Secondo appuntamento con un power ranking ricco di sorprese, dovute principalmente al capitombolo inatteso dei Patriots, che dopo essersi mostrati come una delle squadre, se non la squadra, da battere nello scorso weekend, si sono incredibilmente inceppati in casa contro i Cardinals, perdendo un match che sulla carta non avrebbero dovuto solo vincere, ma almeno stravincere; e il tutto accade a poche ore di distanza dalla resurrezione dei Packers, mentre sul lato opposto degli States, nella baia, qualcuno comincia a sognare.

1. San Francisco 49ers (+ 1)
Dopo la vittoria a Green Bay della passata settimana, i Niners si confermano superando un’altra franchigia della North, i Detroit Lions, battuti tra le mura amiche con un netto 27 a 19 che permette ad Alex Smith, 2 TD pass, entrambi ricevuti dal TE Vernon Davis, di avere la meglio nel confronto a distanza con Matthew Stafford, altro giovane QB tra i più apprezzati della lega; vittoria che questa volta non crea acredini nel dopogara, con Harbaugh e Schwartz che, seppur non sia chiaro se abbiano firmato la pace, quantomeno si sono accordati per una tregua.

2. Houston Texans (+ 2)
I texani ci hanno preso gusto e in tre quarti hanno liquidato la pratica Jaguars sfruttando l’accoppiata Arian Foster-Ben Tate, autori dei tre touchdowns su corsa che hanno spianato la strada a Houston, accreditandola come una delle prime candidate ai playoffs, ai quali sono vicinissimi anche per la pochezza generale che attanaglia le compagini della AFC South, alle prese, chi più chi meno, con problemi di identità e fasi di ricostruzione. Mostruosa la difesa dei Texans, che in sessanta minuti di football concede pochissimo agli avversari.

3. Atlanta Falcons (+ 2)
Che Matt Ryan fosse un ottimo quarterback lo avevamo capito da tempo, e che molte delle fortune dei Falcons dipendessero direttamente da lui ne eravamo quasi certi, ed ora, a darci ragione, sono anche i numeri, che citano 45 vittorie ottenute da quando è diventato starting QB di Atlanta ed una striscia di 233 passaggi tentati senza subire intercetti, compresi i 2 pass da touchdown completati lunedì contro i Broncos, e ricevuti, rispettivamente, dall’intramontabile Gonzo e da Roddy White. All’ottimo stato di forma del numero 2 si aggiunge una difesa che concede in campo aperto ma sa stringere i denti e chiudere gli spazi quando gli avversari arrivano in prossimità della propria endzone, altro fattore che farebbe pensare che la strada verso la postseason, per questi Falcons, pare davvero spianata.

4. Baltimore Ravens (- 1)
Perdono la prima partita stagionale in uno dei match più complicati della giornata, nei minuti finali contro una delle squadre più accreditate per giocare la post season in NFC; una sconfitta che ci sta tutta e che non incrina, per ora, l’ottima impressione fatta dai Ravens nelle prime uscite stagionali, con un Flacco in cabina di regia che sembra finalmente maturo per fare il salto di qualità ed un backfield che può contare sull’ottima lena di Ray Rice, ancora una volta faro indiscusso di questo attacco. Caldissimo anche Dennis Pitta, si attende un maggior approto da parte di Anquan Boldin, l’altro uomo che dovrebbe fare la differenza.

5. Green Bay Packers (+ 2)
Dopo un quarto a studiare l’avversario i Packers decidono di fare sul serio, e pronti via piazzano tre segnature prima dell’intervallo, sfruttando anche il trick play del punter Tim Masthay per imprimere il giusto imput al match; lo special teamer completa un passaggio per il TE Tom Crabtree, che si invola verso l’area di meta di Chicago regalando il doppio vantaggio a Green Bay, che respinge agevolmente i tentativi di rientrare in partita dei Bears e li annichilisce definitivamente ad inizio dell’ultima frazione, quando Rodgers trova il veterano per eccellenza Driver e regala la prima win stagionale ai suoi.

