Mercoledì ultima battaglia fra Boston e Vancouver !

Vancouver fallisce il primo match point. Boston supera in casa i Canucks (5-2 il risultato finale) e forza gara 7 in Canada.

Al TD Garden i Bruins si confermano una macchina da gol: 17 in tre gare, quasi 6 a incontro. I B’s dovevano riscattare la sconfitta subita in British Columbia, potendo contare sul sostegno del pubblico del Massachusetts, capace di far riscaldare a dovere l’ambiente.

I giocatori di casa sono scesi sul ghiaccio sapendo che era una partita senza appello. Un successo dei verdeblu avrebbe portato il primo titolo alla formazione canadese.

Pronti, via e gli ospiti partono subito aggressivi. Un tiro dalla blue line termina sulla balaustra, sul disco si avventa Henrik Sedin, ma il capitano di Vancouver fallisce la deviazione in rete da pochi passi. Sono passati appena trenta secondi.

Orsi a valanga

I gialloneri non si scompongono e iniziano a sviluppare il proprio gioco d’attacco. I risultati non tarderanno ad arrivare: dopo cinque minuti giunge il primo centro. Brad Marchand parte dalla destra e deposita il disco sotto l’incrocio dei pali, all’altezza del guanto di Luongo, su preciso assist di Recchi. È il nono centro per il giocatore: record di sempre per la franchigia per un rookie ai playoff. Meno giovane è il 43 enne Mark Recchi, che alla fine dell’incontro farà registrare ben tre passaggi decisivi.

La rete di Marchand è l’inizio della fine per Vancouver, che terminerà il primo parziale sotto di quattro reti (realizzate nell’arco di quattro minuti). Appena 35’’ più tardi giunge il raddoppio. Peverley conquista il disco a ridosso della linea d’attacco dei Bruins. Azione al centro e pregevole assist con il rovescio della stecca per Lucic, che insacca a tu per tu con il portiere.

Due minuti più tardi Ference, in situazione di superiorità numerica, sorprende Luongo con un tiro dalla parte sinistra della blue line. Vigneault decide di correre ai ripari e sostituisce il portiere con Cory Schneider, così come già fatto in gara 4, all’ultima apparizione al TD Garden.

Il copione, nell’immediato, non sembra cambiare. Kaberle fa partire un potente tiro dalla linea blu, dalla stessa posizione in cui aveva realizzato Ference. Sul disco mette la stecca Ryder, ben appostato sulla mezzaluna del portiere. Ne viene fuori un perfetto tap in che colpisce il palo prima di terminare la sua corsa nel sacco. Al termine della gara, a ogni modo, saranno 30 le parate del goalie ospite, su 32 conclusioni nello specchio.

Thomas ipoteca il Vezina

Come forse solo in gara 3, la partita è stata decisa dai portieri. Tim Thomas ha difeso la sua porta alla grande, respingendo 36 tiri su 38. Al di là del semplice dato numerico, il portiere della nazionale statunitense è sempre apparso un baluardo, specialmente nelle situazioni di powerplay dei Canucks del secondo periodo, quando i giocatori dei Bruins sono finiti per tre volte nella panca dei puniti.

Non va dimenticato che Vancouver dispone di una linea offensiva di tutto rispetto, che ha permesso alla squadra di terminare alla squadra di terminare al primo posto assoluto in stagione regolare, con il migliore attacco per giunta: 262 reti all’attivo, una più dei Detroit Red Wings. Il numero 30 giallonero ha meritato il titolo di Mvp dell’incontro per la terza volta nella serie (sempre nelle gare casalinghe).

Dall’altra parte della pista Luongo non è stato all’altezza delle aspettative. Ha confermato di avere un andamento altalenante nella serie. Irreprensibile alla Rogers Arena, dove ha concesso soltanto 2 reti in tre incontri, vulnerabile al TD Garden, dove ne ha incassate 15 in altrettante gare.

Il portiere sembra soffrire il ghiaccio di Boston e il suo pubblico, che lo ha beccato dal momento della sua uscita alla fine della gara con i canti di scherno “Luuuu-ongooo”.

“Devo avere fiducia in me stesso, chiaro?” ha affermato al termine dell’incontro l’estremo difensore canadese, che ha aggiunto: “Metteremo quello che è successo alle spalle e ci prepareremo a quello che si appresta a essere un sogno, così come lo è giocare una gara 7 delle finali di Nhl”.

Alain Vigneault gli conferma piena fiducia: “Non ho nulla da dirgli. È un professionista. La sua preparazione è impeccabile e sarà pronto per gara 7”.

Chissà, l’ultima partita è ancora un capitolo tutto da scrivere e può succedere davvero di tutto. Certo è che al momento Thomas è il candidato più autorevole per il Vezina Trophy, riconoscimento per il miglior portiere dell’anno, e può anche ambire al titolo di migliore giocatore delle finali.

Le orche per la bandiera

Il secondo periodo scivola via tra penalità (alla fine saranno ben diciannove) e infruttuosi tentativi di Vancouver di riaprire la gara; nel terzo vi è subito una scossa. Henrik Sedin semina il panico nella difesa giallonera con una bella serpentina dalla fascia sinistra.

