Sarà l’anno dei Falcons?
I Saints torneranno ad essere la versione vista nella gestione di Sean Peyton prima del suo anno di sospensione?
Riusciranno i Buccaneers ad assemblare il talento dei suoi giovani per riassaporare il sapore della post season?
Carolina manterrà le attese giocando finalmente una stagione competitiva almeno fino a Gennaio?

La Nfc South parte con codeste domande alla luce dell’inizio di una nuova stagione che sicuramente avrà parecchio da raccontarci per il presente e specialmente per il futuro in quanto almeno tre formazioni hanno dei beni nodi da sciogliere.

Solo gli attuali campioni di Atlanta sembrano essere con la testa già a Gennaio, mentre sarà interessante valutare lo sviluppo delle tre rivali arrivate appollaiate l’anno scorso con lo stesso record seppure abbiano le carte per cercare di sconvolgere gli equilibri.

Matt Ryan

Matt Ryan

Atlanta Falcons

I Falcons ormai ci hanno abituato a delle regualar season da invincibili salvo poi cadere non appena entrati nel mese decisivo; eppure nell’ultimo Gennaio è arrivata la prima vittoria in post season del progetto iniziato dall’head coach Mike Smith nel 2008 quando prese le redini della squadra sprofondata nell’ombra del caso Michael Vick.

Approdati ai play off con un record convincente di 13-3, al Divisional Round hanno battuto la sorpresa Seattle all’ultimo minuto grazie a un field goal del kicker Bryant, ma poi sono stati sbattuti fuori dai 49ers dove si ha pagato caro il secondo tempo nel quale la squadra non è più riuscita a marcare punti subendo la rimonta dei Niners.

L’off season apparentemente ha portato i giocatori ideali per puntare decisamente al Super Bowl, ormai non più una scusa in quanto da troppo tempo la squadra ha sempre illuso tifosi e società stabilendo numeri da capogiro salvo sciogliersi nel momento chiave. Tuttavia solo a Febbraio potremmo dire se l’obiettivo sarà stato raggiunto dato che Atlanta troppo spesso è partita con i favori dei pronostici finendo per tradirli pure propri demeriti.

Quando Smith prese in mano la squadra decise di affidare la squadra a un ragazzo senior di Boston College chiamato Matt Ryan, prelevato con la terza assoluta e divenuto il giocatore franchigia sul quale la dirigenza ha costruito. Ryan sta entrando nella sua sesta esperienza da professionista dopo aver convinto nei suoi primi cinque anni: il 2012 ha confermato le sue doti di puro quarterback pocket concludendo l’anno con 4,719 yards, 32 passaggi vincenti a fronte di 14 intercetti dimostrando di essere sempre più leader della squadra beneficiando di un reparto di recivitori unico in tutto la Lega.

Cresciuto continuamente in tutti gli aspetti del gioco, ora è atteso alla consacrazione definitiva anche a livello mentale dopo aver firmato un contratto da oltre cento milioni in off season. Per dimostrarlo Ryan dovrà guidare i suoi al Grande Ballo entrando di diritto nei libri di storia della franchigia e non solo.

L’anno scorso l’attacco ha forse pagato la presenza di un back field inferiore alla richiesta dell’offensive coordinator Dirk Koetter, l’arrivo del veterano Steven Jackson pare sembrare la soluzione al problema perché l’ex Rams esce da un progetto in cui era l’unica certezza offensiva mentre ora potrà essere il pezzo complementare del puzzle per una stagione da ricordare.

Alla soglia di trent’anni rimane un corridore potente, dotato di letture efficaci seppure l’intenso impiego a St.Louis potrebbe avergli accorciato la carriera di qualche anno e finchè rimarrà sano sarà il complemento ideale per l’attacco; invece al suo posto entrerà nelle situazioni di terzo down il terzo anno Jacquizz Rodgers, corridore più elettrizzante e duttile in fase di ricezione come confermano le 706 yards complessive guadagnate l’anno scorso.

Il motivo per cui la squadra è risultata essere l’ottava per produzione offensiva è la presenza a roster di una coppia di wide receiver da grido e di un tight end futuro Hall of Fame rimasto ancora sul campo a 37 anni suonati. Tony Gonzalez aspetta solo di alzare il Vince Lombardy Trophy prima di appendere il paraspalle al muro e pure quest’anno rimarrà una garanzia avendo già sorpreso l’anno scorso quando ha raccolto ben 93 passaggi per 930 yards e concretizzato otto segnature oltre che ad essere un bloccatore molto utile.

A seminare il panico nelle retroguardie difensive ci penseranno ancora Roddy White e Julio Jones: White è divenuto un receiver di possesso molto producete con 92 prese, 1,351 yards più 7 touchdown e spesso soggetto a raddoppi sanguinosi che il compagno Jones, terzo anno da Alabama,  proverà a sfruttare al meglio come l’anno scorso dove ha messo a segno 1,198 yards e ben 10 marcature.

