Quando ancora la Playstation non era nata nelle teste degli ingegneri della Sony e Microsoft stava ancora sviluppando il DOS, io passavo un sacco di pomeriggi al bar a giocare ai videogiochi. Atari, Namco, Sega, Nintendo (l’unica forse ancora in vita) erano le droghe videoludiche dell’epoca e vedere omini a forma di pixel muoversi su monitor ovali come bocce per i pesci, era il massimo per noi sbarbati. Si inserivano le mitiche 200 lire e si giocava. Potevi essere il fenomeno del quartiere o il pivello di turno, ma alla fine, inevitabile come una legge scritta su una scheda elettronica, compariva la perfida scritta a carattere retrò in mezzo allo schermo: Game over.

Così come non ci si poteva sottrarre al game over di Mario, Donkey Kong, Bomb Jack, Green Beret, Wonder Boy e Track&Fields, anche in questo primo turno di playoff NHL è giunto, inevitabile come impone la matematica, il game over per 8 squadre.

Le analogie sono tante. Ai videogiochi potevi giocare per ore, ma alla fine perdevi. Ai playoff puoi tirare avanti fino a gara7, poi qualcuno deve salutare la compagnia. Se il gioco era appena arrivato al bar, le partite duravano una manciata di secondi. Ai playoff se non sei pronto ti scopano via in 4 gare e chi si è visto si è visto.

La differenza fondamentale è che se si ti compare la scritta game over, al bar puoi inserire altre 200 lire e giocare di nuovo, ai playoff, se ti va bene, devi aspettare un anno intero per poterci riprovare. Ovvio che nel secondo caso il livello di delusione schizza inevitabilmente alle stelle.

Ma andiamo in ordine (di uscita) e andiamo a vedere a chi è stato appeso sulla porta degli spogliatoi il classico foglio A4 con la scritta game over.

Game over Vancouver

frozen050713_960_slideLa squadra delusione di questa postseason. Vincitrice della Northwest Division (che poi in fin dei conti non è proprio un vanto) con il seed numero 3 ha pescato i pesci più cattivi in circolazione: i San Josè Sharks con il seed numero 6. Gli analisti di oltre oceano, strapagati dalle reti televisive, si sono trovati tutti d’accordo sia nel definirla una serie tosta, sia nel dare i Canucks vincenti in 5 o 6 gare. Gli analisti più competenti, quelli strapagati da Hockey Night in Cividale, hanno preferito non sbilanciarsi. Forse per scaramanzia.  O forse perchè sono talmente tanto competenti che sapendo già il finale non hanno voluto far saltare il banco ai bookmakers. Non lo sapremo mai.

Sulla serie c’è poco da dire. Jovo nei suoi 4 articoli ha detto tutto quello che si poteva dire. Posso solo riassumere il tutto in poche parole: Vancouver ha giocato male e ha meritato l’eliminazione. Ad essere sincero, Canucks a parte, credo che la stessa fine l’avrebbero fatta molte altre squadre della Western Conference. San Josè ha espresso hockey ad alti livelli con degli special team davvero micidiali. Occhio.

Game over Minnesota

Squadraccia che non ha meritato i playoff e si è visto. Arrivata ottava ad ovest con gli stessi punti di Columbus, si è qualificata ai playoff per il maggior numero di vittorie nei tempi regolamentari. Con il seed numero 8 si è trovata di fronte i numeri 1 della Western: i Chicago Blackhawks.

Con gli acquisti di Parise e Suter durante la free agency della scorsa estate, le quotazioni dei Wild per questa stagione erano schizzate alle stelle. Non tanto per il roster competitivo che si è trovato tra le mani di Mike Yeo, ma più che altro per le spese folli fatte per assicurarsi i due top-player sopra citati. Alla fine, vuoi per infortuni vari sparsi durante l’anno, vuoi per una chimica mai trovata tra le linee, Minnesota non ha reso neanche la metà di quanto sperato dalla dirigenza nonostante il buon rendimento del duo sopra citato (Suter, tra l’altro, finalista per il Norris).

Ma torniamo al primo round di questi playoff. Chicago-Minnesota è stata la serie più scontata, e i risultato non ha smentito: 4-1 Blackhawks. Possiamo giocare al gioco dei “se” con un bel “e se ci fosse stata Columbus al posto di Minnesota?”. Sinceramente, contro Sharp, Kane, Toews, Hossa e compagni ci si poteva mettere chiunque. Il finale sarebbe stato prevedibile anche per il divino Otelma.