6. New England Patriots (- 5)
Passare dalla prima alla sesta posizione in soli sette giorni può sembrare esagerato, ma perdere con i Cardinals per i Patriots, volenti o nolenti, è equivalso a perdere con uno dei team, almeno sulla carta, tra i più sgangherati della lega; partita per giocare un match in carrozza, New England prima si è trovata ad inseguire, e poi ha dovuto arrendersi alla difesa di Arizona, che ha controllato benissimo sia Brady che Ridley, reduce da una prestazione positivissima la scorsa settimana. Nella disfatta si salvano Welker e Gronkowski, autore di un TD, con Gronko che fa di tutto per svolgere anche il lavoro dello sfortunato Hernandez, fuori dalle 4 alle 6 settimane.

7. New York Giants (+ 2)
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, e i Giants, o meglio Eli Manning, non sono da meno; il fratellino di Peyton fa il diavolo a quattro e nell’ultimo quarto decide quasi da solo il match lanciando per 243 yards e rifacendosi di una prestazione fin li avara di soddisfazioni, con 3 palloni regalati alla difesa avversaria; reparto arretrato di NY che continua a vacillare, troppi i punti concessi ai Bucs, ma che si salva grazie alle ottime prestazioni di Nicks e Cruz, che sfiorano le 200 yards su ricezione e decidono il match con 2 TD che vanno ad aggiungersi a quelli messi a segno da Martellus Bennett, Andre Brown, e ai 4 FG trasformati da Lawrence Tynes.

8. Philadelphia Eagles (+ 3)
Nel segno di Michael Vick arriva la seconda stagionale degli Eagles, che nei minuti finali riescono a superare i Ravens grazie ad una corsa del numero 7, ancora una volta protagonista nonostante qualche errore di troppo durante il match che non gli impedisce comunque di guidare, attualmente, uno dei migliori attacchi della lega, produttivo e dotato di quel killer instict necessario ad aver ragione degli avversari nei momenti clou; si confermano anche LeSean McCoy, nuovamente a segno, ed una difesa abile a rispondere colpo su colpo a quella avversaria, ottimamente guidata da Nate Allen, leading tackler con 10 placcaggi.

9. Chicago Bears (- 1)
Dopo la bella prestazione sfoderata la scorsa settimana i Bears si spengono al cospetto dei Packers, perdendo un match che potrebbe costargli tantissimo nella battaglia per la conquista della division; Cutler, decisamente convincente sette giorni fa, viene letteralmente distrutto dalla difesa avversaria, che lo pizzica in ben 4 occasioni e gli concede di colpire solo quando ormai la partita si avvia verso la conclusione, trovando il passaggio vincente per Kellen Davis che chiude, di fatto, il box score della sfida. Una caduta, tanto più con Green Bay, ci sta, ma ora servono conferme.

10. Dallas Cowboys (- 4)
Ci risiamo, comincia la stagione NFL e puntuali come un orologio svizzero tornano i Cowboys che tanto fanno penare i loro tifosi, capaci la settimana prima di conquistare vittorie importanti grazie ad una prestazione ai limiti della perfezione e di subire sconfitte inguardabili, ed in parte impronosticabili, nel weekend successivo offrendo un gioco pessimo denso di errori ed approssimazione, tanto da far credere che celebrare solo sette giorni fa un Romo ritrovato e una Dallas pronta a fare il salto di qualità definitivo fosse pura utopia. Ci sta perdere, ma farlo contro questi Seahawks lascia quel retrogusto di disfatta che poteva essere facilmente evitato. Jason Garrett questa settimana dovrà lavorare parecchio.

11. Pittsburgh Steelers (+ 2)
Che la sconfitta di week 1 fosse un passo falso lo si era abbondantemente capito, ma serviva una conferma, puntualmente arrivata questa settimana con la netta vittoria conquistata sui Jets, nella quale oltre al solito grande lavoro difensivo, avversari tenuti a 219 yards, emerge la prova di Ben Roethlisberger, che gioca ad altissimo livello concedendosi pochissime distrazioni, nessun errore, e chiudendo con un ottimo 24 su 31 per 275 yards, 2 TD e nessun intercetto; la più classica delle prestazioni a cui ci ha abituato il numero 7 per celebrare un ritorno in grande stile degli Steelers, pronti ancora a dare battaglia.