Lo slot receiver vede la presenza di un ottimo interprete come Harry Douglas,  utile a sfruttare gli spazi vuoti, mentre il fullback Bradie Ewing proverà a non deludere le aspettative dopo un anno passato a guardare le partite da bordo campo.

A chiudere il cerchio offensivo ci pensa la linea offensiva tutta interamente costruita dal draft e che quest’anno potrebbe migliorare i 28 sacks subiti con l’innesto di alcuni elementi stati spesso in panchina ed ora pronti a scendere in campo. Il lato sinistro della linea composto dal tackle Sam Baker e dalla guardia Justin Blalock non è tra i più brillanti della Nfl seppure svolga annualmente il suo compito con buoni risultati; la novità saranno il centro Peter Konz, uscito da Wisconsin l’anno scorso, e il tackle destro Lamar Holmes, terzo giro del draft 2012, entrambi portano un passato collegiale di tutto rispetto che dovranno confermare anche a livello superiore in quanto la dirigenza ha puntato seriamente su di loro. Chiude il quadro la guardia di destra Garrett Reynols tornato dopo un’operazione al posteriore che lo messo out l’anno scorso.

William Moore

William Moore

A differenza della costante produzione offensiva, la difesa allenata da Mike Nolan è andata pian piano calando terminando con una media di 365.6 yards subite a partita, troppe anche perché poi la macchina da turnovers vista in stagione non è riuscita più a contenere il ritorno dei Niners segnando l’eliminazione.

La squadra ripropone lo stesso organico visto in campo l’anno scorso solo che a posto del veterano John Abraham è arrivato l’esperto end Osi Umenyiora, già due volte campione del mondo con i Giants arrivato per trasmettere la sua esperienza vincente. La dirigenza ha poi optato per non trattenere il cornerback Brent Grimes, possibile stella scomparsa nella voragine dei problemi fisici.

La linea difensiva accanto ad Osi proporrà l’end ibrido Kroy Biermann più i tackle Jonathan Babineaux, Corey Peters e Peria Jerry i quali non hanno offerto un contributo determinante classificandosi tra gli ultimi sia contro le corse sia nella pass rush, aspetti che andranno fortemente migliorati se si vuole competere anche contro i migliori attacchi della Nfc.

Il nack seven vede la presenza di due playmaker spesso capaci di fare la giocata ideale per spezzare gli equilibri della partita però ci sarà bisogno di maggiore continuità da parte di entrambi i reparti. I linebacker avranno sul lato debole Sean Weatherspoon, guida del reparto molto atletico con una base ben sviluppata in tutti gli aspetti del gioco, da affiancare allo strong side Stephen Nicholas, pure egli giocatore che predilige placcare però che sa farsi valere anche nei drop in copertura. Al centro sarà posizionato Akeem Dent, terzo giro del draft 2011, il quale dovrà iniziare da titolare dopo un anno passato tra gli special team ma è facile immaginare che spesso Nolan scelga la difesa con il nickel CB sfruttando le abilità in copertura di Biermann.

Proprio la necessità di trovare profondità nelle secondarie ha portato il GM Thomas Dimitroff a scegliere due cornerback tra primo e secondo giro nello scorso draft: Desmond Trufant è un talento frizzante con parecchio potenziale da concretizzare per poi contenere qualsiasi razza di receiver in futuro, Robert Alford viene da un college di fascia inferiore e gli scout spesso gli hanno attribuito grandi doti, riuscirà a portarle al piano di sopra o diventerà un autentico bust?

Gli allenatori sperano seriamente nella prima ipotesi dato che il primo cornerback Asante Samuel sta diventando spesso discontinuo in copertura oltre che essere un placcatore disastroso, se non altro pure l’anno scorso ha dato il suo contributo intercettando 5 palloni segnando pure un touchdown. La vera forza sta nella strong safety William Moore, un playmaker coi fiocchi il quale dovrà stare lontano dai problemi fisici per alzare le già ottime statistiche fatte da 72 placcaggi e 4 intercetti; accanto a lui Thomas DeCoud è nel pieno della sua attività agonistica dove offre fisicità ed esperienza le quali gli hanno fruttato 76 placcaggi,6 intercetti e una diligente copertura che ha salvato la squadra da big play.

A calciare i field goal torna il glaciale Matt Bryant, l’anno scorso a segno in 33 occasioni su 38 dimostrando una freddezza nei calci decisivi per le sorti della partita mentre Matt Bosher  rimane il punter dopo un’annata da 47.5 di media e con 22 calci all’interno delle 20 yards avversarie. I calci verranno tornati dal guizzante Rodgers con l’assistenza del cornerback Dominique Franks.

