20130508-231109.jpgIo soffro lo stress, io soffro lo stress e faccio danni nei playoff!Marc Andre Fleury.

Cantata dal goalie dei Pens è una canzone anche orecchiabile, il problema è che la canzone è realtà. La serie è più complicata del previsto e la fine non è all’orizzonte.

Per un attimo stravolgo la mia solita scaletta che mi piace tanto, l’analisi di gara 3 e 4 è una cosa complicata, si parte dalla previsione di uno sweep a una serie in totale parità.

Premetto, non insulterò Marc Andre Fleury, è appena diventato papà e non voglio che la figlia mi odi dalla nascita

I Penguins hanno avuto una regular season con completo abbonamento in infermeria e quando hanno recuperato i giocatori hanno iniziato a far vedere zone d’ombra ovunque.

Del portiere non parlo.

Jack Capuano, pettinato da Oscar per l’orrore causa nido in testa, sa come motivare i suoi giocatori, per gran parte esordienti nei playoff, Kyle Okposo su tutti, dominante se deve picchiare Nyskanen, straripante quando fa gol e fa paura ai Pinguini.

La Paura con la P maiuscola è una brutta bestia.

Sarà un caso ma se ogni anno si ripetono le stesse scene, tranne la stagione miracolosa dove nessuno capiva nessuno, un motivo ci sarà.

Attributi?

Se il coro che si eleva nella bolgia del Nassau Coliseum è “Principessa Crosby” un motivo ci sarà, è bello fare la star in regular season, fai gol e fai segnare, sei la superstar, meriti la copertina di Sport Illustrated ma poi nei playoff inizi a sentirti un peso in più sul corpo, e spesso è dato dal fartela addosso.

Non posso pensare che Pittsburgh chiuda i giochi cosi arrendendosi alla forza numero 8 dell’est, di leader ne ha tanti, ha due ex capitani, Morrow e Iginla, che son stati dirottati in Pennsylvania per sollevare “quella” coppa, hanno un General Manager che ha fatto miracoli e un allenatore che ha appena superato le 200 vittorie, ma, se c’è un ma è che cosi non va.

Che John Tavares fosse un fenomeno lo si sapeva, una grande squadra lo intimorisce, lo limita, al massimo lo picchia, cosa che succede sempre con Sid The Kid, con l’astro John no, lui segna e fa segnare, va a tripla velocità ed esalta un’arena che i playoff non li vede da tanto ma è lo stesso ghiaccio in cui Denis Potvin sfidava chiunque e sollevava Stanley Cup, l’ambiente è il fattore in più, nella Consol Energy Center nessuno fa casino.

Gara 3 finisce ai supplementari ed è assurdo, i Penguins dormono nei primi 6 minuti e beccano i gol di Moulson e Cizikas, nomi che tutto sommato non sembrano quelli di Gretzky o Brett Hull.

Poi Pittsburgh ne fa 4 perché NY è sciagurata nel regalare power play e quando una squadra mette contemporaneamente sul ghiaccio Crosby, Malkin, Kunitz e Iginla e fa segnare Letang (anche se la deviazione decisiva è di Iggy) uno pensa che nella Nhl non ci sia storia.

Non sono i Miami Heat, ma possono essere gli Heat della Nhl.

Ma gli Heat hanno perso con i Bulls.
E i Penguins perdono con gli Islanders gara 4.

Ma come, recuperano James Neal il cecchino del campionato, recuperano Brooks Orpik e perdono 6 a 4?

Quando io penso ad un capitano gladiatore che prende in mano una squadra, forte o debole che sia, ma è disposto alla morte pur di vincere penso a Mark Messier, uno che facevi fuori con un missile ma non è detto che poi il missile potesse tornare indietro in lacrime e invece mi ritrovo col prescelto Crosby dalla mascella d’oro e Fleury.

Di Fleury non parlo.

A questo punto in tanti invocano il cambio con Vokoun ma dimenticano che Vokoun non può cambiare nulla, e sorrido se penso che Luongo a Vancouver è caduto in disgrazia, sai con l’aria dei Pens che ringiovanisce ci può scappare un pensiero.

In tutto questo i complimenti più belli vanno agli Islanders, non hanno paura di niente, sono veloci e ben messi sul ghiaccio, fanno errori concedendo power play ma solo perché tanta è la foga messa sul ghiaccio contro la squadra di proprietà di Mario Lemieux, uno che ha vinto 2 Stanley Cup consecutive.

Già, ma la terza Stanley Cup è stata negata da una gara 7 in casa dopo una regular season stellare, gli avversari dell’epoca? I New York Islanders.

Ho già detto tutto.

Prossimi appuntamenti
Islanders @ Penguins gara 5 9 maggio
Penguins @ Islanders gara 6 11 maggio
Islanders @ Penguins gara 7 12 maggio

Post By Francesco Fiori (172 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell’ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E’ nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l’amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire.
Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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One thought on “Penguins-Islanders sognando la Stanley Cup

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