12. Denver Broncos (- 2)
Davanti ad un ragazzo che ha davvero tutto per essere considerato un suo erede Peyton si inceppa e non riesce a replicare l’ottima prestazione dell’esordio in maglia Broncos, producendosi in 3 intercetti evitabili che influiscono parecchio sulla sconfitta finale rimediata da Denver, in una partita che, anche se ci troviamo solo alla seconda settimana di regular season, significava già parecchio. Risultato negativo che magari non inciderà profondamente sul futuro della franchigia del Colorado, ma che comunque la ridimensiona parecchio, soprattutto perché per tre quarti si è vista solo una squadra in campo, prima che McGahee approfittasse dell’ammorbidimento della difesa avversaria per segnare i 2 TD su corsa che hanno rimesso in bilico il risultato regalando quel pizzico di suspence finale. Suspence, tra l’altro, agevolmente azzerato dai Falcons.

13. Detroit Lions (- 1)
Si fanno colpevolmente distaccare nel quarto finale e a Stafford non riesce l’ennesima rimonta “scongiura-sconfitte” della carriera, tant’è che riesce a bucare l’endzone avversaria solo quando ormai è troppo tardi, con un TD pass confezionato per Brandon Pettigrew, in una serata in cui i TE l’hanno fatta da padroni, a soli 01:29 dalla fine, con i titoli di coda del match e il classico “The End” ormai alle porte. In un clima da cinema sarebbe servito un leone ruggente, invece i Niners se ne sono trovati davanti uno sornione, e dire che Hollywood, per le distanze americane, è ad un tiro di schioppo dalla baia.

14. San Diego Chargers (+ 2)
Altra vittoria per i Chargers che sfruttano il pesante momento no dei Titans per superarli senza alcun patema con un secco 38-10 che la dice lunga sul divario attuale tra le due squadre e conferma il killer instinct di cui si sono dotati i californiani, ancora una volta abilissimi a sfruttare le battute a vuoto degli avversari per colpirli, prima, e mettere al sicuro il risultato, poi; protagonisti indiscussi del match di San Diego il TE Dante Rosario, che sostituisce Gates in tutto e per tutto diventando il punto di riferimento per Philip Rivers, che lo imbecca 4 volte mandandolo per 3 di queste in endzone, e il RB Jackie Battle, che in assenza di Mathews, corre per 69 yards e 2 touchdowns, chiudendo il conto con Tennessee.

15. New York Jets (- 1)
Squadra che sembra una brutta copia di quella vista la settimana scorsa contro i Bills, si dimostra inconcludente, come spesso è accaduto negl’ultimi anni, e mai veramente in partita, condizionata da una offense che non riesce a trovare ritmo e, di rimando, a fare breccia nelle maglie difensive avversarie, in una partita nella quale, obiettivamente, si è giocato più in difesa che in attacco; involuto Sanchez rispetto alla passata week, solo 129 yds e 1 TD, nei Jets continua misteriosamente a latitare il gioco di corsa, uno dei punti di forza dei biancoverdi newyorkesi da diverse stagioni.

16. Washington Redskins (- 1)
Ancora una volta emerge il talento di Robert Griffin III, che questa volta però non riesce da solo a coprire tutti i needs dei Redskins guidandoli verso la seconda vittoria stagionale, ed è costretto ad arrendersi proprio nell’ultimo quarto ai Rams nonostante un’altra ottima prova personale nella quale totalizza 288 yards di total offense e 3 touchdowns; con lui alle spalle del centro, Washington pare decisamente più concreta, ma per l’ulteriore salto di qualità serve probabilmente ancora qualche step, e un difesa capace di tenere maggiormente. Difesa, tra l’altro, che preoccupa non poco, visto l’infortunio subito da Carriker, uno degli uomini di punta del reparto, che lo costringerà a saltare il resto della stagione.