I Falcons sono una squadra da titolo su questo non c’è discussione, solo che per farlo fino in fondo dovranno migliorare in difesa ripercorrendo le prestazioni di inizio stagione cercando di alzare il livello di una pass rush troppo sterile nel portare pressione al quarterback. Se aggiustano questi due punti avranno solo se stessi da temere in quanto da squadra abbastanza esperta spesso sono capitati in vuoti mentali preoccupanti che ha portato o ad una sconfitta oppure a una rimonta sul filo di lana.

La schedule è abbastanza impegnativa con l’esordio a New Orleans, match fondamentale per capire le sorti della Division, ma con un Ryan ancora più motivato, un reparto receiver fenomenali e un tigh end assetato di vittoria la squadra è pronta per arrivare sino a New York.

Drew Brees

Drew Brees

New Orleans Saints

Riparte il cammino dei Saints, rinvigoriti dal ritorno dall’head coach Sean Peyton sulla sideline dopo l’anno di squalifica dovuto al programma che comportava dei premi ai giocatori che riuscivano ad infortunare un avversario.

Anche se è tornato l’entusiasmo, Peyton si trova a gestire una squadra ben diversa da quella che aveva lasciato in quanto la difesa vista nel 2012 è stata la peggiore di tutta la Lega e l’attacco ha bisogno di trovare un’alternativa valida al passing game, troppo monopolizzatore del gioco offensivo e probabilmente troppo intuitivo anche se Drew Brees è sempre riuscito a trovare una varietà di opzioni davvero interessante.

L’obiettivo sono i play off, probabilmente entrando dalla porta di servizio, seppure arrivarci con la difesa vista in campo in preseason appare un compito magari troppo arduo pure per un attacco che l’anno scorso è stato il più producete di tutta la Nfl.

La guida dell’attacco e capitano a lungo termine della squadra della città del jazz sarà ancora il quarterback Drew Brees, qb pocket esemplare alla tredicesima esperienza professionistica reduce da un’annata da 43 touchdown a confronto di 17 intercetti e ben 5,177 yards. Davvero le parole per descriverlo sono poche perché basta guardarlo per capire quanto Brees sia uno dei migliori della Lega nel suo ruolo e fino a quando si manterrà sano ci sarà sempre un motivo per temere i Saints.

In caso di infortunio, tra l’altro mai accaduto da tre anni a questa parte, il suo posto verrà preso da Luke McCown, discreto back up anche se i tifosi non vogliono neppure porsi il problema. L’attacco del coordinator Pete Carmichael Jr. oltre alle yards di Brees ha bisogno di una maggior consistenza dal running game, arrivato vicino alle 100 di media l’anno passato ma con molto più upside contando la varietà di soluzioni che ci sono a roster: Pierre Thomas arriva da una stagione parecchio al di sotto delle aspettative rispetto al corridore completo che rappresenta, il terzo anno primo giro nel 2011 Mark Ingram ha portato a casa circa 600 yards, 3.9 di media e 5 td però c’è bisogno di più visti i risultati ad Alabama, infine Darren Sproles rimane un’arma pericolosissima nello screen pass viste le 667 yards guadagnate in 75 ricezioni l’anno passato, forse il contributo ideale essendo parecchio piccolo per portare palloni contro i grossi linebacker. Se i primi due alzassero le loro statistiche potrebbero creare diversi problemi alle difese offrendo un’alternativa molto valida ai lanci di Brees.

A ricevere i passaggi ci penserà ancora il wide receiver Marques Colston, ormai una garanzia per il proprio qb avendo sviluppato un’intesa tra le più solide in circolazioni come dimostrano le 83 ricezioni, 1,154 yards e 10 portate in end zone; dalla parte opposta al primo wr della squadra ci sarà ancora Lance Moore andato per la prima volta oltre le mille yards e sempre pronta a dare assistenza ai compagni alla soglia delle trenta primavere. Dietro di loro dovranno crescere le prestazioni dei giovani Nick Toon, Andy Tanner e Kenny Stiils per trovare uno slot receiver affidabile vista la partenza di Devery Henderson, slot a lungo corso dalle ottime mani. La stella del reparto rimane però il tight end Jimmy Graham, atleta fenomenale autore di 85 prese, 982 yards e 9 marcature nella sua terza esperienza professionista; oltre ad essere un target affidabilissimo in grado di attirare spesso raddoppi, rimane un run blocker di livello eccelso così come il fullback Jed Collins, onesto operario tagliato fuori dalle portate e sempre capace di farsi trovare pronto.

I risultati raggiunti in attacco devono i giusti meriti alla serenità che la linea ha offerto a Brees concedendo in totale 26 sack controllando bene tutti i pass rusher avversari: la coppia di guardie rimane una garanzia con Ben Grubbs e Jahri Evans confermati tra i migliori in entrambe le situazioni, così come il pesante tackle di destra Zach Strief; il centro Brian de la Puente ha dato segnali positivi alla sua seconda esperienza da titolare  e ci si attendono ancora miglioramenti.

