Settimana vincente e convincente per Tony Romo e i suoi Cowboys

TOP 3

Aaron Rodgers

Andrebbe inserito d’ufficio quasi tutte le settimane, ma in caso di prestazioni eclatanti come quella di quest’ultima settimana la menzione è d’obbligo: i Packers travolgono 45-7 i Vikings nel Monday Night e Rodgers chiude con 23/30 con 250 yards e 4 TD, che portano il totale stagionale a 28, a fronte di soli tre intercetti subiti. Questo numero di TD, per intenderci, è pari a quelli lanciati nel 2008 e nel 2010, mentre il suo record 2009, che è di 30, è probabilmente destinato a cadere già nella prossima sfida, dove Green Bay andrà ad affrontare Tampa Bay.

Con prestazioni di questo tipo i Packers possono vantarsi di essere l’unica squadra imbattuta di tutta la NFL, ed hanno ormai la certezza della postseason: a dire la verità anche le partite ancora da affrontare non sembrano essere ostacoli insormontabili, e l’unico problema per il 16-0 potrebbe essere la trasferta a New York, contro i Giants. Allungando ancora un po’ l’orizzonte non sembra esserci, al momento, squadra NFC in grado di combattere alla pari con Green Bay e vedo per lor molto probabile, a meno di clamorose sorprese, un viaggio ad Indianapolis.

Houston Texans

Con i Texans che espugnano Tampa Bay per 37-9, dopo aver demolito Cleveland con le corse nella passata giornata, la caccia alla AFC South sembrava avere preso una piega ben precisa, con Houston che mantiene la vetta della division con gli incostanti Titans ad inseguire, mentre Jaguars e (ovviamente) Colts sono staccate e non hanno più possibilità di inserirsi. Con Tate e Foster a correre, e quest’ultimo anche a ricevere, sotto l’attenta regia di Matt Schaub, Houston sembrava in grado di poter accedere per la prima volta nella loro breve storia ai playoff.

Ma se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo ed ha centrato in pieno i texani: per la precisione proprio Schaub ha subito un’infortunio all’articolazione di Lisfranc (parte del piede tra il corpo del piede e dove partono le dita) e sembra necessaria un’operazione che equivarrebbe alla fine della stagione. L’alternativa è Matt Leinart, che sicuramente sarà starter contro i Jaguars dopo il bye della prossima settimana. Il calendario non è dei più impegnativi e quindi nonostante il backup QB in campo i Texans potrebbero arrivare alla postseason.

Tony Romo

Partita di livello eccelso del QB dei Cowboys, che dopo la piallata di Philadelphia e la prestazione faticosa contro Seattle doveva dimostrare che lui e Dallas possono ancora valere un posto nei playoff: missione compiuta, con la vittoria 44-7 sui Bills e numeri mostruosi per quanto riguarda Romo, che chiude con 23/26 con 270 yards e 3 TD, con 13 completi nei primi 13 lanci effettuati e solo 3 incompleti. Cifre molto vicine alla perfezione che inseriscono Romo di diritto tra i migliori di questa giornata.

Ottenendo questa vittoria, contemporanea alla sconfitta dei diretti rivali dei Giants nella partita contro i 49ers, i Cowboys si portano ad una sola partita da New York, distanziando sempre più Philadelphia, involuta in un modo impressionante. Anche il discorso wild card, che si può inserire se non si vadano a raggiungere i già citati Giants, sembra sorridere, con Atlanta e Detroit non proprio in forma. Ancora due sfide con NY nel prossimo futuro, oltre a cinque partite molto abbordabili: si può fare.

MENZIONE D’ONORE

Oakland Raiders

La sfida divisionale contro San Diego era un crocevia divisionale di importanza estrema per i Raiders, che se avessero perso avrebbero abbandonato probabilmente le speraze di titolo AFC West. Invece la vittoria del Thursday Night con un Carson Palmer incredibilmente in forma, ben spalleggiato da Micheal Bush (157 yards e 1 TD) e Denarius Moore (2 TD) ha portato a casa la vittoria, forse anche a causa di Chargers in serata non positiva, e preso la vetta solitaria della division. In attesa che si svegli San Diego si può mantenere intatta la speranza: che risulti decisivo lo scontro diretto in week 17?

John Skelton

Da una parte Micheal Vick, senza bisogno di presentazioni, dall’altra Skelton, QB entrato in gioco solo la scorsa settimana dopo l’infortunio a Kolb, al comando di Cardinals in difficoltà, seppur capaci di vincere contro Saint Louis. Il risultato sembrava abbastanza pronosticabile, ma grazie allo stesso Skelton, che ha chiuso con 21/40 per 315 yards, 3 TD e 2 INT e a Larry Fitzgerald, che ha ricevuto in endzone due dei suddetti passaggi Arizona ha messo in atto l’upset della settimana, anche se con questa Philadelphia sta iniziando ad essere una costante. Il record continua a piangere, ma l’onore è più salvo.

