Vancouver elimina Chicago dopo un supplementare in Gara 7 !

Nessuno ci credeva all’inizio ma si è arrivati alla gara 7

Chicago vuole riscrivere la storia vincendo la settima partita dopo essere stata sotto 3 a 0, solo 3 franchigie hanno compiuto un simile miracolo, Toronto contro Detroit nel 1942 quando l’ultima gara valeva la Stanley Cup, gli Islanders contro i Penguins nel 1975 e ultimi i Flyers lo scorso anno contro i Bruins.

I Canucks hanno vinto il President Trophy e mal sopporterebbero la terza eliminazione consecutiva contro i Blackhawks.

Dave Bolland è il giocatore che ha cambiato la marcia di Chicago rientrando in tempo per gara 4 dal suo infortunio tanto da produrre 2 gol e 4 assist.

I gemelli Sedin sono spariti nelle ultime tre sfide ma oggi non devono mancare un appuntamento con la storia.

Gara 7

Eccoci al bivio, per una delle due squadre la stagione finirà dopo questa partita, due immense franchigie che tanto hanno dato in questa serie, vada come vada applausi per entrambe.

Solita atmosfera magica in terra canadese, questa volta chi grida e incita sa che potrebbe essere l’ultima volta in stagione, cosi si dà tutto quello che si può.

Vancouver sogna per una notte, lo fa con Roberto Luongo tra i pali perché se deve essere eliminata succederà col padrone supremo della porta canadese (e perché Schneider con i suoi rinvii ha fatto danni quanto una pesante grandinata). Stalberg-Toews-Kane da una parte, i gemelli d’oro in coppia con Samuelsson dall’altra con Burrows che parte nella linea di Kesler e Raymond.

Questa volta si fa leva sulla regular season, i più forti cominciano schiacciando gli avversari, Ryan Kesler è indemoniato, lotta su ogni disco, attacca e non viene fermato, assist al centro, arriva Burrows, tiro e gol, subito risultato sbloccato, boato alla Rogers Arena e gol di Alexandre Burrows! 1 a 0!

La Rogers Arena è intelligente, non si esalta troppo perché troppi scherzi ha fatto questa serie, intanto il vantaggio è dei Canucks e ora spetta ai campioni dimostrarsi tali. La prima risposta è di Kane ma Luongo non si lascia impressionare, è il primo segnale che il portiere c’è e non è la copia sbiadita delle ultime gare.

Vancouver ha vinto 43 partite su 49 quando ha segnato per prima, ovvio che nessuno vuole sporcare tale statistica ma quando si cerca il raddoppio anche Crawford reagisce con onore.

Le fortune delle due squadre dipendono tanto dai portieri, Luongo passa da una media di 1.67 gol subiti nelle prime 3 gare a 6.73 dalla quarta alla sesta, statistica inversa per Crawford che passa da 3.08 a 1.54 nelle ultime tre sfide.

L’intensità di Hossa, Mister finals e Sharp non dà frutti, il primo periodo si conclude col vantaggio della squadra locale e tutto ancora in bilico.

Con la classe che c’è sul ghiaccio il colpo di scena può essere dietro l’angolo, Toews e Kane con i gemelli Sedin sono 4 dei 10 giocatori più esaltanti della Nhl, in tanto ben di Dio la fa da padrone ancora chi difende la porta e che nella seconda frazione di gioco non fa passare neanche uno spillo.

Si arriva cosi agli ultimi 20 minuti dei tempi regolamentari di questa serie, la paura di un’eliminazione ora serpeggia nei volti di Chicago, basta un niente per far esplodere l’arena, venti secondi di gioco Burrows si lancia contro Crawford e Keith lo sgambetta, è penalty shot e la possibilità di chiudere ogni discorso qualificazione.

Troppa tensione per Alex Burrows che si ritrova un disco infuocato, tiro e grandissima respinta di Corey Crawford, risultato che non cambia e morale dalla parte di Chicago.

I minuti passano e i campioni sono appesi ad un filo sottilissimo che li lega ai playoff, Luongo è in serata di grazia cosi si tenta l’impossibile per un pareggio.

Quando a 4 minuti dalla fine Keith alza il bastone sul tiro di Burrows sembra il segna che la penalità imminente sia uguale alla resa.

Nella bolgia finale con Kane ferito al sopracciglio accade l’impensabile, in inferiorità numerica ecco il colpo di reni di chi è campione, capitan Toews s’invola e cerca una disperata conclusione, nuovo tentativo di Hossa parato, rimbalzo ancora di Toews e pareggio, a 1 minuto e 56” dalla fine pareggiano i campioni, 1 a 1, incredibile!

Sembra la beffa che condanna il morale e la stagione dei Canucks, la maledizione di uscire al primo turno per i President Trophy aleggia sulla Rogers Arena quando il tempo dice che saranno i supplementari a decretare l’esito della serie.

Cosa passi nella mente di un tifoso in questo momento è la bellezza di questo sport, ora non si ha scelta, basta un attimo, un istante e incubi o sogni si possono materializzare. Con Kane lo scorso anno Chicago ha vinto la Stanley Cup all’overtime, ogni disco vicino a Luongo è un nodo alla gola, ogni respinta del goalie è sollievo e cosi accade per Crawford.

Si attende l’attimo

Cosa si scriverà nel minuto numero 5 e 22” della storia di Vancouver non si sa, non si sa se quest’attimo sarà l’attimo che tutte le generazioni Canucks ricorderanno come base per la storia, ma tant’è che Chris Campoli sotto pressione sbaglia il rinvio col disco fermato dal guantone di Burrows, Alessandrino fa pochi passi ed esplode il tiro che tutta la popolazione di fede Canucks sogna, il puck lo si rivede in rete, è la giustificazione per una gioia irrefrenabile, è il gol del 2 a 1 che sancisce la vittoria di Vancouver con eliminazione dei campioni!

Questo gol vale l’urlo di Tardelli in Italia, vale le lacrime amare di Jonathan Toews che ha classe e tanto futuro per dimenticare quest’attimo, con l’applauso per una franchigia che perde ma lo fa a testa alta, per un quasi miracolo che lascia lo stesso l’amaro in bocca.

Cosa rappresenti per i Canucks questo gol da qui alle finalissime non si sa ma chi ha ancora dubbi sul perché l’hockey Nhl è un amore folle che vale la pena vivere la risposta è questa serie, le emozioni e i colpi di scena che bastone, puck e tanto coraggio ci hanno regalato, hanno vinto i Canucks ma ha vinto soprattutto la Nhl.

Ed è solo il primo turno, ora per Vancouver avanti con i Nashville Predators, nulla è impossibile.

Post By Francesco Fiori (172 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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