Dove bisognerà guardare con interesse è sul lato cieco di Brees perché il titolare della scorsa annata Jermon Bushrod si è accasciato a Chicago; per sostituirlo si contenderanno il posto l’interessante Charles Brown, secondo giro del 2010 prelevato da Usc, e il rookie Terron Armstead, arrivato nel terzo giro da Arkansas-Pine Bluff, che potrebbe presto diventare titolare avendo un potenziale tremendo così come la forza fisica e la velocità di piedi.

Curtis Lofton

Curtis Lofton

Dove ci sarà bisogno di mettere mano pesante è la difesa davvero disastrosa vista in campo l’anno scorso; per dare una svolta è stata accettata la transizione alla e 3-4 con l’assunzione del nuovo defensive coordinator Rob Ryan, reduce da un biennio a Dallas fatto di troppe delusioni per continuare a credere nel fronte dispari.

Dopo aver salutato il bust Sendrick Ellis, il reparto dovrà fare a meno pure di Wiil Smith, out per tutta la stagione a causa di un infortunio alla gamba; al suo posto è stato preso dai 49ers Parys Haralson, esperto veterano che dovrebbe permettere di sopperire all’assenza di una delle bandiere difensive della squadra. In trincea verrà posta fiducia ai giovani con il secondo anno Akiem Hicks e Cameron Jordan a coprire la posizione di end mentre l’esperto Brodrick Bunkley sarà il nose tackle titolare con il grosso rookie John Jenkins a ricoprire la posizione di back up.

Le attese sono in particolare per i primi due dato che Hicks esca da un finale di stagione positivo e Jordan ritrova lo schema che lo aveva lanciato al college con il quinto anno Jay Richardson pronto a prendere il posto nel caso uno dei due si infortunasse.

Il reparto linebacker non ha avuto l’impatto sperato con il ritorno di Jonathan Vilma dopo la squalifica e quest’anno sono attesi a un pronto riscatto: a ricevere istruzioni saranno appunto Vilma e Curtis Lofton, autore di una prima sostanziosa annata chiusa con 123 placcaggi; all’esterno Junior Galette proverà a concretizzare al meglio la sua prima esperienza da titolare dopo aver dimostrato di avere le possibilità di fare male con 5 sacks messi a segno entrando dalla panchina.

Nella posizione opposto a Galette si contenderanno il posto il neo arrivato Haralson oppure Martez Wilson, promettente pass rusher dopo due anni di panchina. In caso di infortuni è pronto a prendere il posto David Hawthorne, esperto nel ruolo purtroppo troppo limitato dagli infortuni.

Dove hanno maggiormente subito i Saints è stato sul profondo con la free safety Malcolm Jenkins trovata spesso fuori posizione sintomo che la transizione da cornerback non è ben riuscita, quindi per aggiustare le cose al primo giro del draft è arrivato Kenny Vaccaro, ragazzo talentuoso già pronto per giocare titolare. Roman Harper ha rinnovato il contratto per portare ancora la sua versatilità nel portare pressione sulla linea e discreta affidabilità in copertura ma ci vorrà più di un aiuto dai cornerback come il veterano Jabari Greer, 3 intercetti l’anno scorso, il neo acquisto Keenan Lewis, onorevole a Pittsburgh seppure ci si attendano qualche pick nelle stats personali, e il primo giro di qualche anno fa Patrick Robinson, a tratti sembrato il nuovo volto delle secondarie ma a sua volta caduto in errori da principiante.

A calciare i field goal torna l’affidabile Garrett Hartley, a segno per 18 volte su 22 nel 2012, mentre a calciare i punt Thomas Morstead offre parecchie garanzie testimoniate dal 50.1 di media a in 74 calci effettuati. I ritorni godranno ancora della velocità di Sproles con Travaris Cadet a fare una sostanziosa assistenza.

I Saints tornano con l’obiettivo play off: il record di 7-9 si può migliorare: partire con una vittoria tra le mura amiche del Superdome contro i Falcons sarà un tassello importante per affrontare squadre esperte e forti come sono i Patriots, 49ers e Seahawks. Da non sottovalutare le sfide con Tampa Bay e Carolina perché, come vedremo in seguito, sono ricche di insidie e la trasferta a Chicago contro una top defense rischia di essere una giornata parecchio dura.

L’offseason non ha portato grandi colpi dato che ci si aspetta maturazioni dai vari giovani a roster, vedremo se la transizione a 3-4 darà a Vilma l’opportunità di essere quello che era ai Jets e di rialzare le statistiche. Concludendo approdare in post season sarà già un sostanzioso risultato ma attenzione a questi Saints perché pure nel 2009 sorpresero tutti seppure il livello difesa difficilmente raggiungerà quei risultati.

