Dopo quattro apparizioni perdenti nel Rose Bowl, Oregon torna finalmente a celebrare la vittoria nel bowl più antico e prestigioso, cogliendo un’affermazione che mancava nel palmares dei Ducks da ben 95 anni e un giorno: tanto è passato, infatti, da quel 1° gennaio 1917 in cui l’ateneo di Eugene battè Pennsylvania nella terza edizione della partita della rosa.

Buona la terza
«Third time is a charm», dice una tipica espressione americana. E in effetti così è stato per coach Chip Kelly e i suoi ragazzi in elmetto futuristico: dopo la sconfitta nel Rose Bowl 2010 e nel National Championship Game dello scorso anno, al terzo BCS game consecutivo gli Oregon Ducks hanno finalmente centrato una vittoria che rende merito e giustizia ai progressi mostrati dal programma nell’ultimo triennio.

Sul terreno di Pasadena, Oregon ha dovuto faticare non poco per superare Wisconsin, uscita sconfitta dal Rose Bowl già lo scorso anno contro TCU: la sfida tra Ducks e Badgers, quasi una sorta di rivincita tra le squadre uscite sconfitte in quel di Pasadena nelle ultime due edizioni del bowl che in America chiamano The Granddaddy of Them All, ha arriso alla fine alla squadra che ha meritato di più la vittoria e che per la stagione 2012 può proporsi seriamente come una delle candidate più attrezzate per la corsa al titolo NCAA che ancora manca nella bacheca delle anatre.

Comandano gli attacchi

Visto quanto sciorinato durante tutta la stagione, era lecito attendersi una partita ad alto punteggio, in cui a mettersi in luce maggiormente fossero i rispettivi attacchi: ma se possibile, Oregon e Wisconsin hanno dato vita ad uno spettacolo che è andato al di là delle più rosee aspettative, riscrivendo tutti i record di punteggio fin qui ottenuti nella storia del Rose Bowl.

Per i Badgers, il contributo maggiore è arrivato come era ovvio da Russell Wilson e Montee Ball, forse la coppia quarterback-runningback più forte di tutta la FBS: Wilson (19/25, 296 yds) ha lanciato 2 touchdown, ma anche l’intercetto che nel drive successivo ha portato al vantaggio di Oregon (38-42 firmato da un TD pass di Thomas per Lavasier Tuinei) da cui i Ducks non si sarebbero più voltati indietro. Il RB dalla Timberland High School di Missouri, invece, ha collezionato 164 yds (su 32 portate) e un TD che gli ha permesso di eguagliare il record FBS di segnature ottenute in una stagione, affiancandosi così ad una vera e propria leggenda (Barry Sanders, 1988).

A fronte di un primo tempo da 122 yards e un touchdown, però, la ripresa ha portato solo 42 yards percorse per Ball, che ha smesso di essere un fattore nel momento decisivo della partita. Ha fatto sicuramente meglio l’attacco di Oregon, ben orchestrato da Darron Thomas (17/23, 268 yds, 3 TD, 1 INT): a impressionare, neanche a dirlo, è stato ovviamente il backfield delle anatre, che ha collezionato un touchdown con LaMichael James (25 corse per 159 yds) e soprattutto due fragorose segnature di De’Anthony Thomas (su due corse appena effettuate!) che hanno letteralmente spaccato in due la partita.

La prima cavalcata di “The Black Mamba” è arrivata sul finire del primo quarto, con Wisconsin avanti 14-7 e pochi secondi sul cronometro prima dell’inizio del secondo quarto: sulle proprie 9 yards, una squadra qualunque avrebbe atteso il cambio di campo, ma non i Ducks e il loro attacco up-tempo (che non ha bisogno dell’huddle), che hanno infatti deciso di giocare subito. Ne è uscita così una corsa da 91 yards valida per il touchdown su corsa più lungo mai realizzato al Rose Bowl, con cui Thomas ha cancellato il record precedente di Tyrone Wheatley (88 yds, 1993).

L’altra corsa è arrivata in apertura di ripresa, quando “The Black Mamba” ha portato alla prima situazione di vantaggio dei Ducks con una meta da 64 yards valida per il 28-35. Il premio di MVP offensivo della partita è andato però a Lavasier Tuinei, autore di una prestazione eccellente (8 ricezioni per 158 yards e due TD): ma l’impressione è che De’Anthony Thomas abbia inciso più di tutti per indirizzare il Rose Bowl verso l’Oregon, visto che le cifre parlano di 155 yds corse con 2 TD su appena due portate, 4 ricezioni per 34 yds e cinque ritorni da kick-off per altre 125 yards conquistate, il che porta ad un clamoroso totale di 314 yards ottenute dal solo freshman dei Ducks.

