holid464Questione di chilometri. Poco più di 600 per la precisione, la distanza che intercorre tra New Orleans ed Atlanta la città più vicina ad avere una squadra NBA nella Eastern Conference.

Sono 600 chilometri che, però, fanno tanta differenza, la differenza che passa da una stagione anonima senza playoffs ad una con partecipazione alla post season, al momento con il 6° o 7° posto.

La geografia fa brutti scherzi, ma nella Louisiana cercano di non pensarci godendosi una squadra giovane che, entro breve, è destinata ad esplodere. Sì perchè i Pelicans hanno tutte le carte in regola per raggiungerli i playoffs, magari non quest’anno, ma già dal prossimo e per di più nella conference più impegnativa, quella dell’Ovest.

La squadra di Monty Williams è piena zeppa di talento: dal back-court formato da Jrue Holiday ed Eric Gordon, alla coppia di lunghi Ryan Anderson-Anthony Davis, alle riserve di lusso come Tyreke Evans. Quello che manca è un pizzico di esperienza dato che la rosa è composta da giocatori tutti al di sotto dei 30 anni, molti dei quali ai primi anni nella NBA.

Ciò che ha inciso molto sul rendimento di NOLA e che ne ha limitato, e sta limitando, notevolmente l’andamento in regular season sono gli infortuni. Seppur giovani, i ragazzi di Monty Williams si trovano spesso alle prese con problemi fisici. Su tutti quello che ha pesato di più è la frattura al 5° metacarpo della mano sinistra di Davis che lo ha tenuto fuori dai campi per più di un mese.

Nemmeno il tempo di rientrare e a farsi male è stato Ryan Anderson, finora il miglior marcatore dei Pelicans. Anderson aveva saltato l’inizio della stagione per un problema al piede destro, era rientrato alla grande permettendo a Williams di schierare un quintetto con 5 bocche da fuoco, ma proprio la settimana scorsa si è fermato di nuovo: ernia del disco, operazione e lungo stop per il numero 33. Il tutto senza dimenticare i ben noti problemi al ginocchio di Eric Gordon e alle caviglie di Tyreke Evans che più volte hanno dato forfait nell’arco della stagione. E Jrue Holiday? Non poteva mancare nemmeno lui all’elenco degli infortunati eccellenti: frattura da stress alla tibia destra e stagione finita.

La sensazione è che per i Pelicans non sia proprio l’anno giusto. Alla luce di tutti questi infortuni il rendimento della squadra andrà notevolmente calando vedendo crescere il minutaggio di tanti giovani relegati ad un ruolo marginale in questi primi mesi di stagione: Brian Roberts, Austin Rivers e Alexis Ajinca, ultimo arrivato dal campionato francese, uno dei protagonisti dell’Europeo vinto da Parker e compagni. Senza dimenticare la difficoltà della Western Conference e della Southwest Division in particolare che annovera squadre come Spurs, Rockets e Mavs.

Le basi ci sono e anche ottime. Davis è notevolmente migliorato dalla scorsa stagione soprattutto come rendimento offensivo; Holiday è un play di sicuro affidamento così come la mano di Anderson che, finchè è stato in campo, ha tirato con percentuali clamorose da 3 punti (sopra il 40%); Evans a tratti sembra quello del primo anno a Sacramento che gli valse il premio di “Rookie Of The Year” alla pari con un certo Kevin Durant, in grado di prendersi la squadra sulle spalle nei momenti caldi della partita.

Se la squadra, come sembra sempre più probabile, finirà in lottery e avrà l’opportunità di assicurarsi una buona scelta al prossimo Draft, uno dei migliori degli ultimi anni, NOLA potrà veramente fare il salto di qualità e puntare ad una qualificazione ai playoffs. Insomma il futuro sorride ai Pelicans, il 2014 potrebbe essere l’anno della sbocciatura definitiva. Sempre infortuni permettendo.

 

Post By mattiag (4 Posts)

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One thought on “Perchè i Pelicans non spiccano il volo?

  1. L’infortunio a Davis è capitato in un pessimo momento e ha influito molto, ma è stato fuori poco, due settimane circa (non ricordo di preciso) tornando a sorpresa in campo molto prima di quanto ci si aspettava. Riguardo al draft invece hai notizie fresche? Nella trade per Holiday hanno dato via la prima scelta del 2013 (Noel) e quella del 2014 e non mi è giunta notizia di altre trade.. sarebbe davvero un’ottima notizia vista la qualità del prossimo draft.
    Comunque è proprio vero: New Orleans sfortunatissima!

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