Le Finali di quest'anno saranno decise dal fattore campo?

Vancouver s’impone su Boston per la terza volta in casa con il minimo scarto e conduce adesso la serie finale 3-2. Un successo sul ghiaccio statunitense in gara 6 vorrebbe dire Stanley Cup.

Migliore giocatore dell’incontro il goalie canadese Luongo, capace di respingere tutti i tiri avversari, dopo aver incassato dodici reti nelle ultime due partite. Confermato sino a ora il pronostico del difensore verdeblu Bieksa, che aveva affermato che la finale si deciderà nelle gare interne.

Il fatto che i Canucks ospiteranno l’eventuale gara 7 non può che far sperare i tifosi delle “orche”, dal simbolico logo della squadra, alla caccia della prima Stanley Cup.

Dovessero conquistarla questa stagione, sarebbe una doppia festa, dal momento che è anche il quarantesimo anniversario della franchigia. Gli “orsi” del Massachusetts pagano il rendimento infruttuoso lontano dal TD Garden. Dodici reti realizzate e una subita nelle due gare interne, cinque subite e due realizzate nelle tre in trasferta.

Un copione già scritto?

E dire che l’incontro alla Rogers Arena si è aperto come si era chiusa gara 4 a Boston. I Canucks sull’acceleratore che s’infrangono sul muro di Thomas, i Bruins pronti a micidiali contropiede. Dopo appena quattro minuti Kelly colpisce il palo alla sinistra di Luongo dopo una rapida ripartenza. Il portiere statunitense è apparso in gran condizione dalle prime battute, chiudendo la strada ai tiri giunti dai tutti gli angoli e confermando di aver meritato il premio di Mvp negli ultimi due incontri. Dall’altra parte, Luongo è però voglioso di riscatto. Il numero uno di Vancouver ha dimostrato di aver smaltito la sfortunata performance di gara 4, culminata con la sostituzione con Schneider, e ha alzato un muro invalicabile su cui regolarmente si frantumavano i tentativi dei gialloneri. Il primo periodo, per la terza volta nella serie, si è concluso in tal modo a reti inviolate.

Tim “the cat” Thomas

Se i B’s sono in finale a contendere il titolo alla formazione vincente del Presidents’ Trophy, vale a dire alla migliore squadra della stagione regolare, lo devono soprattutto al loro numero 30. L’estremo difensore di Boston e della nazionale a stelle e strisce si è esaltato nel secondo periodo dimostrando di meritare pienamente la candidatura per il premio di migliore giocatore delle finali e per il Vezina Trophy, il massimo riconoscimento per un portiere della Nhl.

Thomas ha vanificato, infatti, gli attacchi dei Canucks, che nel parziale centrale hanno stretto gli ospiti nel loro terzo difensivo. Prodigioso è apparso in particolare su un rapido capovolgimento destra-sinistra sul fronte offensivo canadese, quando a Glass deve essere sembrata fatta, dovendo spingere solo spingere il disco in rete. Il 37enne goalie del Michigan ha dimostrato riflessi felini e una velocità di gambe impressionante, con i quali è riuscito a respingere i tentativi dei padroni di casa, anche quelli da pochi passi dalla rete. Luongo ha risposto bene alle sortite ospiti e così il secondo periodo è scivolato via senza colpo ferire.

La vittoria di Lapierre

I Canucks nel terzo periodo continuano a pattinare più veloce e a tirare di più mettendo a dura prova i riflessi di Thomas. La gara è stata molto più veloce e divertente, anche per il minor numero di penalità: appena otto, contro le quasi trenta del terzo incontro. A 15’ dalla fine, la svolta. Bieksa fa partire un disco dalla blue line (il limite inferiore della zona d’attacco) verso la balaustra. Sembra un tentativo errato verso la porta, invece è un ottimo assist per Maxim Lapierre. Il numero 40 verdeblu è ben appostato sulla parte sinistra della linea di porta e con una rapida conclusione elude l’intervento del portiere e deposita il disco nel sacco. Si scatena l’esultanza del pubblico di casa, anche se adesso Vancouver deve difendersi il risultato.

Dopo tre minuti Luongo è costretto a chiudere la strada a un insidioso tentativo dalla zona d’ingaggio destra di Thornton. Ehrhoff sull’altro versante impegna ancora una volta Thomas in power-play, ma il portiere Usa è reattivo e blocca il tiro. Il protagonista diventa così il portiere nato a Montreal, che a quattordici anni dal suo esordio con i New York Islanders può adesso ambire a vincere la Stanley Cup. Luongo cala la saracinesca sui tiri di Peverley, Ference e compagni, chiudendo con il suo secondo shutout della serie. Non a caso, anch’egli è in lizza per il Vezina Trophy. Così, quando i Bruins fanno uscire Thomas per poter avere un attaccante in più, i padroni di casa devono solo allontanare il disco e attendere la sirena finale, tra i canti di gioia e la pañolada del pubblico di Vancouver.

Back in Boston

I Canucks hanno vinto una battaglia, ma non ancora la serie. C’è da credere che Boston farà di tutto per impedirglielo, specialmente nell’ultima partita in Massachusetts della stagione, dove il pubblico di casa riserverà ai gialloneri la classica accoglienza calorosa. Se sarà rispettato l’andamento delle gare passate, allora tutto si deciderà alla Rogers Arena di Vancouver mercoledì prossimo.

Chissà, l’anno scorso vi erano state solo vittorie casalinghe nella serie finale tra Chicago e Philadelphia, poi i Blackhawks passarono in Pennsylvania e riportarono il titolo nella Windy City. Per saperlo basta seguire gara 6, in programma al TD Garden di Boston alle 20.00 di lunedì, le 2.00 di notte del martedì in Italia.

Post By Gabriele Farina (53 Posts)

Gabriele Farina nasce a Palermo il 18 dicembre del 1986. Appassionato di scrittura, sport e viaggi, decide di diventare giornalista e s'iscrive al corso di laurea in "Giornalismo per Uffici Stampa" nella sua città d'origine. Conclusa l'esperienza nell'ottobre 2009, con una tesi dal titolo "Solo per sport", si dirige a Roma per studiare alla Sapienza nel corso di laurea "Editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione". Nella capitale consegue la laurea nel luglio 2011 mantenendo intatta la passione per lo sport, base di partenza per l'esame finale sulle Olimpiadi di Berlino. Ha praticato nuoto, corsa e molti generi di sport di squadra, dal calcio a 5 alla pallanuoto, dalla pallamano al volley. Ultima avventura, appunto, l'hockey.

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