Felix Jones ha dato un importante contributo contro i Redskins

Da quando avevano lasciato il Texas Stadium, i Cowboys non erano ancora riusciti a vincere l’home opener della stagione: dopo le due sconfitte contro Giants (2009) e Bears (2010), nel Monday Night della Week 3 sono finalmente riusciti ad uscire vittoriosi in occasione dell’esordio stagionale nel nuovissimo e avveniristico Cowboys Stadium.

Seppure non sia stata una partita esaltante, sotto il profilo dell’intensità la sfida è stata comunque capace di rinverdire quella che molti considerano la più grande rivalità nella storia del football americano. Alla fine hanno deciso i calci della matricola Dan Bailey, il kicker più giovane di tutta la NFL, che ha messo a referto tutti e 18 i punti realizzati dai Cowboys stabilendo il record di franchigia per un rookie con 6 field goal su 6 tentativi.

Gli attacchi hanno girato a intermittenza per tutta la serata: l’acciaccato Tony Romo ha chiuso con 22 su 36 per 255 yards e un intercetto, Grossman ha avuto statistiche simili (22/37, 250 yds, 1 INT) ma impreziosite da un TD pass da 1 yard per il RB Tim Hightower che aveva dato ai Redskins l’illusorio vantaggio (16-9) a quattro minuti dalla fine del 3° quarto.

Da lì in poi, però, l’attacco di Washington si è letteralmente arenato, riuscendo a tornare nel territorio di Dallas solo una volta (peraltro fermandosi a 43 yards dalla endzone): così pian piano è iniziata la rimonta dei texani, guidati dal RB Felix Jones al massimo di yard in carriera (115, ma con sole 14 corse per una media a portata di 8.2 yard).

Il gioco di Dallas ha risentito soprattutto degli incredibili errori del centro Phil Costa, che ha effettuato almeno tre snap sbagliati cogliendo il suo QB ancora intento a dare indicazioni all’attacco: per Costa alla fine 3 fumbles per i 6 totali accumulati dai texani.

Un punto interrogativo sicuramente spinoso, quello che riguarda lo spot di centro nella linea offensiva di Dallas, che dopo il taglio del Pro Bowler Andre Gurode come alternativa a Costa si ritrova a roster il solo Kevin Kowalski.

Difese sugli scudi

Ma se gli attacchi non hanno brillato, è stato sicuramente anche merito delle difese: la 3-4 impostata da Mike Shanahan a partire dalla scorsa stagione, che per il 2010 aveva accumulato statistiche orrende, tali da fare di Washington la seconda peggiore squadra della NFL per yards totali concesse, in questo inizio di stagione sembra invece girare alla grande, soprattutto per merito dei due linebackers esterni Brian Orapko e Ryan Kerrigan, il prodotto di Purdue prima scelta dei Redskins di quest’anno con la pick n° 16 del draft.

Anche la secondaria di Washington ha impressionato positivamente: lasciati spesso in situazione di single coverage, sia il CB Josh Wilson che le safeties (tra cui il rientrante LaRon Landry, autore di un’ottima partita) hanno tenuto a bada senza problemi i ricevitori avversari, forzando al field goal Dallas in tutte e cinque le situazioni in cui i Texani sono arrivati a meno di 25 yards dalla endzone.

Nelle file difensive dei Cowboys, sugli scudi i linebackers DeMarcus Ware (leader della NFL con un altro sack messo a segno) e soprattutto Sean Lee: per il secondo anno uscito da Penn State una prestazione da incorniciare, con 8 tackle, 1 intercetto e il recupero del fumble che ha chiuso la partita.

Romo miracoloso sotto pressione

Il gioco decisivo del match, senza dubbio, si è avuto nel drive che i Cowboys hanno iniziato sulle proprie 14 con soli 3:44 di football ancora da giocare. Dopo un lancio da 7 yards per il TE Jason Witten (che ha chiuso con 6 ricezioni per 60 yards totali), Romo ha trovato il WR Ogletree per 20 yards che hanno portato Dallas vicina al territorio di Washington.

A quel punto Costa ha nuovamente sbagliato lo snap, causando un fumble ricoperto da Romo per una perdita di 11 yards. In un amen i Cowboys si sono ritrovati a gestire un 3rd e 21 su cui i Redskins sono andati a mettere pressione su Romo: ma il QB dei Cowboys, uscendo dalla tasca, ha trovato miracolosamente la ricezione di Dez Bryant per 30 yards buone per il primo down, poi rinforzate di altre 15 per un face mask di De Angelo Hall che ha portato la palla in raggio da field goal per il calcio del sorpasso a 1:47 dal termine.

Nel drive finale di Washington, infine, il tentativo disperato dei Redskins si è chiuso con il sack subito da Grossman che ha portato al fumble ricoperto da Lee e alla chiusura delle ostilità.

Battaglia nella NFC East

Se incassare una sconfitta in rimonta nell’ultimo quarto può essere sempre fonte di frustrazioni, figuriamoci quando il rimpianto è acuito dall’errore dell’holder Sav Rocca che ha causato un field goal bloccato a metà della seconda frazione di gioco.

Ma anziché piangere sul latte versato, i Redskins di coach Mike Shanahan possono invece guardare al futuro con rinnovato ottimismo: la difesa inguardabile dello scorso anno è solo un ricordo lontano, quest’anno le cose girano decisamente meglio e soprattutto la NFC East, che nelle previsioni li vedeva relegati all’ultimo posto, si sta invece rivelando quanto mai equilibrata, con Dallas, Washington e New York Giants a 2W mentre gli Eagles, che avrebbero dovuto dominare la division, sono fermi a 1W e 2L e con le condizioni fisiche di Vick ancora tutte da decifrare.

Sia i Cowboys che i Redskins, insomma, che si ritroveranno di fronte per la rivincita del 20 novembre al FedEx Field, dopo aver centrato appena due vittorie complessive in postseason negli ultimi 15 anni, possono sperare di tornare a rinverdire i fasti del passato.

NOTE
Quello di ieri è stato il quindicesimo Monday Night Football tra Dallas Cowboys e Washington Redskins. Lo hanno giocato più spesso solo Oakland Raiders e Denver Broncos, con 16…

Dallas ieri ha giocato la nona partita consecutiva decisa per 3 punti o meno, record nella storia della NFL…

Solo un’altra volta una partita di NFL si era chiusa sul 9-9 nel primo tempo con 3 FG per parte, tra Buffalo Bills e Kansas City Chiefs nel 1971…

Nella week 3 appena trascorsa 12 partite sono finite con uno scarto uguale o inferiore a 7 punti, record eguagliato per la NFL.

Post By Andrea S. (29 Posts)

Amando lo sport da sempre, non poteva non lasciarsi contagiare anche dagli sport americani, finiti poi per diventare l’argomento della sua tesi di Dottorato («Eccezionale quel baseball! L’origine dell’isolazionismo americano negli sport»). Segue ogni giorno quello che succede negli sport made in USA: li guarda, li studia e ne scrive e ne racconta come può.

Connect

Commenta