bruin878Secondo miglior record di Division, tra i migliori della Lega, e soprattutto miglior difesa del torneo. Benvenuti sul ghiaccio dei Boston Bruins. Vincitori della Stanley Cup due stagioni fa, i gialloneri puntano al riscatto dopo l’eliminazione al primo turno contro Washington nella post-season dell’anno scorso.

Chara & Co. sono distanti appena una lunghezza da Montreal, la principale sorpresa a Est (che però ha disputato un maggior numero di gare) nella Northeast Division. I Canadiens dominano la Conference con i Pittsburgh Penguins di Crosby a quota 40 punti.

I Bruins sono a 39 con venticinque gare disputate, contro le ventisette e ventotto della coppia di testa. Solo i Calgary Flames hanno giocato così poche partite durante tutta la stagione, per cui l’idea di un sorpasso non è per niente un sogno proibito.

Il miglior attacco … è la difesa

Nell’immaginario, l’hockey su ghiaccio è soprattutto velocità, forza, spettacolo. “Se non hai difesa, però, gli altri segnano e poi vincono”, cantavano un tempo gli 883.

Un problema che non sembra intaccare la formazione del Massachusetts, da tempo tra quelle che concedono meno reti in stagione.

Quest’anno sono appena 54 in 25 partite, con una media di 2,16. La porta dei B’s è la meno battuta delle trenta squadre che disputano il campionato. Nel 2010/11, anno dell’ultima Stanley, le reti incassate erano state 195 in 82 incontri, con una media di 2,32.

Non è un caso che i Bruins abbiano perso (ai regolamentari) appena quattro delle partite sinora disputate. Si tratta del miglior valore a Est e il terzo nella Lega, dopo le due sconfitte di Chicago e le tre di Anaheim.

Adesso, tuttavia, non c’è più Tim Thomas a difendere la porta di Boston. Merito va dato, dunque, a Tuukka Rask e Anton Khubodin.

Il finlandese e il kazako, entrambi ventiseienni, hanno raccolto l’eredità del miglior giocatore ai playoff 2011, sino al momento con buoni risultati: diciannove gare con il 93,0% di parate per il primo (con due sconfitte), sei con il 91,0% per il secondo (due sconfitte anche per lui).

Il nuovo che segna

Al contrario della difesa, l’attacco di Boston non ha un appeal eccezionale. Nella speciale classifica delle reti a favore, i Bruins sono dodicesimi, a quota meno 27 reti dai già citati “Pinguini” di Crosby, capaci di marcare quasi quattro reti a incontro (3,68 di media, 103 reti totali).

Eppure, l’hockey dei B’s è una miscela di equilibrio e gioco di squadra che ha permesso a ben quattro giocatori di superare quota venti punti individuali.

Inoltre, il fatto che il più “anziano” di loro abbia ventisette anni mostra un’idea di rinnovamento che in Massachusetts sembra dare i suoi frutti.

Patrice Bergeron (il “vecchio”) è il leader con otto centri e sedici assist. Brad Marchand, che di anni ne ha ventiquattro, è il top scorer con dodici goal, a cui vanno aggiunti undici assistenze. David Krejci (26) è il secondo miglior passatore di squadra, con quindici assist che si aggiungono alle sei reti personali.

Occhi puntati anche su Tyler Seguin, centro canadese ventunenne che ha già messo a referto nove punti e dodici assist.

Per trovare un “quartetto” più esplosivo bisogna andare a Pittsburgh, dove Sid è in testa alla Lega con quarantasette punti. Nemmeno Chicago, la miglior formazione sino a questo momento della stagione, che pur può contare su Kane, Toews e Hossa, può vantare quattro giocatori con venti punti o più individuali.

Febbraio da sogno

I Bruins hanno esordito sconfiggendo in casa i New York Rangers per tre a uno. Nel mese di gennaio hanno ottenuto cinque vittorie e due sconfitte: la rivincita al Madison Squadre Garden (ai supplementari) e lo stop interno contro Buffalo.

Meglio è andata a febbraio, con un bilancio di otto e due. Ancora una volta, Rangers e Sabres. New York s’è imposta al TD Garden agli shootout. I Sabres hanno avuto la meglio in casa, dove  qualche sera prima avevano perso per tre a uno.