Game over Montreal

FrozenMoment_050313_slideSecondo upset di questo primo turno. Tra Montreal (n.2 del seeding) e Ottawa (n.7) è lotta vera fin dall’inizio. L’unica cosa certa in questa serie era che sarebbe passata una canadese è così è stato. E successo di tutto: risse che non si vedevano dai tempi di Street Fighters, 236 minuti di penalità e 9 espulsi in gara 3, 4 denti persi da 3 giocatori per dischi o stecche in pieno volto, un treno di nome Eric Gryba che incontra da vicino Lars Eller, l’infortunio a Price nel momento chiave, il tremolio alle gambe del backup Budaj e l’arroganza (ovviamente punita) di Brandon Prust nel dare del Tricheco (anche se non a torto) a coach McLean, che per tutta risposta gli mima con la pinna: game over.

Game Over St.Louis

Non stiamo parlando del giocatore ovviamente. Quello a quasi 38 anni ha portato a casa l’Art Ross Trophy, tanto per dire. Stiamo parlando della squadra delusione (dopo Vancouver) di questo primo turno: i Blues. Avanti 2-0 nella serie dopo le prime due gare casalinghe, per i bookmakers e per tutti noi il passaggio del turno sembrava una formalità. Ho anche immaginato uno sweep per loro contro una Los Angeles che stava esprimendo sul ghiaccio lo stesso gioco che esprimevo io con la Playstation quando giocavo a livello All-Star con NHL 2001: imbarazzante.

Poi non si è capito bene cosa è successo. I Kings hanno continuato a giocare male, ma St.Louis è riuscita a fare peggio. Strano, ma vero. 4 sconfitte una dietro l’altra e a casa. Giusto in tempo per comprare i biglietti per il The Players di Sawgrass e vedere il duello Tiger Woods – Sergio Garcia, sicuramente più appassionante di questa serie. Serie che davo come serie più interessante del primo turno e che invece non solo ha deluso, ma si è anche visto il peggior hockey della post-season. Riassumiamo il tutto in una parola: noia. Io avrei dato il game over ad entrambe.

Game over NY Islanders

168575408_slideQui siamo di fronte alla prima sorpresa positiva di questi playoff. Il finale era scritto, d’accordo, ma  che gli Islanders potessero giocarsela fino a gara 6 nessuno se lo sarebbe aspettato. Contro i Pinguini di Crosby, Malkin, Iginla, Neal, Dupois, Morrow, Fleury era stato previsto uno sweep, invece sono sempre stati in gara. Merito di un Tavares (finalista all’Hart Trophy) e di un Fleury che ci ha messo molto del suo per farli rimanere in partita. Non è stato un caso che le ultime due W di Pittsburgh, quelle decisive, siano arrivate con Vokoun in porta. Onore al merito per questi Islanders che hanno giocato la loro ultima partita a Long Island. Dal prossimo anno si trasloca in quel di Brooklyn con nuove jersey, nuovo stadio, nuovo entusiasmo e magari nuovi risultati. Per quest’anno: game over.

Game Over Anaheim

La pessima stagione di Detroit ha fatto si che ad ovest chi avesse il seed numero 2, incontrasse proprio i Red Wings con il seed numero 7. Lo sfortunato seed numero 2 è capitato ad Anaheim, che vede così svanire al primo turno tutti i sacrifici fatti in regular season. C’era nell’aria un odore di upset e così è stato. C’è voluta gara 7 per decretare il game over dei Ducks, ma alla fine, l’esperienza dei Red Wings è venuta fuori: 4 vittorie con lo scarto minimo di un goal, un match point annullato e vittoria conquistata fuori casa. Serie di un equilibrio pazzesco che è finita con il risultato più gettonato. Anaheim saluta la compagnia a testa alta con il rammarico di non aver visto la miglior prima linea dell’anno, con il trio Getzlaf, Perry, Ryan che non ha brillato e non ha lasciato il segno. Così come Teemu Selanne, un fantasma in questa che potrebbe essere stata la sua ultima serie playoff della carriera. Forse bastava veramente poco per far girare la serie, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte.