Il cartone non porta fortuna

Eppure, anche dopo il primo vantaggio ottenuto da Oregon, c’è stato un momento preciso in cui Wisconsin sembrava aver messo le mani sulla partita: è stato quando Nick Toon ha ricevuto un passaggio da 18 yards di Russell Wilson per la meta che ha riportato avanti i suoi sul punteggio di 38-35. Stavolta però Toon, figlio d’arte (suo padre Al ha giocato per lo stesso ateneo prima di arrivare in Nfl con i Jets), non è stato il solito portafortuna per i Badgers: in stagione regolare, infatti, la squadra di coach Bret Bielema aveva vinto sempre quest’anno quando era andato a segno Toon.

E sì che sul possesso seguente Wisconsin aveva persino preso le misure all’attacco dei Ducks, costringendo Darren Thomas prima al sack e poi all’intercetto. Poi però anche Wilson si è fatto intercettare, peraltro in modo piuttosto maldestro, cercando Bradie Ewing con un lancio da appena 6 yards (primo pick di tutta la stagione su lanci da meno di 10 yds per l’ex QB di North Carolina State).

Allora Oregon si è riportata avanti con il secondo TD di Tuinei, collezionando poi un altro drive importante in cui lo stesso Tuinei ha effettuato una delicatissima ricezione su un quarto e 6 giocato alla mano dai Ducks che ha portato al field goal del definitivo 38-45 con 6:50 sul cronometro del 4° quarto. Tempo per riportare in pareggio la gara, a dire il vero, per Wisconsin ci sarebbe anche stato: e in effetti i Badgers, con un drive convincente, sono riusciti quasi a riportarsi nella redzone avversaria, ma il wide receiver Jared Abbrederies, che aveva aperto le marcature della gara nel primo quarto, dopo una bella ricezione è stato costretto al fumble da Terrance Mitchell, il cornerback redshirt freshman che sulla carta sarebbe dovuto essere l’anello debole della secondaria di coach Kelly.

Inutile poi il disperato drive finale orchestrato da Wilson con pochi secondi a disposizione: pur bravo a tornare sulle 25 di Oregon, il quarterback non è riuscito nemmeno a tentare l’ultimo lancio disperato, perché lo spike con due secondi da giocare è stato troppo lento ed è avvenuto col cronometro ormai a zero. È andato in onda così un finale surreale, con le due squadre ferme ad attendere l’official review chiesto da Bielema per verificare se non ci fosse almeno una manciata di decimi per cercare il lancio del pareggio: ma lo strano epilogo non rende giustizia alla bellezza della partita, né può scalfire il valore della vittoria dei Ducks, che nel complesso hanno senza dubbio meritato la vittoria.

Al terzo tentativo nella BCS, dopo aver guidato i Ducks alla seconda stagione consecutiva da 12 W, record di ateneo mai raggiunto prima, Chip Kelly e i Ducks possono finalmente scacciare i fantasmi e godersi la vittoria nel Rose Bowl. 95 anni dopo, il Nonno torna a seguire la pista dell’Oregon.

NOTE
I 28 punti messi a referto nel primo quarto dalle due squadre, i 56 registrati a fine primo tempo e gli 83 punti finali sono tutti record assoluti per una partita di Rose Bowl… De’Anthony Thomas è il primo giocatore della storia del Rose Bowl a segnare due TD con corse da almeno 60 yards… La partita è stata giocata con 82 gradi Fahrenheit (equivalenti a circa 28°), la temperatura più calda a cui la squadra di Wisconsin abbia mai disputato un bowl… Con i 38 punti realizzati, i Badgers hanno eguagliato il record di ateneo relativo ai bowl games.

Post By Andrea S. (29 Posts)

Amando lo sport da sempre, non poteva non lasciarsi contagiare anche dagli sport americani, finiti poi per diventare l'argomento della sua tesi di Dottorato («Eccezionale quel baseball! L'origine dell'isolazionismo americano negli sport»). Segue ogni giorno quello che succede negli sport made in USA: li guarda, li studia e ne scrive e ne racconta come può.

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2 thoughts on “Il Rose Bowl va ai Ducks, per Oregon è buona la terza

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