WORST 3

Mike Smith

La boiata della settimana è da ricondurre senza dubbio all’head coach dei Falcons, capace di chiamare una corsa di Turner in situazione di quarto ed uno. Il problema? Sulle proprie 29 yards. In questo modo è stato un gioco da ragazzi per i Saints muovere in totale sicurezza la palla e far calciare a Kasay il FG che ha infine dato la vittoria per 26-23. E’ stata quella di Smith una chiamata senza apparente senso, anche perchè c’è da considerare il fatto che, eventualmente riuscito il tentativo, ci sarebbero state almeno altre 40 yards da risalire  prima di giungere almeno nel raggio di field goal.

Con questa sconfitta, in più, Atlanta non può dormire sonni tranquilli: New Orleans scappa, Ryan sembra regredito e non è sui livelli a cui ci aveva recentemente abituato nonostante un parco ricevitori di livello assoluto per qualità e profondità, Turner non riesce a trovare la continuità a cui ci aveva abituato e la lotta per le wild card contro Dallas, Detroit e Chicago si sta rivelando ardita. Urge maggiore concentrazione, altrimenti quei playoff che ad inizio anno parevano cosa certa possono diventare una chimera.

Matthew Stafford

Da una parte c’è il problema del gioco, con quattro intercetti lanciati da Stafford nella partita contro i Cowboys ed un attacco che è riuscito a realizzare un TD solo nel quarto quarto, quando oramai si era ampiamente nel garbage time e la realizzazione lascia il tempo che prova. Dall’altra un nervosismo latente che si è manifestato con la reazione dello stesso Stafford che ha preso per il casco un avversario scatenando un parapiglia che poco ha a che vedere con il football: che il giocattolo Lions che tanti seguaci aveva trovato ad inizio anno stia iniziando a rompersi?

La classifica continua a sorridere alla franchigia del Michigan, che comunque sono ancora 6-3, ma queste tre sconfitte sono arrivate nelle ultime quattro partite (San Francisco, Atlanta, Chicago) ed il futuro riserva altre partite ad alto coefficiente di difficoltà (2 Green Bay, New Orleans, San Diego). Banco di prova più difficile di quanto pronosticabile potrebbe essere la partita di questa domenica contro i Panthers: il record ed il potenziale sono molti diversi ma se i Lions non riusciranno ad eliminare le scorie di questa settimana e Carolina prende il ritmo ciò che potrebbe uscirne è incerto: io l’avevo detto.

Buffalo Bills

Mi spiace tantissimo arrivare ad inserire i Bills, squadra che stimo tantissimo, in questa parte della classifica, ma purtroppo le prestazioni delle ultime settimane, ed in particolare la sconfitta a Dallas nella domenica appena trascorsa (44-7, come già detto) potrebbero far pensare che Buffalo stia tornando ad una brutta abitudine fatta di sconfitte: appena la caratura degli avversari è aumentata (le due New York ed i Cowboys) sono arrivate le L, ed anche con parecchio margine. Personalmente spero che i Bills riescano a risollevarsi ed a tornare alle prestazioni di inizio anno, dove anche i Patriots si erano dovuti inchinare.

La seconda metà dell’anno si prospetta forse più in discesa per i Bills, che affronteranno 2 volte Miami, Denver e Tennesse tra gli altri: ma ciò che probabilmente deciderà l’esito della AFC East, che rimarrà combattuta fino alla fine, saranno le sfide a New York contro i Jets ed a Boston contro i Patriots. In quelle occasioni Fitzpatrick (3 intercetti nell’ultima partita) e tutti i suoi colleghi dovranno tornare a giocare come ad inizio anno: forse c’è una speranza di rivedere Buffalo in partite che contano davvero.

DAMNATIO MEMORIAE

Carolina Panthers

Normalmente la settimana di bye serve a recupare gli acciaccati, allenarsi senza la pressione di una partita ed analizzare quello che sarà l’avversario della settimana seguente con calma, pronti a prenderne ogni necessaria controfigura. Invece i Panthers quasi neanche scendono in campo nella partita contro i Titans, perdono 30-3 facendo fare bella figura anche al cadavere di Chris Johnson e sprofondano sempre più in basso nelle classifiche. Forse non era questo che si aspettavano a Carolina e da qui alla fine solo la partita contro i Colts sempra alla portata.


 

Post By Cern (112 Posts)

Andrea Cornaglia, classe ’86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un’imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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One thought on “NFL Week 10 – Top & Worst

  1. Articolo perfetto e ebellissimo da leggere!!! Avanti così.
    Anche a me dispiace per i Bills, ma sapevo che purtroppo i veri valori alla fine nella NFL vengono sempre a galla. E se nel caso dei Niners sembra tutto oro ciò che luccica (anche per via di una difesa davvero buona!!) per i Bills i dubbisi sono concretizzati. Playoff compromessi?

    Squadre che ora attendo al varco sono Detroit e Cincinnati…spero che i secondi (la mia squadra) non sia un fuoco di paglia e che continui bene il resto della stagione…certo che vincere domenica prossima a Baltimore, dopo che questi hanno perso come dei fessi a Seattle, sarà dura.

    L’importante che il baby QB tigrato non si faccia impressionare da Lewis e compari eheheh!!!

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