Game Over Toronto

Toronto è una squadra perdente. Se mancava da 9 anni ai playoff un motivo c’era e si è visto in gara7 nella serie tra Bruins e Maple Leafs. Il game over per i canadesi era atteso molto prima a dire il vero. Sotto 3-1 dopo 4 partite nessuno avrebbe immaginato la reazione di Phaneuf e compagni che sono riusciti ad espugnare il ghiaccio di Boston in gara5 e a vincere la prima partita casalinga in gara6. Una rimonta da lacrimoni, da squadra simpatia, da squadra che potrebbe addirittura passare il turno. Si gioca tutto in una partita secca. L’ultima. Gara7. Toronto vince 4-1 a 10 minuti dalla fine, ma possiamo anche spingerci oltre e dire che Toronto vince 4-2 a 1 minuto e mezzo dalla sirena. Poi viene fuori la differenza tra una squadra vincente (Boston) e una squadra perdente (Toronto). I Bruins segnano 2 goal nell’arco di 29 secondi e portano la gara all’overtime, dove dopo soli 6 minuti Bergeron appende il foglio A4 sullo spogliatoio dei Maple Leafs: game over. Giusto così. 

Game Over Washington

FrozenMoment_051313_stdAltra squadra, o meglio altro giocatore, che possiamo definire perdente è Alex Ovechkin. Prima o poi una Stanley la solleverà anche lui, sarà inevitabile. Ma forse non lo farà mai con i Capitals. Dopo una regular season in cui ha fatto ricredere tutti i detrattori del suo talento tornando ad essere il capocannoniere della Lega, in post-season, come sempre, è scomparso. Tanto cuore, poca sostanza. E questo non basta quando il gioco si fa duro.

Washington sfrutta alla grande il fattore casa, ma lo fa anche NY, e dopo 6 partite la serie è ancora in parità:3-3. Grazie ad un Lundqvist strardinario per i Rangers che sopperisce alla sterilità dei suoi special team. New York ha capito solo alla fine quale è l’unica tattica possibile per battere i Capitals: non fare penalità e non far giocare il micidiale PP team capitolino. Detto fatto. Washington non segna in nessuna delle ultime due gare e perde la serie: game over. Potrei dire sarà per il prossimo anno, ma a questo punto, non ci credo più neanche io. Se Ovechkin vuol vincere qualcosa deve cambiare aria.

E siamo giunti anche noi alla fine. C’è chi ha giocato più chi meno, ma per tutte queste 8 squadre è finito il campionato 2013. Game over. Inutile riempirsi le tasche di monetine da 200 lire, per giocare di nuovo dovranno aspettare ottobre. Per tornare ai playoff dovranno fare di più, dovranno giocare bene e a lungo. Allenatevi.

 

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5 thoughts on “NHL 1st Round: Game Over

  1. Islander grande sorpresa,davvero. Montreal e Vancouver le più grandi delusioni a mio avviso. Escono a testa alta Anaheim,Washington e Toronto(nonostante l’Harakiri).

  2. Ma scusate l’ ignoranza, gli Islanders ok dal prossimo anno giocheranno a Brooklyn, ma si chiameranno ancora NY Islanders o prenderanno il nome di Brooklyn come han fatto i Nets?

  3. Chi butta via la stagione in 29 secondi ad un minuto dalla fine è un perdente. La mentalità è tutto. La fortuna è sempre dalla parte dei vincenti. E non è un caso. Questa serie non l’ha vinta Boston. L’ha persa Toronto.
    A parti invertite Boston non avrebbe fatto vedere il puck a Toronto negl’ultimi 2 minuti. Avrebbero spezzato le costole a tutti sulle balaustre, protetto e, se necessario, spazzato via il disco di continuo. Solo i polli perdono così. Dispiace. Anche io tifavo Toronto. Sarà stato quello??

  4. Sono contento che tu abbia così tante certezze. Tutte sbagliate, ma certezze. Aiutano a vivere meglio.

    La mentalità vincente di Boston è magicamente sparita dopo gara 4, è comparsa sporadicamente all’inizio di gara 7 per poi sparire per 45 minuti buoni e magicamente ricomparire a un minuto dalla fine?

    Più che mentalità sembra un lampeggiante da ambulanza. Ma visto che sono vincenti e la mentalità è tutto, vinceranno in carrozza la stanley, a Boston. Set the parade!

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