Facile che entrino con una Wild Card e poi salutino tutti ripartendo dai giovani che quest’anno avranno una buona opportunità per fare esperienza.

Doug Martin

Doug Martin

Tampa Bay Buccaneers

In Florida si sta cercando di tornare ai fasti di inizio millennio quando erano una presenza fissa dei play off sino al 2002 quando vinsero il Super Bowl, poi ci sono state annate di buio fatte di sole due apparizioni in post season con un’immediata sconfitta nella Wild Card. Dopo il 4-12 di due anni fa è arrivato a dirigere le operazioni l’head coach Greg Schiano, capace di portare subito di coprire il ruolo di guida in un gruppo pieno di giovani interessanti che dopo anni di apprendistato sembrano poter recitare una stagione migliore di quella conclusa a Dicembre scorso terminata con un record fatto di 7 vittorie e 9 sconfitte.

L’off season è stata mirata  a sfruttare l’ampio spazio di salary cap a disposizione per sostituire la storica bandiera Ronde Barber, ritiratosi quest’estate dopo chiari segni di anzianità nella sua ultima corsa nelle retrovie della difesa bucs.  La nuova stagione è ricca di aspettative però a mio personale giudizio la squadra non è ancora pronta per arrivare ai play off vivendo in un  division difficile e avversarie ben attrezzate.

Gran parte del successo stagionale passa dalle prestazioni del quarterback Josh Freeman, autore di due ultime stagioni preoccupanti dove è stato protagonista di una preoccupante involuzione rispetto agli incoraggianti risultati dei suoi primi due anni tra i professionisti.

Nel 2012 ha lanciato 4,065 yards, 27 touchdown con una percentuale di completi pco maggiore del 50% e i frequenti errori di letture lo hanno portato a concedere 17 pick agli avversari aggiungendo un numero pericoloso di fumble commessi.  Freeman si appresta ad entrare nel contract year dove dovrà dimostrare di avere le carte per essere un quarterback franchigia altrimenti nel prossimo Marzo la dirigenza deciderà di voltare pagina affidandosi al profondo draft 2013 oppure lanciando magari già da ora il rookie Mike Glannon, prelevato nel terzo giro e spesso paragonato a Joe Flacco per braccio e stazza fisica. Che il futuro dei bucs sia racchiuso in uno di questi due talenti è ancora in dubbio perché attorno ad essi si sta sviluppando un gruppo forte il quale potrebbe non avere il tempo per aspettare altro tempo.

La star dell’attacco dell’ultima annata è stata indubbiamente il running back rookie Doug Martin, uscito da Boise State e preso al termine del primo giro, capace di produrre nella sua prima annata 1,454 yards con una media di 4.6 a tocco e di marcare per ben 11 volte aggiungendo un prezioso contributo nello screen pass. In lui il coordinatore offensivo Mike Sullivan pone molte fiducie anche perché dietro apparentemente il reparto non è gran che coperto con Peyton Hillis possibile soluzione da corta portata e il full back Erik Lorig pronto ad aprire spazi.

Ad aprire la strada ci penserà una linea talentuosa ma spesso vittima di troppi infortuni che ne hanno limitato parecchio il rendimento: Carl Nicks e David Joseph sono una coppia di guardie molto solida se sana, Donal Penn è un left tackle ordinario che concede poco agli avversari, Jeremy Zuttah un centro continuo e Damar Dotson ha giocato un 2012 sufficiente per meritare fiducia in futuro. Via trade è arrivato dai Bears l’ex prima scelta Gabe Carimi, prodotto di Wisconsin purtroppo mai esploso in Nfl dove avrebbe dovuto fare faville.

La scorsa off season ha portato il forte wide receiver Vincent Jackson a coprire il ruolo di numero uno: la risposta è stata positiva con 72 prese, 1,384 yards e 8 marcature valendo tutti i milioni che la dirigenza gli ha offerto. Circa quaranta milioni sono stati dati al secondo wr Mike Williams che in tre anni di Nfl mai è andato oltre le mille yards ricevute ma ha sempre offerto un valido contributo in red zone con 23 td messi a segno. Il suo sviluppo sarà fondamentale perché dietro a loro due c’è molto talento da scoprire come il tight end Luke Stocker atteso al primo step da titolare dopo due anni di adattamento risultati positivi; positivi così come l’acquisto dell’ex packers Tom Crabtree, bersaglio molto utile a Rodgers nella sua esperienza a Green Bay,  mentre nello slot vedremo all’opera un nome tra Tiquan Underwood e Kevin Ogletree.