Due avversarie che i Bruins sperano forse di non incontrare ai playoff. Se i Sabres (dodici reti incassate in tre gare) sono distanti sette punti dall’ottavo posto, occupato dai Winnipeg Jets, la formazione della Grande Mela è invece distante due lunghezze dalla stessa soglia, con una gara in meno.

L’anno scorso i Washington Capitals (23 punti come i Sabres in stagione) hanno avuto la meglio della squadra del Massachusetts (in gara-7) pur partendo dalla testa di serie numero sette, per cui dalle parti di Boston non vorranno ripetere l’esperienza.

La formazione capitolina, lo scorso 5 marzo, hanno rimontato uno 0-3 di svantaggio, chiudendo 4-3 al supplementare sul ghiaccio amico.

Nel mese in corso sono arrivati anche altri due stop: la sconfitta interna (3-4) contro Montreal, immediatamente prima dello stop di Washington; la rimonta di Pittsburgh, con i Penguins che sino al sesto minuto del terzo quarto erano sotto di due punti. Kunitz e una doppietta di Sutter hanno ribaltato le reti di Chara e Seguin, dando così la vittoria ai gialloneri della Pennsylvania.

Aspettando primavera

Rimonte e scontri diretti: questi due punti su cui Claude Julien, sulla panchina di Boston dal 2007, può puntare per migliorare il rendimento di una squadra che, al momento, è già tra le migliori della Lega.

I due confronti in altrettanti giorni contro Washington e Penguins (a Pittsburgh) forniranno forse nuove indicazioni per una formazione che nel mese di marzo ha ottenuto cinque vittorie e ha ancora nove confronti prima di Pasqua.

Il 27 aprile, data dell’ultimo incontro (sempre contro i Capitals) è ancora lontano: i Bruins possono ambire al titolo di Conference, ma i giochi sono più aperti che mai.

Post By Gabriele Farina (53 Posts)

Gabriele Farina nasce a Palermo il 18 dicembre del 1986. Appassionato
di scrittura, sport e viaggi, decide di diventare giornalista e
s’iscrive al corso di laurea in “Giornalismo per Uffici Stampa” nella
sua città d’origine.
Conclusa l’esperienza nell’ottobre 2009, con una tesi dal titolo
“Solo per sport”, si dirige a Roma per studiare alla Sapienza nel corso
di laurea “Editoria multimediale e nuove professioni
dell’informazione”. Nella capitale consegue la laurea nel luglio 2011
mantenendo intatta la passione per lo sport, base di partenza per
l’esame finale sulle Olimpiadi di Berlino.
Ha praticato nuoto, corsa e molti generi di sport di squadra, dal calcio a 5 alla pallanuoto, dalla pallamano al volley. Ultima avventura, appunto, l’hockey.

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3 thoughts on “Playoff, Piano B

  1. Il roster di Boston non è poi nulla di cosi spaziale ma la coesione tra i reparti ha formato un mix prefetto che sta ottenendo molto successo, e spesso (come Los Angeles insegna) questi fattori prevalgono su altri nella lotta al titolo, soprattutto nei fangosi play-off.
    Come affezionato ai NY Rangers vorrei vedere loro con la Stanley al cielo a maggio ma non pare essere nemmeno questa l’ annata giusta visti i continui stenti, però se devo puntare su una squadra che mi stuzzica l’ idea di titolo dico proprio i Boston Bruins di Bergeron.

  2. Il Roster non sarà proprio spaziale, ma è pur sempre ottimo. Quando li vedo giocare resto sempre colpito dalla loro intensità. Aggressivi e quasi sempre con il pallino del gioco in mano e quando giocano in casa sembrano avere una marcia in più.Io invece, tifando i Vancouver Canucks mi sento leggermente rassegnato ancor prima di finire la stagione. La vedo dura arrivare ai playoff, e poi non mi danno quella sicurezza necessaria. Li vedo giocare molto bene il più delle volte e perdere per delle disattenzioni difensive al limite del ridicolo. Mentre per quanto riguarda i Rangers, pensavo che con l’acquisto di Nash ci fosse il salto di qualità tanto atteso.

  3. lo so ragazzi, ma diciamocelo…le squadre canadesi hanno budget inferiori rispetto a quelle USA…anche se poi imigliori giocatori spessso sono sempre i canadesi….Concordo con Boston ottima squadra, anche se l’altra notte contro Pittsburgh mi aspettavo di piu’

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