Brad Marchand, Tomas VokounL’hockey è uno sport meraviglioso, finche non si perde” – tifoso dei Penguins che abbandona lo stadio con la gara ancora in corso.

Boston @ Pittsburgh – Gara 1

Doveva essere una lezione a chi teoricamente gioca un hockey noioso basato tanto sulla fisicità, la lezione c’è stata ma ai danni dei presunti fenomeni.

Stranamente Pittsburgh scende sul ghiaccio aggressiva, anche troppo, ma Zdeno Chara, 2.06 cm di bontà non si spaventa per niente, anzi gode nel farsi vedere che dall’alto dei suoi centimetri sembra Big Show e nessuno può fisicamente impensierirlo.

I Penguins giocano sugli spunti individuali vista la collezione di talenti in rosa ma anche Tuukka Rask non s’impressiona, cosi Boston prima lascia sfogare i talenti o presunti tali e poi colpisce con David Krejci che tira, sfrutta la deviazione di Martin e vede il puck passare tra le gambe di Tomas Vokoun, brutto presagio.

Crosby gioca senza protezione sulla mascella fratturata, questo sembra intimidirlo: anche Boston non gli riserva un trattamento amico, e non lo riserva neanche Jaromir Jagr ad una tifoseria che ha visto giocate leggendarie del numero 68 ma che ora lo vede come un incubo. Vokoun salva sulla leggenda e Kunitz manca il pareggio col miracolo di Rask a pochi secondi dalla fine.

Tra gli ululati della tifoseria locale Pittsburgh s’innervosisce, Crosby provoca addirittura Rask ma poi gli si fa incontro Chara e the Next One vede tutta la sua vita passargli davanti e la smette.

Il palo nega a Kunitz il gol, cosa che invece trova ancora David Krejci quando tira e vede che il disco s’impenna e frega Vokoun, 2 a 0.

L’assedio Penguins non porta a niente, Iginla, Letang, Kunitz e Malkin sbattono sul portierone di Boston alimentando il nervosismo della Consol Energy Center.

I Bruins giocano molto tranquillamente, Horton e Lucic si ritrovano smarcati e 4 minuti dopo il 2 a 0 è Horton a segnare il gol numero 3 che chiude la gara.

Lo 0-3 è scioccante, come è assurdo il nervosismo tra i Pinguini, se Malkin scatena una rissa con Bergeron capisci che qualcosa non quadra, il russo deve segnare, alle risse deve pensare Cooke ma Cooke viene espulso per condotta stranamente violenta su McQuaid.

Crosby provoca e smette di giocare, troppa paura per chi in queste gare viene etichettato come “Lamentino” in una squadra di piagnucoloni.

Rask chiude gara 1 con 29 parate ma è Krejci a farla da padrone in tutto e per tutto, “non abbiamo gente come Crosby e Malkin, loro sono i migliori, NOI abbiamo una squadra!”

Boston @ Pittsburgh – Gara 2 (1-0)

Atroce, imbarazzante, umiliante, pessima, ecco gara 2 dei Penguins.

Appena 28 secondi e le speranze che oggi sia un grande giorno di hockey vanno a farsi benedire per il pubblico di casa, puck controllato in maniera disastrosa addirittura da Crosby, s’invola Marchand e senza problemi batte Vokoun, 1 a 0.

Pittsburgh è disorganizzata, a tratti sembra che se ne freghi di giocare questa partita quasi come fosse regular season e in palio ci siano solo 2 punti, Horton punisce ancora quando Vokoun non trattiene il tiro di Krug, 2 a 0.

David Krejci prosegue il suo personale show quando riceve da Horton e segna il 3 a 0, sono passati 16 minuti e la gara di Tomas Vokoun è già finita.

Per non far mancare nulla alla Via Crucis dei tifosi Pens entra il fantasma di Marc Andre Fleury, tutti pensano che oggi si riscatterà e scriverà una bella pagina di Nhl.

Ci credono specie dopo che Sutter s’invola e conclude alla perfezione sull’assist di Cooke, 3 a 1 e manca poco alla fine del primo periodo, il che non significa finita.

A 9 secondi dalla fine Marchand imita Sutter, tira, tutti sono con Fleury, la deve parare, il problema è che Fleury è in vacanza, resta immobile, 4 a 1 e sonori fischi alla banda di coach Bylsma.

Dupuis e Jokinen provano a dare un senso alla gara, sbattono su Rask, e se nel secondo periodo non piovono gol è perché Boston si rilassa, passano solo 27 secondi nell’ultima frazione e a disintegrare il cuore dei poveri tifosi giallobiancooro è Jaromir Jagr quando approfitta dell’errore di Cooke per servire Bergeron, 5 a 1.

Incredibilmente per chi segue le partite di Pittsburgh si nota che la pazienza del tifo è finita, si abbandona l’arena con quasi un tempo da giocare e si prosegue in un ambiente silenzioso e surreale.

Chi va via si risparmia anche il 6 a 1 firmato Boychuck a 1 minuto dalla fine, chi resta a guardare lo fa perché pensa che per quest’anno i Penguins non rivedranno il ghiaccio di casa.

Vokoun 12 tiri subiti e 3 gol presi, Fleury 17 e 3 gol subiti, in gara 3 Topo Gigio è pronto per essere convocato visto che nei playoff si scopre che i Pens non hanno sicurezze in porta, dando ragione a chi diceva che Vokoun non avrebbe tenuto alla lunga e Fleury…..vabbè lasciamo perdere.

Una disfatta simile è difficile da digerire, Jagr e Bergeron umiliano più volte la linea difensiva di Pittsburgh che a parte Letang appare poca cosa.

Crosby, Malkin, Letang, Neal, Dupuis, Kunitz e Iginla segnano 88 punti complessivi in 11 gare di post season, tutti a quota 0 contro Boston con un – 25 di valutazione.

Il gioco definito noioso da Boston è impressionante, proseguendo su questa linea non è difficile ipotizzare un clamoroso sweep.

Almeno l’orgoglio di vincerne 1, è questo che si chiede in casa Penguins anche se restano nella mente le parole della leggenda Herb Brooks (Miracle On Ice): “Le squadre All Star falliscono perché basate esclusivamente sul talento Individuale”.

A Crosby l’ardua sentenza di smentirlo.

Prossimi appuntamenti:

Pittsburgh @ Boston gara 3 5 giugno

Pittsburgh @ Boston gara 4 7 giugno

Post By Francesco Fiori (172 Posts)

Supereroe travestito di giorno da ragioniere e di notte da redattore, Francesco Fiori nasce il 30 maggio 1983 a Sassari e da subito capisce che lo sport è come una passione esagerata, allevato con pane e album Panini. Un sardo che ama il ghiaccio, impossibile, conosce la Nhl grazie ai compiti dell’ora di pranzo che rinvia a causa della dipendenza da TELEPIU2. E’ nel giugno 2008 che decide per curiosità di collaborare con Playitusa grazie ad un pezzo dedicato al grande eroe Mario Lemieux. Non solo Hockey tra le passioni di colui che è casinista, testardo e sognatore (più altri mille difetti), segnala l’amore per la bici (definita sua dolce metà) ma anche una dedizione totale a calcio (INTER), basket (DINAMO SASSARI) e qualsiasi cosa sia sotto la voce SPORT e non lo faccia dormire.
Se anche voi non dormite rintracciatemi alla mail francesco.fiori@playitusa.com giusto per 2 risate.

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