccola e Davis dalla panchina, Hollins appare soddisfatto e anche il portafogli del proprietario Robert Pera lo è.

Nicolò Fiumi > > > Sono rimasto impressionato ma in maniera positiva dai movimenti dei Grizzlies. Ci si doveva muovere in nome del risparmio e lo si è fatto in maniera intelligente. Oggi la suqadra costa (un pò) meno, ma rimane di valore comparabile a quella precedente. Gay, in termini di talento, è certamente meglio di Prince che però è un veterano con caratteristiche ben definite che nel sistema di Memphis non è un downgrade così evidente. Inoltre dai Pistons è arrivato anche un giocatore di sicuro interesse come Austin Daye. Idem dicasi per la panchina. Speights è stato sostituito un giovane interessante come Ed Davis. E così la squadra rimane una credibile candidata ad uno dei primi quattro posti a Ovest. Il roster al momento mi sembra a posto così com’è, sono stati ricostruiti degli equilibri. Il gioco ora sarà ancora più nelle mani della coppia di lunghi Randolph-Gasol, con assaggi del buon Mike Conley. Giusto lavorare su questa struttura per questa stagione, poi, magari, in estate, pensare a cosa modificare ulteriormente.

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3 thoughts on “Fuori Campo 5 contro 5: “Trade Deadline”

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