Vancouver in casa torna a vincere: la serie ora è sul 3-2 !

Vancouver riabbraccia il ghiaccio di casa dopo le due orribili prestazioni di gara 3 e gara 4, Boston sfida la Rogers Arena per avere il match point sul ghiaccio dell’infernale Td Garden.

Boston @ Vancouver gara 5 (2 – 2)

La fatica di superare Tim Thomas inizia ad essere più che un incubo, i Canucks ritrovano il ghiaccio amico dopo un parziale di 12 gol subiti e solo uno segnato nelle due trasferte di Boston, ma in casa hanno sempre vinto e nessuno vuole sporcare la splendida statistica.

I Bruins orfani della classe di Nathan Horton fanno gruppo e sanno che un gran carattere può mettere in difficoltà chi, per i numeri della Regular Season, è definita migliore.

Chi si aspetta una gara decisa da un colpo di classe dei gemelli d’oro Sedin deve invece fare una statua a due persone, Maxim Lapierre e Roberto Luongo.

Il primo ha risolto la gara con l’unico gol della serata, il secondo ha parato tutto, e dopo questa nottata Vancouver è avanti 3 a 2.

I Bruins iniziano meglio dei Canucks e l’impatto col ghiaccio canadese fa involare Chris Kelly verso Luongo, i tifosi Canucks chiudono gli occhi viste le ultime nefaste serate di Bobby Lu ma quando scorgono la bellissima parata dell’estremo difensore l’arena capisce che tra i pali c’è Roberto Luongo e non il gemello distratto e in letargo.

Di fronte alla gabbia di Luongo c’è un altro superman, Tim Thomas, da solo l’estremo difensore ricorda il miracolo di Dominik Hasek con i Sabres condotti fino alle finali del 98/99, Kesler e Raymond possono prodigarsi di sfidare il goalie avversario ma è una lotta persa in partenza.

Lo show dei portieri è la parte fondamentale di questa sfida, Seidenberg usa Recchi come sponda ma Luongo dice no, Bergeron ha due ottimi motivi per arrabbiarsi, il primo perche non riesce a deviare una conclusione e il secondo è che sul rimbalzo della stessa sbatte ancora sul portiere che ha sangue italiano.

Lo scontro fisico è sempre alle porte, Boston prova a giocare sui nervi tesi di Vancouver, Raymond fa volare Marchand giusto per il gusto di sentire un boato che fa sempre bene in mancanza di gol.

Lucic ha anche il tempo di scherzare in panca puniti con i folli tifosi canadesi che continuano a gustarsi i miracoli di Luongo sugli attacchi dei Bruins imitato poi da Thomas contro Higgins e Raymond.

L’eroe della serata può diventare Tanner Glass, ha tutta la porta spalancata davanti a se con Thomas bloccato, parte il tiro…no il tiro proprio non parte con lo sciagurato Egidio Glass che manca incredibilmente il puck forse troppo emozionato regalandosi una figura non proprio da eroe.

Burrows prova anche a stampare la sua mazza sul braccio di Tim Thomas ma ha come conseguenza un placcaggio di Marchand che serve solo per far capire che tutti sono pronti alla guerra basta accendere solo la miccia.

Come per gara 1 si pensa che anche giocando per due giorni non ci saranno gol, succede però che Kevin Bieksa non riesca a trovare la porta con il disco guidato dalle divinità hockeistiche canadesi che fanno pervenire lo spiraglio giusto a Lapierre che lo vede, tira, e segnando l’1 a 0 fa esplodere la Rogers Arena. È il decisivo momento di gara 5.

Da li in poi ci sono solo ululati verso Luongo che blocca tutto e tutti e che a fine serata si regala lo shutout (secondo in queste finali) con 31 parate che, almeno a Vancouver, lo riabilitano come portiere sicuro.

Tim Thomas pregusta la vendetta in casa forte del fatto che in questi playoff ha raggiunto la cifra record di 725 parate guidando la classifica dei portieri per media gol subiti e percentuali di salvataggio.

Il disastroso power play delle due squadre non concede spettacolo in una serie che ad oggi è dominata dal fattore campo, da quel ghiaccio che, se amico, trasforma radicalmente le due franchigie facendole diventare cattivissime.

Ora il 13 giugno si ritorna a Boston, i Canucks hanno il primo glorioso match point verso la Stanley Cup, i Bruins invece vogliono ripetere gli exploit casalinghi, in ogni caso sarà battaglia.

Post By Francesco Fiori (172 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell'ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E' nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l'amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire. Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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