Darrelle Revis

Darrelle Revis

Se l’attacco è stato il decimo migliore della Lega, la difesa ha bisogno di una bella sistemata perché le 379.9 yards di media subite a partita sono un numero da dimenticare e in fretta.  La pass rush ha faticato parecchio arrivando terz’ultima per produttività e la difesa aerea è stata di gran lunga la peggiore mettendo in cattiva luce l’ottimo lavoro sulle corse.

Per sistemare le  corse è stato preso dai Jets il miglior conrback in circolazione – almeno così prima dell’infortunio – Darrelle Revis, uscito di scena a inizio stagione per la rottura del crociato anteriore, tenuto a riposo in preseason, già capace di alzare l’entusiasmo dei tifosi e di strappare un contratto che lo ha reso il defensive back più pagato della Lega.

Sicuro la Revis Island servirà parecchio per isolare il primo receiver avversario ma un passo avanti lo dovrà fare tutta la difesa a cominciare dalle secondarie che proporrà una coppia di safety molto interessante fatta dal secondo anno Mark Barron, colpitore eccellente in un primo anno soddisfacente, e l’x niners Dashon Goldson, giocatore più apprezzato per le doti di placcatore che di copritore. Opposto a Revis si contenderanno il posto il secondo anno Leonard Johnson, il quale nell’anno da rookie ha fatto vedere di essere molto competente con 41 placcaggi e 3 intercetti in cascina, oppure il rookie secondo giro Jonathan Banks, non un fulmine ma capace di giocare con il suo gioco molto fisico senza tralasciare Danny Gorrer.

Il reparto linebacker ha offerto prestazioni di alto livello contro le corse ma non ha affatto aiutato in copertura finendo spesso fuori posizione: al centro Mason Foster ha energicamente contrasto i running back avversari con 105 tackles messi a segno, però troppe volte ha sbagliato intervento in copertura e lo stesso si è visto in preseason lanciando segnali preoccupanti a chi pensava di aver trovato la futura guida della difesa; simile discorso seppur con margini di crescita più ampi sono per il sophomore Lavonte David, 139 placcaggi al primo anno sono un buon bottino anche se da un weakside nfl ci si attende di più oltre a un singolo intercetto. Non aiuta la presenza sul lato forte di Dekoda Watson e Jonathan Casillas, entrambi non proprio dei specialisti nella posizione avendo una capacità di penetrazione inferiori agli standard per il ruolo.

Dove il defensive coordinator  Bill Sheridan avrà bisogno di maggiori risposte sta nella linea: Gerald McCoy si sta dimostrando il giocatore visto al college dopo due brutti strappi al braccio e già l’anno scorso ha giocato tutte le partite totalizzando 30 placcaggi e 5 sacks, cifre che potrebbero aumentare se i compagni non fossero le seconde scelte per colpa degli infortuni accorsi ai titolari. La coppia di end composta da Da’Quan Bowers e Adrian Clayborn promette un considerevole numero di sack oltre che a un già solido contributo contro le corse, sempre che stiano lontano da infortuni che ne hanno limitato parecchio il loro utilizzo l’anno scorso. Gary Gibson  e il rookie Akeem Spence si cambieranno il ruolo accanto a McCoy sperando di continuare la crescita dopo impressioni più che positive in preseason.

Tegola dei training camp è stato lo strappo al tendine d’Achille patito dal kicker Connor Barth, una garanzia quando c’era bisogno di calciare. Al suo posto è arrivato il veterano Lawrence Tynes, eroe di molti successi con i Giants, e il punter rimarrà Michael Koenen, il quale ha calciato un prezioso 45.3 di media nel 2012 ed ora è pronto a ripetersi. A riportare i kick off ci penserà il rookie rb Mike James dopo l’addio di Benn.

Così Tampa Bay si presenta ai nastri di partenza: una difesa da migliorare contro il gioco aereo e l’innesto di Revis appare il punto di partenza ideale per un reparto rinnovato. Se i risultati contro le corse rimangono gli stessi dell’anno scorso ci sono le speranze che si possa andare lontano, a patto che l’attacco riesca a trovare serenità nel suo registra Freeman altrimenti tutti gli sforzi potrebbero essere vanificati. Oltre alle già citiate rivali divisionali bisognerà fare i conti con squadre come i Patriots, 49ers, Hawks e Lions quindi l’arrivo ai play off appare un obiettivo ancora troppo impegnativo. Il risultato ideale sarebbe trovare le risposte che servono da Freeman  e piazzare un 8-8 che farebbe ben sperare nel futuro.

Cam Newton

Cam Newton

Carolina Panthers

A Gennaio l’owner Jerry Richardson sembrava deciso a licenziare Ron Rivera, accusato di mancanza di leadership per un ruolo così delicato come l’head coach in Nfl oltre ad essere reduce da una stagione chiusa parecchio sotto le aspettative con un 7-9 maturato solo alla fine quando ormai l’esito era segnato.