Il numero 33 e capitano dei Canucks sfrutta un contatto tra Thomas e Paille per insaccare con un pregevole backhand (tiro di rovescio) sotto l’incrocio dei pali. Mancano ancora diciannove minuti al termine.

Sull’onda dell’entusiasmo gli ospiti tentano di raddrizzare l’incontro, centrando in pieno un palo con Hansen su un’azione sviluppata dalla parte sinistra della balaustra e chiusa con uno one-timer, un tiro di prima intenzione. Il disco è andato talmente veloce che in tempo reale l’ala danese ha avuto l’impressione di aver realizzato. Pochi minuti dopo i B’s ristabiliscono le distanze.

Situazione di cinque contro tre per una doppia penalità di Vancouver, ben sfruttata con una manovra destra-sinistra. Il disco va da Kaberle a Recchi, che all’altezza del primo palo vede appostato dall’altra parte Krejci. Conclusione immediata e Schneider battuto per la seconda volta, nonostante il tentativo in allungo. Seconda rete in powerplay della serata per i padroni di casa.

A meno di tre minuti dal termine Lapierre fissa il risultato sul 2-5 per i suoi. Daniel Sedin dal centro ipnotizza la difesa avversaria con una bella finta e serve il numero 40 verdeblu, che batte Thomas con una potente conclusione. Il gemello di Henrik si rivela ottimista al termine: “Mi è piaciuto come abbiamo giocato”.

Gara 7, la storia nella storia

Adesso si torna a Vancouver. In British Columbia sarà scritto l’ultimo atto di una serie appassionante e dalle due facce, ricca di gol nelle gare negli Stati Uniti, meno negli incontri canadesi (ma non per questo le emozioni sono mancate).

Mai come in gara 7 le due formazioni si daranno battaglia, dal momento che la squadra vincente conquisterà la Stanley Cup. Grande l’attesa nelle due città. A partire dalla metropoli sull’Oceano Pacifico che ospiterà l’incontro. I tifosi verdeblu erano già pronti a festeggiare nelle strade per gara 6 e di certo non faranno mancare il sostegno a Sedin e compagni per la partita che vale una stagione.

Dal 1970 (anno della fondazione), i Canucks non hanno mai alzato al cielo la coppa dedicata a Lord Stanley, quel governatore del Canada (allora colonia britannica) che fece dono del trofeo nel lontano 1892. Nel 1972, invece, i gialloneri hanno messo in bacheca il titolo numero cinque della loro storia.

Chara e company, per conquistare il trofeo, devono sfatare il tabu delle finali 2011, che vede la squadra ospitante sempre vincente (sei su sei).

“Abbiamo avuto pressione tutto l’anno” ha affermato al termine dell’incontro Recchi, “adesso tutto è ridotto a una sola gara. Non c’è pressione. Andiamo a giocare. Andiamo e divertiamoci. È ciò per cui giochi e per cui hai lavorato duro per tutto l’anno. Ci divertiremo un sacco”.

Mark Recchi, 43 anni, salvo ripensamenti indosserà pattini, uniforme e stecca per l’ultima volta non solo della stagione, ma anche della sua carriera Nhl. Una vittoria con la maglia di Boston sarebbe il coronamento di un lungo percorso, iniziato nel 1988 a Pittsburgh. Con i Penguins conquistò il primo trofeo nel 1991, bissandolo nel 2005 con i Carolina Hurricanes.

In totale 638 reti e 1041 assist per l’ala destra nata a Kamloops, British Columbia, a circa 400 km a nord est di Vancouver. Adesso sono proprio i Canucks l’ostacolo tra lui (e i Bruins) e l’ultimo titolo. La dedica dei B’s è già pronta per Marc Savard (indisponibile da gennaio) e Nathan Horton (infortunatosi nella serie finale).

Appuntamento mercoledì 15 alle ore 20.00 locali, le 2.00 di notte di giovedì in Italia.

Post By Gabriele Farina (53 Posts)

Gabriele Farina nasce a Palermo il 18 dicembre del 1986. Appassionato di scrittura, sport e viaggi, decide di diventare giornalista e s'iscrive al corso di laurea in "Giornalismo per Uffici Stampa" nella sua città d'origine. Conclusa l'esperienza nell'ottobre 2009, con una tesi dal titolo "Solo per sport", si dirige a Roma per studiare alla Sapienza nel corso di laurea "Editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione". Nella capitale consegue la laurea nel luglio 2011 mantenendo intatta la passione per lo sport, base di partenza per l'esame finale sulle Olimpiadi di Berlino. Ha praticato nuoto, corsa e molti generi di sport di squadra, dal calcio a 5 alla pallanuoto, dalla pallamano al volley. Ultima avventura, appunto, l'hockey.

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One thought on “Canucks e Bruins a Gara 7!

  1. Mamma mia che ansia!!! stanotte la Gara decisiva..in casa!! Spero che Luongo possa risultare decisivo per la squadra..Mi aspetto una partita giocata alla morte..Boston avversario tostissimo..Ad est forse la miglior squadra..Pittsburgh al completo l’unica che può stare davanti….

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