17. Cincinnati Bengals (+ 3)
17 punti per tempo e i Bengals archiviano, non senza qualche patema, lo storico derby con Cleveland assicurandosi la prima vittoria stagionale, arrivata, manco a dirlo, grazie ad una prestazione superlativa di Andy Dalton, che con il solito TD pass per A.J. Green e due sbracciate notevoli per Brandon Tate, 44 yds, e Andrew Hawkins, 50 yards, spiana la strada a Cincinnati, che apre alla grande con un punt return del redivivo Adam “Pacman” Jones, tornato a nuova vita nella squadra che, fino ad un paio di stagioni fa, era quella dei “cattivi” per eccellenza. Da brivido l’ultimo quarto, con una rimonta beffarda scongiurata grazie ad un calcio dalle 37 di Mike Nugent.

18. New Orleans Saints (- 1)
Altro passo falso per i Saints, che perdono la sfida divisionale con i Panthers nonostante il tentativo di recupero in extremis orchestrato da Drew Brees, che non riuscendo a bucare come vorrebbe l’endzone avversaria con il gioco di passaggi, decide di incaricarsi lui stesso dell’ultimo sussulto di una comeback studiata forse con troppo ritardo; ai punti, yds conquistate, New Orleans vince la sfida, ma il campo dice ben altro, e per ora, quel rettangolo verde, continua a dar torto alla franchigia della Louisiana, ancora in attesa di centrare il primo successo stagionale.

19. Tampa Bay Buccaneers (- 1)
Giocano una discreta partita i Buccaneers, che si arrendano solo nel finale alla rimonta di Manning e compagni dopo una prestazione in cui appaiono lampanti gli alti e bassi della franchigia della Florida, che sia in attacco che in difesa è capace di alternare grandissime giocate ad errori marchiani in grado di incidere pesantemente sull’esito del match; Freeman, quasi come volesse emulare il collega Giants, divide equamente TD e intercetti, 2, Martin si toglie lo sfizio di realizzare la prima segnatura da professionista, Wright mette a segno l’intercetto e il big play che per un attimo pare dare un indirizzo preciso alla sfida, prima che lui stesso, con tutta la difesa, decida di regalarla inspiegabilmente agli avversari concedendo ben 260 yards nell’ultimo quarto.

20. Kansas City Chiefs (- 1)
Il valore della squadra del Missouri rimane piuttosto alto, ma per ora il campo ci ha detto esattamente il contrario, soprattutto dopo la ripassata, sonora, presa dai Bills, che rischiavano di rifilare un cappotto mica da ridere ai Chiefs dopo i primi tre quarti nei quali Cassell e compagni sono stati praticamente assenti dal match; per fortuna loro una Buffalo appagata nel finale e il riallacciamento della connessione tra il QB e Dwayne Bowe, autori di 2 TD in coppia, gli han permesso di limitare i danni nel garbage time di una partita durante la quale, ancora una volta, sono apparsi evidenti i limiti difensivi di un team che si fa infilare dagli avversari con troppa facilità.

21. Arizona Cardinals (+ 4)
Per ora l’upset dell’anno lo hanno messo a segno loro, andando a vincere inaspettatamente sul campo dei Patriots, ex padroni del ranking che si sono incredibilmente piegati all’ottima prestazione sfoderata dai Cardinals, che tengono botta con un grandissimo lavoro difensivo e sfruttano le difficoltà avversarie, dovute anche all’infortunio occorso a Hernandez, per colpirli al momento opportuno. Non convince del tutto Kevin Kolb, tornato starter, che non entusiasma di certo ma dimostra di essere ottimo nel ruolo di talismano portafortuna; la scorsa settimana entra e guida alla vittoria i suoi, questa parte titolare e Arizona ottiene la il risultato meno scontato del weekend.