Jerry però ha fermato la sua mano e ha rinnovato la fiducia per Rivera chiamando a suo servizio il GM Dave Gettleman, uscito dalla corte BigBlue e alle prese con una situazione salary cap alquanto ingolfata. Al termine della preseason Gettleman ha davvero ben condotto le operazioni riducendo ingaggi troppo ingombranti oppure tagliando qualche pezzo grosso della difesa ormai non più valido come prima. La stagione dei Panthers passa gran parte da quanto riuscirà a fare il suo attacco perché la difesa non sembra ancora in grado di poter stare a lungo sul terreno di gioco avendo delle secondarie tra le peggiori della Lega.

L’attacco si base principalmente sulla prima scelta del 2011 Cam Newton, quarterback fisicamente impressionante munito di un braccio potente e preciso e delle gambe da far venire il mal di testa alle migliori difesa. Cam ha prodotto un’annata da 3,869 yards, 19 td pass, 12 intercetti e  741 yards corse condite da 8 marcature: sicuramente il prodotto di Auburn ha sempre dato l’idea di essere il futuro della franchigia esibendo giocate spettacoli alle quali però ogni tanto ha affiancato prove nettamente al di sotto delle sue possibilità, gran parte delle volte giustificate da cattive scelte degli allenatori che hanno insistito a dargli troppo spesso la palla in mano mettendolo in difficoltà. Così a offensive coordinator è stato promosso Mike Shula, suo mentore per i primi due anni, per cercare di trovare le migliori soluzioni anche se da quanto visto durante la preseason ci sarà parecchio lavoro da fare in quanto la play action fa troppa fatica a funzionare. Se mai dovesse servire il back up di Newton sarà uno tra il veterano Derek Anderson e Jimmy Clausen con il primo sempre favorito per l’esperienza.

Fin dal lontano 2002 quando John Fox prese in mano la squadra l’atteggiamento della squadra è sempre stato conservativo esaltando le fantastiche doti dei running back e la capacità della linea di aprire buchi. Ora l’arrivo di Newton ha sconvolto questo assetto creando forse troppa abbondanza nel back field nel quale possiamo trovare i nomi di DeAngelo Williams, Jonathan Stewart e il full back Mike Tolbert, tutti corridori superbi ma chiusi dalla proprietà di scramble del proprio quarterback. Williams esce da un’annata 737 yards e 5 marcature dando sempre l’idea di essere il migliore della squadra, Tolbert ha portato spesso la palla sul corto punendo le difesa grazie alla sua potenza e Stewart è stato limitato da un infortunio alla caviglia seppure rimanga il corridore più completo di tutta la squadra. Come se non bastasse è arrivato il rookie Kenjon Barner, folletto di Oregon, il quale potrebbe esprimersi davvero bene nella west coast di Shula sempre che trovi spazio tra i titolari.

A un’abbondanza nel back field risponde un reparto receiver troppo dipendente dal veterano Steve Smith seppure alcuni giovani sembrano mostrare progressi continui e interessanti. Smith, 34 anni, ha collezionato un’annata fatta da 73 ricezioni, 1,174 yards e 4 td attirando sempre un raddoppio aprendo la spazio per Brandon LaFell, possibile target di possesso a patto che si mostri più sicuro in fase di ricezione dopo un anno da 667 yards e 4 td. Assieme ai due si è ben distinto il tight end Greg Olsen, esploso a Charlotte con 69 prese,843 yards e 5 marcature oltre che essere apparso molto migliorato rispetto ai passati a Chicago. La battaglia più interessante sarà per il ruolo di terzo wide receiver dove il posto sarà conteso da David Gettis, Armanti Edwards, Ted Ginn e Domenik Hixon, tutti con doti differenti da portare in campo.

Se la linea offensiva ha sempre offerto prestazioni da prima della Lega, quest’anno la musica non sembra la stesso dato che sembrano esserci chiari problemi nel creare varchi percorribili dai running game. Passare da terzo miglior attacco a terra a nono non è stato un segnale incoraggiante e dopo le prime di preseason la musica sembra destinata a cambiare in peggio: Jordan Gross e Ryan Kalil sono rispettivamente left tackle e centro tra i migliori della Lega e tra i due sta crescendo bene il sophomore Amini Silatolu, ma a destra la linea manca di completezza dato che la guardia Gary Williams mai ha dato l’impressione di poter coprire il ruolo e il tackle mastodontico Byron Bell ha sempre evidenziato lacune tecniche preoccupanti. Per risolvere il problema è stato richiamato il veterano Travelle Wharton e dai Bills è stato prelevata la guardia Chris Scott, apparsa già più decisa del sopra citato Williams.

Luke Kuechly

Luke Kuechly

Nonostante delle secondarie imbarazzanti il defensive coordinator Sean McDermott ha già fatto miracoli riportando una delle peggiori difese a metà classifica, in più quest’anno il front seven promette di mietere molte vittime avendo una pass rush aggressiva , una coppia di tackle assai affidabile e forse quello che può cominciare ad essere il miglior middle linebacker in circolazione.