22. Buffalo Bills (+ 1)
Spiace, tantissimo, per l’infortunio che ha messo fuori dai giochi Fred Jackson, ma senza di questo probabilmente non avremmo mai potuto ammirare le qualità di C.J. Spiller in NFL visto che, di fatto, il talento di Clemson è esploso solo dopo l’uscita di scena del compagno di backfield; autore di una grandissima prestazione in week 1, il runner si è riconfermato questa settimana, correndo per 123 yds e 2 TD, nonché firmando l’uno-due devastante che ha messo a tappeto Kansas City ad inizio partita, prima che Ryan Fitzpatrick, in collaborazione con Scott Chandler e Stevie Johnson, mettesse la parola FINE sul match.

23. Carolina Panthers (+ 1)
Torna Stewart e le corse di Carolina tornano ad incidere e anche senza mettere insieme numeri strabilianti contribuiscono non poco a mettere nei guai la difesa dei rivali Saints, costretta a soccombere sotto i colpi di DeAngelo Williams, Mike Tolbert, e del solito Cam Newton, ancora una volta splendido protagonista di un match che ne esalta la classe e la costanza di rendimento; atteso alla prova del nove giovedì notte contro i quotatissimi Giants, l’ex fenomeno di Auburn si consola con un’altra accoppiata di TD su corsa e passaggio, per un totale di 324 yards di total offense. Decisivo anche Godfrey, che con il suo intercetto, riportato in TD, iniziale spiana la strada ai Panthers.

24. St. Louis Rams (+ 2)
Si rifanno prontamente della sconfitta rimediata sette giorni prima battendo la squadra rivelazione della prima settimana grazie ad una prestazione finalmente convincente di Sam Bradford, che per un attimo accantona i fantasmi che lo hanno attanagliato nell’ultimo periodo e colpisce come sa fare lui, sfruttando le mani di Danny Amendola, Brandon Gibson e, per ultimo, Matthew Mulligan, risultato decisivo ai fini del risultato finale; buonissima anche la prova della difesa, che regge l’impatto Griffin grazie al solito Laurianitis, ormai uno dei migliori LB della lega.

25. Minnesota Vikings (- 4)
I Vikings ci provano di nuovo, cercando una rimonta che, dopo il finale thrilling della scorsa settimana, rischiava di diventare un marchio di fabbrica per la franchigia guidata da Leslie Frazier, che rispetto a sette giorni prima fatica parecchio a regalare spazi importanti ad Adrian Peterson; senza i break out play del proprio runningback Minnesota non riesce ad entrare in partita nei primi tre quarti, e quando vi riesce, o forse decide di farlo, è ormai troppo tardi, e i 2 TD pass confezionati da un Ponder che si riscatta verso fine match, completati per Burton e Rudolph, vengono vanificati dal field goal finale di Vinatieri.

26. Seattle Seahawks (+ 3)
Wilson qui, Wilson la, e intanto il ragazzo da Wisconsin smentisce tutti i suoi detrattori regalando la prima vittoria stagionale ai Seahawks, tra l’altro inaspettata, con una prestazione che ricorda un ragazzo che da queste parti si ricordano ancora benissimo, un certo Tarvaris Jackson; inutile dire che dopo una vita passata ad allenare canonici pocket passer, Carroll sembra essersi completamente invaghito degli scrambler, o comunque di quei QB capaci di far mulinare le gambe. Caratteristica che è nelle corde del nuovo starter di Seattle, protagonista con un ormai completamente ritrovato Marshawn Lynch nelll’affermazione, totale, ottenuta su dei Cowboys irriconoscibili e, in parte, giustamente ridimensionati.

27. Tennessee Titans (- 5)
Locker le prova tutte e ci mette un impegno smisurato per cercare di rimettere in sesto degli sgangherati Titans, incapaci di una qualsiasi, anche timida, reazione, e costantemente messi sotto da dei Chargers abili a concedergli davvero pochissimo; la difesa con Michael Griffin, 18 tackles totali, Whiterspoon, Brown e Ayers cerca di limitare i danni per quanto più tempo possibile ma a latitare ancora misteriosamente è l’attacco, dove continua a mancare l’apporto di Chris Johnson, ormai sempre più irriconoscibile e diventato quasi un peso per Tennessee. Lui però sulla copertina di Madden non c’è ancora finito.

28. Indianapolis Colts (+ 3)
Luck sfodera una buonissima prestazione e riscatta il suo esordio amaro della passata week guidando i Colts alla prima vittoria stagionale, ottenuta al termine di un match tiratissimo contro Minnesota che Indianapolis riesce a vincere all’interno del RCA Dome solo nei secondi finali, grazie ad un field goal da 53 yds realizzato da Adam Vinatieri; prima di lui, ad incidere sulla partita era stato un altro veterano, Reggie Wayne, a segno su TD pass da 30 yards, il secondo di giornata firmato dalla ex stella di Stanford, che prima aveva trovato in endzone il rookie TE Dwayne Allen.

29. Miami Dolphins (+ 3)
La scorsa settimana Tannehill è stato messo in croce per gli errori che sono costati una buona fetta del match a Miami, in questa però si è rifatto contribuendo attivamente alla prima vittoria stagionale della sua squadra con il touchdown personale su corsa che ha aperto le danze e il TD pass per Fasano che ha regalato il doppio vantaggio ai Dolphins; nel mezzo altra grande prestazione di Reggie Bush, che da quando è sbarcato in Florida sembra aver riallacciato i contatti con il se stesso che aveva fatto sfracelli a Southern California.

30. Oakland Raiders (- 3)
Continuano a non ingranare i Raiders, con Palmer che dopo aver dato segni di ripresa la scorsa settimana ha mostrato parecchi problemi a completare, appena il 50 percento dei passaggi tentati sono stati ricevuti, sia a causa di una precisione che non è più quella di una vota, sia per la pochezza dei suoi WR, che non offrono alcuna garanzia al gioco aereo dell’ex Bengals; per un po’ riescono a tenerli in partita un big play di Mike Goodson e i potenti calci di Sebastian Janikowski, ma al rientro in campo nel secondo tempo i Dolphins cambiano marcia e Oakland non ha le forze per resistergli.

31. Jacksonville Jaguars (- 3)
Appena 117 yards di total offense sono una cosa mai vista nel football moderno, conseguenza di una squadra che va in campo con pochissime idee e fa di tutto, inoltre, per non sfruttarle, finendo, come al solito, ad appoggiarsi sulle spalle dell’unica star offensiva, Maurice Jones-Drew, che realizza il solo TD di Jacksonville, e su una difesa che, nonostante le 411 yds concesse, salva ancora la faccia. E’ cambiata la guida, ma non il trend, serve un miglioramento generale immediato.

32. Cleveland Browns (- 2)
Occupano l’ultimo posto del ranking ma forse, almeno per quanto visto nel derby dell’Ohio, sono meno peggio di quanto sembri, anche perché la strada intrapresa, almeno all’apparenza, pare essere proprio quella giusta, come dimostrano i primi sussulti dei ragazzi scelti per rilanciare le sorti di una delle franchigie storiche; Brandon Weeden e Trent Richardson hanno infatti festeggiato il loro esordio professionistico con una settimana di ritardo, scrivendo i loro nomi nel box score di una partita che per un soffio, alla fine, hanno davvero rischiato di vincere. Se continuano così, c’è da giurarci, a Cleveland vedranno presto quell’agognata luce in fondo al tunnel.

Post By Andrea Cresta (349 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni ’80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l’onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell’inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan…

Website: → FootballNation.it

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2 thoughts on “NFL Power Ranking Week 2

  1. Che bello il PR con i caschetti…così facendo mi fai essere d’accordo su tutto ;-)
    I Saints dietro i miei amati tigrotti mi strappa un sorriso. Certissimo che non durerà troppo eheheh!!

  2. premetto che l’unica partita che ho visto è quella dei SF49…e ci sta la prima posizione…ma che i Patriots dal primo posto passino al 6..e superati da Atlanta-Houston..mi vien da ridere..
    esaltati troppo settimana scorsa..denigrati questa..anche perchè se entrava il fieldgol..non staremo qui a parlarne!!
    comunque menzione d’onore ai SF49..mi piaciono molto di più dell’anno scorso..e Smith sta giocando bene..
    non sono un loro tifoso..ma sicuramente per il SB bisogna passare da qui!!!

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