La linea difensiva ha una coppia di end tra le pericolose di tutta la Lega: infatti sia Charles Johnson sia Greg Hardy sono andati oltre i 10 sack lo scorso anno ed hanno continuamente martellato gli avversari contro le corse; la loro produzione potrebbe migliorare dato che ora al centro gireranno tre tackle di sicuro spessore come il veterano Dwan Edwards, ottimo all’esordio in maglia Panthers, e la coppia rookie formata dal primo giro Star Lotulelei, solido contro le corse e capace di attirare molti raddoppi, e dal secondo round Kwann Short, prelevato da Pardue, considerato un talento da primo giro e il miglior rusher interno dell’ultimo draft. A dare il ricambio ai due end ci penserà il sophomore  Frank Alexander e il terzo anno Mario Addison.

Dietro alla linea sorveglieranno la zona tre linebacker di primissima fascia a patto che rimangano sani: l’anno scorso Luke Kuechly ha incantato mezzo mondo piazzando 164 placcaggi e 2 intercetti, gestendo la difesa come un veterano e in questa off season ha dato l’idea di essere ancora migliorato completando il suo gioco con un affidabile capacità di coprire il campo. Finche ci sarà lui tutti i running back dovranno temere di varcare la linea di scrimmage perché il ragazzo raramente sbaglia posizione e punisce sempre in modo severo.

Accanto lui è tornato nella scorsa stagione Thomas Davis, talento cristallino reduce da tre operazioni al crociato ma apparso chiaramente in grado di giocare un’intera stagione portando esperienza, leadership e esplosività;  tuttavia il più grande acquisto potrebbe essere una salute stabile di Jon Beason, il quale dovrà giocare sul lato debole per coprire il campo utilizzando la sua grande abilità in copertura. In caso di infortuni il reparto rimane coperto con l’ex campione del mondo Chase Blackburn e il rookie A.J Klein prelevato da Iowa.

Se la difesa dei Panthers subirà è perché dietro manca un cornerback capace di prendersi cura minimamente del primo receiver avversario dato che Chris Gamble è stato tagliato per aprire spazio salariale: gli arrivi dei veterani Drayton Florence e D.J Moore non lasciano tranquilli i tifosi anche se la crescita di alcuni giovani come Josh Norman, James Dockery e il solido placcatore Captain Munnerlyn aprono una ferrea competizione alzando il loro rendimento al massimo.

McDermott ha lavorato per avere una difesa aggressiva che provoca molti turnovers e già nella preseason c’è stato un esempio di quanto fatto seppure serva di più per competere a un certo livello; nelle safety si è deciso di scommettere su Mike Mitchell, una delusione a Oakland ma apparso rinato nelle prime uscite, mentre Charles Godfrey tornerà al ruolo naturale di free safety dopo un anno chiuso con 69 placcaggi e 2 intercetti.

Dopo l’addio di John Kasay la squadra ha dovuto aspettare solo la fine dell’anno per trovare un kicker affidabile: Graham Gano ha saputo dare le risposte sperate comportandosi bene pure in preseason infilando calci difficili quindi si è valso la conferma, mentre il punter Brad Nortman, il primo punter draftato nella storia della franchigia l’anno scorso, ha chiuso con una media di 43.0 a calcio quindi è atteso a un deciso miglioramento. Ted Ginn si prenderà la maggior parte dei ritorni insieme al secondo anno Joe Adams sempre che questo risolva il problema di infortuni.

Il risultato finale di Carolina passa tutto dalla produzione offensiva del suo attacco e da quanto la difesa riuscirà a stare il meno possibile sul terreno di gioco. La schedule è molto impegnativa – la più difficile secondo nfl.com – come Seattle all’esordio, Giants, Minnesota, 49ers, Patriots e le rivali divisionali.

La chiave del successo sta tutta nel gioco delle corse perché se questo punge a dovere le difese dovranno liberare spazi sia per i wide receiver sia per Newton aumentando i punti sul tabellone, e se la difesa facesse qualche regalo non ci si lamenterebbe. Attualmente la squadra da play off, specialmente se ci fosse un’altra partenza a rallentatore come quella della scorsa annata, ma ci sono i presupposti per migliorare ancora.

Post By Federico Vedovelli (538 Posts)

Student, rugby referee, Carolina Panthers, NCAA Football, NBA, Radio Play.it. Affascinato da Twitter: CamFederico

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4 thoughts on “NFC South 2013 Preview

  1. Personalmente la vedo molta combattuta: Atlanta ne verrà fuori con un 12-4, le altre se la giocano ma sono i Saints la mia scelta per la Wild Card con un 10-6. Poi Panthers e Bucs sul 7-9

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